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Primavera non bussa, lei entra sicura,
come il fumo lei penetra in ogni fessura;
ha le labbra di carne, i capelli di grano.
Che paura, che voglia che ti prenda per mano;
che paura, che voglia che ti porti lontano.
Fabrizio De André

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Siciliana terra...
Un pensier verdastro s' accese nella mente,
gli occhi folgoranti il mar han sorpassato,
le navi sulle onde il bianco han ricordato
dell' abbagliante sabbia, brillando al ponente.

Il cielo e la vita dal sole sembran sciolti,

Siciliana Terra, dai mari circondata,
un oleandro muore in goccia avvelenata,
ma vive la speranza nei tuoi cipressi folti!

Mi dai celeste sogno, mi rubi il cuor amante,
Siciliana Terra, accesa dal tuo fuoco,
un gabbiano muore nel volo del suo gioco
la nave del vulcano č ancora sfavillante!

Gioco con bei ricordi sfiorando una palma,
entro nei tuoi palazzi, bensě ci son lontana,
salgo in una barca, nella visione strana,
Siciliana Terra, dammi un' onda calma!
Marilena, 2005

 

Rovente terra
Nell’ affocata lava del vecchio vulcano,
scorrevano tacite le lacrime del tempo,
scogliendosi i fiocchi del suo manto strano,
che stava raccontando un altro contrattempo.

Brillavano gli occhi nelle scintille accese,

il cielo nel barlume aprě il suo azzurro,
un pensier remoto dal monte giŕ discese,
e si fermň lieto nel mondo meno duro.

Il mare gorgogliante tra il verde dei cipressi,
il vento con il sole giocava tra i templi,
rovente č la terra, i sassi son gli stessi,
rimasti dagli anni dei tormentati tempi.

Alzo stupito sguardo dal verde della valle,
verso il bianco monte dal rosso affiammato,
nel sole abbagliante dimentico il male,
nella rovente terra che sempre ho amato!
Marilena, 2005
 
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Romania-Italia

 
Superficie: 301.336 Km˛
Abitanti: 57.888.000
Densità: 192 ab/Km˛
Forma di governo: Repubblica parlamentare
Capitale: Roma (2.542.000 ab.)
Altre città: Milano 1.272.000 ab. (4.250.000 aggl. urbano), Napoli 1.000.500 ab. (3.010.000 aggl. urbano), Torino 868.000 ab. (1.295.000 aggl. urbano), Palermo 680.000 ab., Genova 601.000 ab., Bologna 373.500 ab., Firenze 367.300 ab., Bari 314.200 ab., Catania 307.800 ab.
Gruppi etnici: Italiani 96,5%, Albanesi 0,5%, Marocchini 0,4%, Romeni 0,3%, altri 2,3%
Paesi confinanti: Francia ad OVEST, Svizzera ed Austria a NORD, Slovenia a EST, Vaticano e San Marino interni allo Stato
Monti principali: Monte Bianco 4810 m
Fiumi principali: Po 652 Km, Adige 410 Km, Tevere 405 Km
Laghi principali: Lago di Garda 370 Km˛, Lago Maggiore 170 Km˛ (parte italiana, totale 212 Km˛), Lago di Como 146 Km˛, Lago Trasimeno 128 Km˛
Isole principali: Sicilia 25.426 Km˛, Sardegna 23.813 Km˛, Isola d'Elba 223,5 Km˛
Clima: Mediterraneo - continentale - alpino
Lingua: Italiano (ufficiale), Sardo, Tedesco, Ladino, Francese, Sloveno
Religione: Cattolica 90%, Protestante 1%, altro 9%
Moneta: Euro
Dal sito: www.globalgeografia.com

 

