Bucarest- Timisoara - Cluj- Napoca-Curtea de Arges- Constanta- Pitesti demolat.


Un’esistenza, dolorosamente breve, tumultuosa e difficilissima per i Paesi Romeni creò una forte personalità, sulla quale Mehmed II stesso ha affermato che “non può conquistare il paese di un uomo che fa delle cose così grandi e particolari, che sa approfittare così bene della signoria e dei suoi sudditi”; “un uomo, il quale facendo tali bravure, meriterebbe di più” (Laonicus Chalcocondylas).

Dal libro "QUANDO IL TEMPO TACE, I FANTASMI PARLANO-DRACULA LEGGENDA E STORIA, AUTORE MARILENA RODICA CHIRETU, PITESTI, 2000.
„Guarda, dall’ oriente all’occidente, i popoli alzano la loro testa….il pensiero sorge luminoso al di sopra del buio…Il pensiero che costruisce, e la fede che dà vita…il vecchio mondo crolla, e sulle sue rovine, la libertà si alza…Svegliati!”-Alecu Russo (1819- 1859)- "Cantarea Romaniei"/"Canto della Romania".
Pitesti-Arges-Romania
 La Romania è uno stato nel sud-est dell'Europa, uno dei più grandi paesi di questa zona, dopo la Russia, l' Ucraina e la Polonia. Si stende su una superficie di 237.500 kmq. e conta una popolazione di circa 23.000.000 di abitanti.Confina a nord-est con l'Ucraina e la Republica di Moldavia, ad ovest con l' Ungheria e la Serbia e a sud con la Bulgaria. La Romania ha anche un piccolo litorale del Mar Nero.La sua forma tondeggante mette in risalto un rilievo vario, dominato dalla catena, ricca in fitti boschi, dei Monti Carpazi. Al di là di questi, si stendono delle colline con frutteti e vigne, degli altopiani e fertile pianure. Il fascino del paesaggio viene completato dal mirifico Delta , formatosi dal fiume Danubio quando sfocia nel Mar Nero.
Il nome Romania deriva da Român, derivazione dell'aggettivo latino Roman, romano. Rappresenta le origini dello stato e giustifica la derivazione linguistica del Romeno dal Latino. Inoltre, "Ţara Românească" (Nazione Romena), è il nome che sta a indicare anche l'antico principato di Valacchia.
La lingua ufficiale è la lingua romena, parlata su tutto il territorio del Paese, la sola lingua neolatina di questo spazio europeo
L'origine della popolazione romena risale ai Daci, i quali furono conquistati dall'Impero romano nel 106. L'occupazione romana durò solo 165 anni, ma ebbe un'eredità permanente. Questo fatto segnò l'inizio di una serie di invasioni della Romania, sebbene i regnanti lasciassero di solito un alto grado di autonomia.
Nel Medioevo i Romeni vivevano in tre principati distinti: la Valacchia, la Moldavia e la Transilvania. I primi due erano sotto l'influenza dell'Impero ottomano, mentre la Transilvania apparteneva all'Impero austroungarico.
La Romania moderna nacque quando i principati di Principato di Moldavia e Valacchia si unirono nel 1859, e diventarono indipendenti nel 1877. Il Paese si espanse dopo la Prima guerra mondiale, quando Transilvania, Bucovina e Bassarabia furono inglobate.
Parti della Romania vennero incorporate nell'Unione Sovietica nel 1940, soprattutto nell'attuale Stato moldavo e in parte nell'Ucraina. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Romania divenne una nazione comunista sotto la pressione dell'Unione Sovietica, cui la Romania rimase sostanzialmente allineata fino alla fine degli anni '50.
Nel 1948 venne abolita la monarchia e varata la costituzione della Repubblica Popolare Romena.
Negli anni '60 i contrasti con l'Unione Sovietica, di natura principalmente economica, portarono ad una politica estera indipendente e, nel 1965, al varo della nuova Costituzione della Repubblica Socialista di Romania.
Nel 1965 inizia il deleterio governo dittatoriale del presidente Nicolae Ceauşescu, che finì con la rivolta del dicembre 1989.
Gran parte della frontiera romena con la Serbia e la Bulgaria è formata dal Danubio. Il Danubio ha come affluente il fiume Prut che forma il confine con la Moldavia.
I monti Carpazi dominano la parte occidentale della Romania, con cime fino a 2500 m e raggiungendo i 2544 m del monte Moldoveanu.
La capitale è Bucarest, situata al Sud del Paese, attraversata dal fiume Dambovita, città con una popolazione di circa 2.300.000 abitanti.
Le città principali sono: Iassi, Suceava e Galati ( in Moldavia), Cluj-Napoca, Timiscioara, Oradea, Arad, Brasov ( in Transilvania), Craiova ( in Oltenia), Costanza ( in Dobrugia) ecc.
I fiumi più importanti della Romania sono:il Mureş; il Someş; il Siret; il Prut e l'Olt (fiume) sfociano nel Danubio, che delimita il confine tra Romania e Bulgaria e sfocia, con un grandissimo delta, nel Mar Nero.
Il potere legislativo nello Stato romeno consiste in due camere, il Senat (Senato), che conta 143 membri e la Camera Deputaţilor (Camera dei Deputati), che ha 343 membri. I membri di entrambe le camere sono scelti in elezioni che si tengono ogni quattro anni.
Il presidente, il capo del potere esecutivo, è eletto a suffragio universale, ogni 5 anni (fine al 2004 - quattro anni). Il presidente nomina il primo ministro, che presiede il Consiglio dei ministri, nominato, quest'ultimo, dal primo ministro.
La lingua ufficiale è il Romeno, una lingua neolatina della sottofamiglia italica, la quale conta lingue parlate da 670 milioni di persone in tutto il mondo, principalmente in Europa. La Romania è l'unica nazione del blocco orientale dove una lingua neolatina è dominante (Grecia, Serbia e Bulgaria hanno delle piccole minoranze romanze).
Vi sono delle notevoli minoranze ungheresi (6,6% secondo il censimento del 2002) e tedesche soprattutto in Transilvania. La minoranza magiara è maggioritaria in due delle regioni centrali del Paese (Harghita e Covasna) e si esprime tramite un partito politico. Fino al 1990 era piuttosto rilevante anche una minoranza tedesca presente soprattutto in Transilvania (Siebenburgen) e nelle regioni occidentali, ma per la più parte, date le condizioni economico-sociali, è tornata dopo tanti secoli in Germania. Altri gruppi etnici includono gli zingari Rom ed una piccola minoranza polacca (circa diecimila persone) che vivono nella provincia di Suceava. La maggior parte dei romeni sono membri della Chiesa Ortodossa Romena, che è una chiesa della Chiesa Ortodossa dell'Est. Il Cattolicesimo (sia romano che romeno) e il protestantesimo sono confessati soprattutto nell'ovest del paese da popolazioni di origine ungherese.
In Dobrogea, la regione che si trova sulla costa del Mare Nero, vi è una piccola minoranza islamica resto della colonizzazione ottomana del passato.
Le numerose minoranze etniche, oltre una ventina, tra le quali anche una piccola presenza italiana (circa 9.000 persone, in particolare a Iasi e Hateg), sono per legge rappresentate in Parlamento ciascuna da un parlamentare.


