Simbolul Ambasadei Romane la Roma Simbolo dell'Ambasciata Romena a Roma: http://roma.mae.ro

 

 

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Guarda, dall’ oriente all’occidente, i popoli alzano la loro testa….il pensiero sorge luminoso al di sopra del buio…Il pensiero che costruisce, e la fede che dà vita…il vecchio mondo crolla, e sulle sue rovine, la libertà si alza…Svegliati!”-Alecu Russo (1819- 1859)- "Cantarea Romaniei"/"Canto della Romania".
Romania- Rapsodia Romana-George Enescu.
Cuvinte de dor, imagini ce dor de atata frumusete… Parole di nostalgia, immagini che dolgono di tanta bellezza. Marilena
 

European Capitals: Bucarest
Signora Romania
(parenti da parte di…Roma)
Dedicata alla Poetessa Romena Marilena Rodica Chiretu


Non ti conosco…
ma gia’ ti sento mia
Signora Romania .
La voce tua la sento
nei versi dei poeti
e la malinconia dei canti
che va portando il vento…

E tra le nebbie
che velano i ricordi
la liberta’ ancor mordi…
E cupe fantasie
la Transilvania muove
li’ dove son piu’ fitte…
E notti insonni celan
e voli misteriosi…
tra case col cappello
serene ed austere .

Un di’ trafitta
dall’ imperiale daga
d’ antica parentela
mi parla il tuo idioma :
che come il mio discende
da quella luce vivida
e grande che ha inondato
il mondo intero : Roma .


Armando Bettozzi
24 Giugno 2006
 
Doamna Romania
(Rude din parte romei)
Nu te cunosc
dar deja te simt a mea,
Doamna Romania.
Glasul tau il aud
in versurile poetilor
si in melancolia cantecelor
aduse de vant.
Si in ceata
Te invaluie amintirile
Si musca libertatea  inca.
Si intunecate fantasme
Transilvania o misca
Acolo unde sunt mai dese.
Si nopti de insomnie
Ascund zboruri misterioase
Printre case cu palarii
Senine si austere.
Intr- o zi strapunsa
De imperialul dragon
Ruda indepartata
Imi vorbeste limba ta:
Care asemenea limbii mele,
Se trage din acea lumina vie
Si mare care a inundat
 lumea intreaga:Roma.
Armando Bettozzi- Roma
24 Giugno 2006

 

Bucurestiul interbelic 6 - Sous le ciel de Paris...

"Azur" - Romani vom fi mereu-Romeni saremo sempre...
Delta Dunari Delta del Danubio- Romania

Romania, tara horelor ce rotesc in anfiteatrul muntilor stropiti cu culorile campurilor aurii, ale livezilor si viilor, asteapta inca, sa fie descoperita, dincolo de imagini si cuvinte. La Romania, il paese dei girotondi che girano nell’anfiteatro delle montagne bagnate dai colori dorati dei campi, e delle vigne e dei frutteti, aspetta ancora di essere scoperta, al di là delle parole e immagini.Marilena
Brasov, Curtea de Arges, Sinaia- Castel Peles. Foto: Marilena 2009.
Monasteri e chiese.
Guarda, dall’ oriente all’occidente, i popoli alzano la loro testa….il pensiero sorge luminoso al di sopra del buio…Il pensiero che costruisce, e la fede che dà vita…il vecchio mondo crolla, e sulle sue rovine, la libertà si alza…Svegliati!”-Alecu Russo (1819- 1859)- "Cantarea Romaniei"/"Canto della Romania".
Romania di ieri.

Bucarest- Timisoara - Cluj- Napoca- Curtea de Arges- Constanta- Pitesti demolita.