L'Italia o Repubblica Italiana è uno stato dell'Europa meridionale, che occupa gran parte della regione geografica italiana o italica. Confina con la Francia ad ovest, con la Svizzera e l'Austria a nord e con la Slovenia ad est. Al suo interno sono presenti due microstati: San Marino e la Città del Vaticano. Fa parte della Repubblica anche il comune di Campione d'Italia, enclave nel territorio della Svizzera italiana. La capitale è Roma. Lo stato si costituì nel 1861 e assunse l'istituzione di repubblica parlamentare nel 1946.
Tradizionalmente chiamata la Penisola (in ragione della sua natura geografica prevalente), lo Stivale (in virtù della sua caratteristica forma) e il Belpaese, l'Italia si estende in latitudine per 12 gradi, per un totale di circa 1.300 chilometri, e in longitudine per 12 gradi. Comprende tre parti: una parte continentale, confinante a nord con la catena alpina, una parte peninsulare, che si allunga nel Mediterraneo fino a circa 150 chilometri dalle coste dell'Africa, e una parte insulare, che include la Sardegna e la Sicilia, le due maggiori isole del Mediterraneo. I confini territoriali sono lunghi in tutto 1.800 chilometri, mentre lo sviluppo costiero è di 7.500 chilometri.
La Repubblica Italiana conta circa 59 milioni di abitanti (stime ISTAT relative al 2006), per una densità di quasi 196 abitanti per km2. Le donne sono circa 1,7 milioni in più degli uomini.
È membro fondatore dell'Unione Europea, della Nato, del Consiglio d'Europa e dell'Unione Europea Occidentale, aderisce alle Nazioni Unite (per il biennio 2007-2008 è membro non-permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite) e fa parte del G8.
L'Italia è anche poeticamente chiamata "il Belpaese". Anche se oggi pochi ne sono consapevoli, tale denominazione risale al grande successo editoriale che ebbe, a cavallo tra l'Ottocento - e il Novecento, il volume Il Bel Paese, pubblicato nel 1876 dall'abate Antonio Stoppani con l'intento di illustrare le bellezze d'Italia (a sua volta, probabilmente, questo titolo intendeva rimandare alla definizione dantesca dell'Italia come il "bel paese là dove 'l sì suona". Inferno XXXIII, 80).