Oradea- 1920.
Vechi lacasuri de cult in Bucuresti-Vecchie chese di Bucarest.
La Romania è uno stato nel sud-est dell'Europa, uno dei più grandi paesi di questa zona, dopo la Russia, l' Ucraina e la Polonia. Si stende su una superficie di 237.500 kmq. e conta una popolazione di circa 23.000.000 di abitanti.Confina a nord-est con l'Ucraina e la Republica di Moldavia, ad ovest con l' Ungheria e la Serbia e a sud con la Bulgaria. La Romania ha anche un piccolo litorale del Mar Nero.La sua forma tondeggante mette in risalto un rilievo vario, dominato dalla catena, ricca in fitti boschi, dei Monti Carpazi. Al di là di questi, si stendono delle colline con frutteti e vigne, degli altopiani e fertile pianure. Il fascino del paesaggio viene completato dal mirifico Delta , formatosi dal fiume Danubio quando sfocia nel Mar Nero.
Il nome Romania deriva da Român, derivazione dell'aggettivo latino Roman, romano. Rappresenta le origini dello stato e giustifica la derivazione linguistica del Romeno dal Latino. Inoltre, "Ţara Românească" (Nazione Romena), è il nome che sta a indicare anche l'antico principato di Valacchia.
La lingua ufficiale è la lingua romena, parlata su tutto il territorio del Paese, la sola lingua neolatina di questo spazio europeo
L'origine della popolazione romena risale ai Daci, i quali furono conquistati dall'Impero romano nel 106. L'occupazione romana durò solo 165 anni, ma ebbe un'eredità permanente. Questo fatto segnò l'inizio di una serie di invasioni della Romania, sebbene i regnanti lasciassero di solito un alto grado di autonomia.
Nel Medioevo i Romeni vivevano in tre principati distinti: la Valacchia, la Moldavia e la Transilvania. I primi due erano sotto l'influenza dell'Impero ottomano, mentre la Transilvania apparteneva all'Impero austroungarico.
 
Alcune delle grandi città.
Citta' di Romania - Musica Gheorghe Zamfir.
 
La Romania moderna nacque quando i principati di Principato di Moldavia e Valacchia si unirono nel 1859, e diventarono indipendenti nel 1877. Il Paese si espanse dopo la Prima guerra mondiale, quando Transilvania, Bucovina e Bassarabia furono inglobate.
Parti della Romania vennero incorporate nell'Unione Sovietica nel 1940, soprattutto nell'attuale Stato moldavo e in parte nell'Ucraina. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Romania divenne una nazione comunista sotto la pressione dell'Unione Sovietica, cui la Romania rimase sostanzialmente allineata fino alla fine degli anni '50.
Nel 1948 venne abolita la monarchia e varata la costituzione della Repubblica Popolare Romena.
Negli anni '60 i contrasti con l'Unione Sovietica, di natura principalmente economica, portarono ad una politica estera indipendente e, nel 1965, al varo della nuova Costituzione della Repubblica Socialista di Romania.
Nel 1965 inizia il deleterio governo dittatoriale del presidente Nicolae Ceauşescu, che finì con la rivolta del dicembre 1989.
Gran parte della frontiera romena con la Serbia e la Bulgaria è formata dal Danubio. Il Danubio ha come affluente il fiume Prut che forma il confine con la Moldavia.
I monti Carpazi dominano la parte occidentale della Romania, con cime fino a 2500 m e raggiungendo i 2544 m del monte Moldoveanu.
La capitale è Bucarest, situata al Sud del Paese, attraversata dal fiume Dambovita, città con una popolazione di circa 2.300.000 abitanti.
Le città principali sono: Iassi, Suceava e Galati ( in Moldavia), Cluj-Napoca, Timiscioara, Oradea, Arad, Brasov ( in Transilvania), Craiova ( in Oltenia), Costanza ( in Dobrugia) ecc.
I fiumi più importanti della Romania sono:il Mureş; il Someş; il Siret; il Prut e l'Olt (fiume) sfociano nel Danubio, che delimita il confine tra Romania e Bulgaria e sfocia, con un grandissimo delta, nel Mar Nero.
Il potere legislativo nello Stato romeno consiste in due camere, il Senat (Senato), che conta 143 membri e la Camera Deputaţilor (Camera dei Deputati), che ha 343 membri. I membri di entrambe le camere sono scelti in elezioni che si tengono ogni quattro anni.
Il presidente, il capo del potere esecutivo, è eletto a suffragio universale, ogni 5 anni (fine al 2004 - quattro anni). Il presidente nomina il primo ministro, che presiede il Consiglio dei ministri, nominato, quest'ultimo, dal primo ministro.
La lingua ufficiale è il Romeno, una lingua neolatina della sottofamiglia italica, la quale conta lingue parlate da 670 milioni di persone in tutto il mondo, principalmente in Europa. La Romania è l'unica nazione del blocco orientale dove una lingua neolatina è dominante (Grecia, Serbia e Bulgaria hanno delle piccole minoranze romanze).
Vi sono delle notevoli minoranze ungheresi (6,6% secondo il censimento del 2002) e tedesche soprattutto in Transilvania. La minoranza magiara è maggioritaria in due delle regioni centrali del Paese (Harghita e Covasna) e si esprime tramite un partito politico. Fino al 1990 era piuttosto rilevante anche una minoranza tedesca presente soprattutto in Transilvania (Siebenburgen) e nelle regioni occidentali, ma per la più parte, date le condizioni economico-sociali, è tornata dopo tanti secoli in Germania. Altri gruppi etnici includono gli zingari Rom ed una piccola minoranza polacca (circa diecimila persone) che vivono nella provincia di Suceava. La maggior parte dei romeni sono membri della Chiesa Ortodossa Romena, che è una chiesa della Chiesa Ortodossa dell'Est. Il Cattolicesimo (sia romano che romeno) e il protestantesimo sono confessati soprattutto nell'ovest del paese da popolazioni di origine ungherese.
In Dobrogea, la regione che si trova sulla costa del Mare Nero, vi è una piccola minoranza islamica resto della colonizzazione ottomana del passato.
Le numerose minoranze etniche, oltre una ventina, tra le quali anche una piccola presenza italiana (circa 9.000 persone, in particolare a Iasi e Hateg), sono per legge rappresentate in Parlamento ciascuna da un parlamentare.
 