Dopo la caduta dell'Impero Romano d'Occidente, per un lungo periodo (14 secoli) il territorio della penisola si articolò in diversi stati preunitari indipendenti o dominati da potenze straniere. Il più longevo fra essi fu lo Stato Pontificio, che resistette fino alla presa italiana di Roma nel 1870 e che fu poi ricostituito come Città del Vaticano nel cuore della capitale italiana. All'ultimo imperatore romano di occidente seguì la costituzione di due regni barbarici successivi (quello degli Eruli e degli Ostrogoti).La liberazione dell'Italia operata da Giustiniano (metà del VI secolo d.C.) fu di breve durata perché già fra il 568 ed il 570, un popolo germanico, i longobardi, occuparono la maggior parte del paese che si trovò diviso, per la prima volta dall'unificazione di età romana, in due zone perfettamente differenziate fra di loro. Successivamente l'area romano-bizantina fu soggetta ad una serie di amputazioni territoriali riuscendo però a sopravvivere fino all'XI secolo, mentre i Longobardi dovettero assoggettarsi ai Franchi di Carlo Magno fin dalla seconda metà dell'VIII secolo. Lo sviluppo di una civiltà comunale (a partire dall'XI secolo circa) diede nuovo impulso alla vita economica e culturale dell'Italia centro-settentrionale mentre nel sud si veniva formando il regno Normanno, fra i più moderni e meglio amministrati dell'Europa del tempo. Dai comuni si formarono le signorie e le Repubbliche Marinare.
Sotto le Signorie e le Repubbliche ebbe inizio il Rinascimento, caratterizzato da una vistosa rinascita delle arti, che ebbe grande influenza nel resto di Europa. Le dominazioni straniere e le varie trasformazioni degli stati che si erano formati sul territorio proseguirono fino alla prima metà del XIX secolo, quando si sviluppò una serie di movimenti volti alla creazione di un'Italia indipendente e unitaria; questo periodo è detto Risorgimento.
L'Italia contemporanea nacque come Stato unitario quando il 17 marzo 1861 la maggior parte degli stati della penisola e le due isole principali vennero unite sotto il re Vittorio Emanuele II della dinastia dei Savoia. Architetto dell'unificazione dell'Italia fu il primo ministro del re, Camillo Benso Conte di Cavour che, dando mezzi e supporto (seppur non riconoscendolo direttamente) a Giuseppe Garibaldi, consentì l'annessione del regno delle Due Sicilie. La prima capitale fu Torino, che era la capitale del Regno di Sardegna, punto di partenza del processo di unificazione dell'Italia. In seguito alla Convenzione di settembre (1864), la capitale venne spostata a Firenze.
Nel 1866, l'Italia acquisì dall'Impero asburgico il Veneto, in seguito alla guerra, che vide l'Italia alleata alla Prussia di Bismarck Dall'unificazione rimaneva esclusa Roma e i territori limitrofi, che erano sotto il controllo del Papa; ma grazie a una rapida guerra il 20 settembre 1870 anche Roma venne annessa e venne proclamata capitale del regno. In seguito, con i Patti lateranensi del 1929, il Papa ottenne la sovranità sulla Città del Vaticano. Un'altra entità autonoma all'interno dei confini italiani è la Repubblica di San Marino. L'Italia riconosce inoltre il Sovrano Militare Ordine di Malta come ente con propria soggettività nel diritto internazionale e gli concede una zona extraterritoriale sempre nella città di Roma, precisamente sull'Aventino.
Dopo la prima guerra mondiale si affermò la Dittatura Fascista, evento che comportò la perdita delle libertà politiche per oltre vent'anni. Dopo la fine della seconda guerra mondiale il 2 giugno 1946 un referendum stabilì l'abbandono della monarchia come forma di governo e l'adozione della Repubblica parlamentare; in questo stesso giorno i cittadini italiani vennero chiamati a votare anche per l'elezione di un'Assemblea Costituente che, nel nuova costituzione entrò in vigore il 1 gennaio 1948.
L'Italia è un membro fondatore della NATO e dell'Unione Europea, avendo istituito con Belgio, Francia, Germania Occidentale, Lussemburgo, Paesi Bassi il 18 aprile 1951 (per mezzo del Trattato di Parigi) la Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio (CECA); e ha partecipato a tutti i principali trattati di unificazione europea compreso l'ingresso dell'Euro nel 1999.
http://it.wikipedia.org/wiki/Italia

Culorile Italiei.

Dove sei, soleggiata terra ?!

Dove sei, soleggiata terra ,
quella che l’infanzia legavi
alla sponda della tua primavera,
ricamata da un ricordo e da un’onda,
mentre i miei sguardi da bambina
ti scrivevano
la loro prima cartolina?!
Dove sarà lo spirito di tenerezza
che i fiori di aranci accarezzava
e mandava alla mia terra,
tra le griglie del confine,
la loro invisibile fragranza?!
Piove con feste e colori
sulle cime dei castelli,
nevica con fiocchi d'argento
sulle cupole e sui palazzi,
le strade lisce circondano
montagne e colline,
ma il tuo cuore,
sempre più scontento,
beve un vino acerbo nelle vigne,
fin quando si annegherà
nel sale del proprio mare.
Ti sei nascosta nel frutto dell’olivo,
sinuoso, nutriente e amaro,
rovesci i desideri nei limoni
che m’ingannano con il dorato giallo.
Dove sarà il tuo sorriso affascinante
ch’ apriva anche le porte dei canali,
sento la tua tristezza soffocata
in tante feste rimandate per domani;
dove sarà la soleggiata terra
che una bambina la teneva
nelle mani?!