Le province sono (in ordine alfabetico):
Alba, Arad, Arges, Bacău, Bihor, Bistriţa-Năsăud, Botoşani, Braşov,Brăila, Buzău, Caraş-Severin, Călăraşi,Cluj, Constanţa, Covasna,Dâmboviţa, Dolj, Galaţi, Giurgiu, Gorj, Harghita, Hunedoara, Ialomiţa,Iaşi, Ilfov, Maramureş, Mehedinţi, Mureş,Neamţ, Olt,Prahova, Satu Mare, Sălaj, Sibiu,Suceava,Teleorman, Timiş, Tulcea, Vaslui,Valcea
Regioni storiche:
Dobrugia;
Moldavia;
Transilvania: Banato | Crişana | Maramureş
Valacchia:Muntenia |
Oltenia | Banatul de Severin | Terra Fagaras
Economia.
Dopo il collasso del Blocco Sovietico nel 1989-91, la Romania rimase con una base industriale obsoleta ed un paniere di capacità industriali totalmente inadatto ai suoi bisogni.
Nel febbraio 1997, la Romania si imbarcò in un programma comprensivo di stabilizzazione macroeconomica e riforma strutturale, ma questa riforma fu successivamente un frustrante processo a singhiozzo. I programmi di ristrutturazione includevano la privatizzazione o liquidazione di grandi industrie ad alto consumo elettrico (combinat) e maggiori riforme nel settore dell'agricoltura e della finanza. Nel 1999 l'economia della Romania si contrasse per il terzo anno consecutivo di circa il 4,8%.
La Romania raggiunse in agosto un accordo con il Fondo Monetario Internazionale per un prestito di 547 millioni $, ma il rilascio della seconda rata fu procrastinato in ottobre a causa dei requisiti non raggiunti sul prestito per il settore privato e cambiamenti nelle spese budgetarie.
Bucureşti ha evitato di dichiararsi insolvente per gli interessi di metà anno, ma ha dovuto usare le riserve per farlo, riserve che sono arrivate approssimativamente a 1,5 miliardi di dollari alla fine dell'anno 1999.
Le priorità del governo includevano: ottenere un rinnovo del prestito del FMI, concentrarsi sulla politica fiscale, accelerare la privatizzazione e ristrutturare le imprese senza profitto.
Dal 2002 vi sono stati anni di successo di crescita economica che è stata stimata essere del 4,5% per anno, tasso che è cresciuto a più del 5% nel 2005. Il salario medio mensile in Romania è stato di 7 021 231 vecchi lei in novembre 2003. Questo mostra che l'aumento dei salari superava il tasso di inflazione, che era di circa 1,2% per mese, ma che successivamente è decresciuta. Il salario netto medio mensile nel novembre 2005 era di 937 RON, cioè circa 320 Euro / €. Nel 2005 l'inflazione si è abbassata al 7.8% annuo, ed è stimata in calo anche per il 2006. Sono però in forte aumento anche i prezzi immobiliari. Col calo dell'inflazione, è stata possibile una riforma monetaria che ha introdotto il nuovo Leu (RON) in luogo di 10.000 vecchi Lei, e che nel 2006 vale circa 3.6 volte meno dell'Euro. Il peso del settore agricolo, che ancora di recente sfiorava il 40% sul PIL complessivo, sta diminuendo in favore dei settori industriale e dei servizi.
Dal 1 gennaio, 2007, la Romania fa parte dell' Unione Europea.
.La Romania è una repubblica e la sua Festa Nazionale celebra il giorno di 1 Dicembre 1918, quando si realizzò la piena unità nazionale. Dal 1989, dopo la caduta del regime comunista, è diventato uno stato libero e democratico che sta aspettando la sua integrazione nella grande famiglia dell' Unione Europea.
Dal sito: http://it.wikipedia.org/ L'Enciclopedia libera
 