“Il dolore è come il lago che ti circonda…"

”Un autunno freddoloso, triste e piovoso, che sta vivendo i suo ultimi giorni, mi fa sprofondare nel mondo piacevole delle mie passioni e dei bei ricordi. Guardo dalla finestra le ultime foglie gialle distaccandosi dai rami umidi, ma mi dico che lo fanno anche per coprire la terra e proteggerla dal freddo invernale.”Fortunatamente, ci sono anche gli abeti sempre verdi” mi dico io.”Vestiti nell’ abito bianco della neve, ci insegnano che si dovrebbe vivere come loro, con la fierezza dei lunghi tronchi diritti, che sanno baciare il cielo con le cime anche nei freddolosi giorni invernali, perché i fiocchi bianchi li rendono ugualmente belli e maestosi.
Mi siedo alla scrivania con delle foto davanti e qualche numero del giornale “Forza latina”, realizzato negli anni ’90, anche con il mio contributo. In quel periodo, non  c’erano molte le persone   che conoscessero bene la lingua italiana, pochissimo studiata durante i quasi 50 anni di dittatura comunista. Finalmente, ero molto lieta di approfittare delle mie conoscenze e mi incamminai con entusiasmo su una strada nuova, accanto agli etnici italiani della Romania, nella cerca della loro perduta identità, in quei tempi, nei quali anche i cognomi dovevano cambiarli per non essere perseguitati dal regime politico. Sulla terra della mia provincia, Arges, nacque una delle tante comunità dei romeni di origine italiana ed io mi dimostrai subito molto curiosa di sapere anche il perché. Non durò molto a saperlo dallo stesso presidente della comunità, che mi coinvolgeva sempre di più nelle loro attività e nei loro convegni, ai quali partecipai volentieri, più volte, qui nel nostro Paese.
1 novembre, 1996, ad Oesti, Arges, in un villaggio nascosto tra monti e colline, si inaugurò un monumento dedicato ai militi italiani rifugiati da queste parti, dopo la seconda guerra mondiale, accolti ed alloggiati, affettuosamente dai contadini romeni. Alcuni di loro hanno scelto di vivere accanto alle donne romene, formando delle famiglie romeno- italiane, gli altri morirono col pensiero e con la nostalgia della loro terra natale, l’Italia, dato che, durante gli anni della dittatura era difficilissimo viaggiare nei paesi capitalisti, se non quasi impossibile, specialmente per chi aveva origine straniera. All’ evento parteciparono anche i rappresentanti delle autorità italiane presente nel nostro Paese, in quel periodo. Io fui lieta della proposta del presidente della Comunità italiana, appena fondata, di scegliere le parole che siano incise sul monumento, nella lingua italiana. Sfogliai qualche libro per ispirarmi, dato che il momento e la vicenda in sé erano difficili per me da intenderli nella profondità dei loro dettagli. Così, scelsi le parole di Cesare Pavese che mi sembrarono le più suggestive, parole che rimasero per sempre incise su un monumeto trovatosi su una contrada piena di laghi naturali e artificiali, dei bei paesaggi e degli eventi storici, che resero la nostra  vita felice e dolorosa, alla stesso tempo:
 ”Il dolore è come il lago che ti circonda...”
Le radici della Comunità italiana della Romania sono però, molto più vecchie e sorsero in un periodo difficile, di poverà,  in cui molti italiani emigrarono dalle nostre parti (specialmente dal Nord Italia), nella cerca di lavoro, così che, anche oggi, dopo tante generazioni, si sa che sono stati e lo sono ancora i migliori costruttori di strade o dei bravi lavoratori nelle carriere di pietra. La conquista delle libertà democratiche  ha concesso a loro di ritrovarsi la propria identità, gli avi e i parenti italiani mai visti, essendo  rappresentati anche nel nostro Parlamento. Noi, la maggioranza romena,  viviamo in piena armonia accanto a lor, lieti di arricchirci spiritualmente, loro contenti di avere due patrie e di viaggiare liberamente nel paese natale.Alcuni di loro hanno scelto di vivere in Italia, gli altri sono rimasti qui, nelle loro famiglie romeno- italiane, accanto a quelli che hanno accolto con affetto e premura i loro genitori e avi.
L’autunno se ne andrà con la sua malinconia, ma rimarrà la bella nostalgia delle storie raccontate “alla bocca della stufa”, riscaldate dal fuoco acceso insieme, in tal modo da non sentire più il freddo del dolore che circonda il lago, nell’abbraccio caloroso delle due rive.
Marilena Rodica Chiretu- Pitesti- Romania.
18 novembre, 2007.

 

Rinascimento italiano nella pittura