 
Paese mio, di nostalgia, di gioia e di dolore…
 
“Sul piede di un prato/ su una bocca di paradiso....”, dice una nostra vecchia ballata popolare, si stende l’ anfiteatro del mio Paese. Le sue scalinate salgono dal litorale del Mar Nero e lo stupendo Delta del Danubio, fino alla dolcezza delle colline, ricche di frutteti e vigne, e alle montagne coperte dai fitti boschi. Dopo aver fatto una sosta sull’ altopiano della Transilvania, per lasciare un attimo di respiro alla storia che ritorni per illuminare il buio del presente, il pensiero si risveglia, chiamando alla tavola della conciliazione i più remoti e saggi avi.
Nel cuore della seconda campagna romana verso l’est dell’ Europa, dove si stendeva la ricca e bramata Dacia (la Romania di oggi),l’imperatore Traiano attraversò il Danubio e si è addentrò nelle fortificazioni montane transilvane, ultima roccaforte della resistenza di Decebalo. Tra  105- 106 dopo Cristo, dopo la seconda guerra daco- romana, la nostra remota terra, la Dacia, divenne provincia e fu popolata con un altissimo numero di coloni romani, a Sarmizegetusa essendo fondata la colonia Ulpia Traiana. La nuova provincia romana si estendeva fino all'altopiano dell'odierna Transilvania, ma il re daco non accettò mai la dura sconfitta e decise di togliersi la vita.Secondo le fonti dello storico romano Dio Cassius, fiero della sua vittoria, l’imperatore Traiano fece vedere la testa di Decebalo ai suoi  soldati e poi, questa  fu portata a Roma e fatta vedere come trofeo del famoso imperatore.La lingua che si impose fu il Latino popolare, parlato dalle legioni romane portate sulle nostre contrade. Lungo un periodo di circa 150 anni, l’intreccio tra questa lingua parlata dai conquistatori romani e quella parlata dai geto- daci, formarò una nuova lingua, neolatina, la lingua romena, la lingua nazionale dello stato romeno.
La nostra terra però, non trovò mai la sua serenità e la vera pace. Avendo una posizione geografica strategica, trovatasi tra le porte di due grandi potenze, quella dell’ Oriente e quella dell’ Occidente, il nostro Paese è stato attaccato, conquistato, saccheggiato e dominato da altri popoli, cominciando con l’invasione dei popoli barbari (slavi, germanici e gli unni), fino alla dolorosa e lunga dominazione ottomana, fanariota, per affrontare poi, la dittatura comunista per quasi 50 anni.
Tutti i guai, le sofferenze, le ingiustizie lungo i secoli, fece il popolo romeno più forte e più resistente davanti alle vicissitudini dei tempi e della povertà, ma determinarono, secondo me, anche certi cambiamenti negativi (non specifici al nostro popolo) del comportamento e del pensiero, in alcuni dei nostri connazionali. Senza un’ educazione e una vera esperienza nello spirito dei valori democratici del Mondo Libero, dopo il rovescio della dittatura comunista, restrittiva, isolatrice nei confronti degli  altri popoli e paesi, generarono, dopo 1990, un vero esodo dei romeni, inebriti, per tanti anni, dal miraggio del benessere occidentale. Il desiderio di viaggiare, soffocato per tanto tempo, diventava, finalmente, una realtà. C’è chi viaggia per conoscere il mondo, chi  per trovare un posto migliore di lavoro, ma ci sono anche delle persone che hanno desiderato stabilirsi nei paesi più sviluppati, perdendo la speranza e la pazienza di vivere qui meglio, o dal desiderio di arricchirsi più rapidamente o affermarsi professionalmente, in un nuovo spazio economico- culturale.Talvolta, il contrasto tra ciò che loro credevano o sognavano di trovare e le realtà incontrate altrove, ha generato una serie di conflitti di interessi, che si trasformarono in violenza e delitti fatti da quelli meno educati,i quali non sono riusciti a capire come sta tanta ricchezza accanto alla più crudele povertà, confondendo la libertà con il libertinaggio,la democrazia con l’anarchia.
Questi però, sono solo dei dolorosi e imperdonabili eventi congiunturali, non caratterizzano il popolo romeno che ha dato e dà ancora al patrimonio universale delle personalità di un valore incontestabile, dal poeta Mihai Eminescu, agli scrittori romeni Mircea Eliade, Eugen Ionesco, Emil Cioran Constantin Brancusi(romeni, nati su terra romena), fino alle personalità dell’epoca contemporanea, dei bravi specialisti in medicna, informatica  ecc., i quali esercitano la loro professione con successo e dignità anche in diversi paesi del mondo.
Nella Romania vivono circa 23 000 000 di abitanti, la maggioranza è romena, di religione ortodossa, ma ci sono anche diverse etnie (quella slava, turca, gli ungheresi, gli zingari- chiamati anche rom dalla loro lingua- e gli etnici italiani.
Ho scritto più volte sul mio Paese e sul mio popolo, non me l’ ha chiesto e non me lo chiede nessuno a farlo, ma considero che sia un mio dovere da persona che ha studiato una lingua straniera e potrebbe, tramite il ponte delle parole, fare più conosciuta la Romania anche con ciò che ha di buono, perché gli altri capiscano e possano risolvere più facilmente i fenomeni negativi che appaiono, naturalmente, in uno spazio geografico più ampio, dove sono integrati anche dei popoli che hanno dovuto subire gli effetti negativi del passaggio da un regime dittatoriale ad uno democratico, da un’economia centralizzata ad una di mercato.
C’ è chi mi considera una ”buonista” e una nazionalista, alcuni degli italiani mi hanno confessato che non conoscono granché sulla Romania, oltre ciò che stanno scrivendo i giornali o presentano i telegiornali, esclusivamente aspetti negativi. Io mi sono dedicata però, interamente, alla lingua e alla cultura italiana, amando allo stesso tempo i due popoli fratelli e le due lingue sorelle:iRomeni e gli Italiani, la lingua romena e la lingua italiana, ai quali dedico tutta l’ appassionata fatica dei due siti personali culturali,ideati e gestiti da me sola, in questo spirito.
Nulla perdonerà l’ignoranza e la mancanza di fermezza nel risolvere i problemi che possano dividere i popoli e le genti, spegnere le speranze e i desideri, chiudere le strade, invece di costriure insieme altre nuove strade, sulle quali ci inamminiamo insieme, per affrontare i problemi e godere ciò che di bello abbiamo ereditato dai nostri avi e ciò che, generosamente, la natura- madre ci offre: i colori della vita e la serenità del cielo.Marilena Rodica Chiretu- Pitesti Romania.
20 novembre, 2007.
www.pitestiromania.ro
Romania
Romania- Video realizzato da Areta Dumitrescu- Georgescu- Italia ( musica: Etnic-"Ciuleandra").
 


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