Romania-regiuni istorice-regioni storiche.

 Le province sono (in ordine alfabetico):
Alba, Arad, Arges, Bacău, Bihor, Bistriţa-Năsăud, Botoşani, Braşov,Brăila, Buzău, Caraş-Severin, Călăraşi,Cluj, Constanţa, Covasna,Dâmboviţa, Dolj, Galaţi, Giurgiu, Gorj, Harghita, Hunedoara, Ialomiţa,Iaşi, Ilfov, Maramureş, Mehedinţi, Mureş,Neamţ, Olt,Prahova, Satu Mare, Sălaj, Sibiu,Suceava,Teleorman, Timiş, Tulcea, Vaslui,Valcea
Regioni storiche:Dobrugia;Moldavia;Transilvania: Banato | Crişana | Maramureş Valacchia:Muntenia |Oltenia | Banatul de Severin | Terra Fagaras
Economia.
Dopo il collasso del Blocco Sovietico nel 1989-91, la Romania rimase con una base industriale obsoleta ed un paniere di capacità industriali totalmente inadatto ai suoi bisogni.
Nel febbraio 1997, la Romania si imbarcò in un programma comprensivo di stabilizzazione macroeconomica e riforma strutturale, ma questa riforma fu successivamente un frustrante processo a singhiozzo. I programmi di ristrutturazione includevano la privatizzazione o liquidazione di grandi industrie ad alto consumo elettrico (combinat) e maggiori riforme nel settore dell'agricoltura e della finanza. Nel 1999 l'economia della Romania si contrasse per il terzo anno consecutivo di circa il 4,8%.
La Romania raggiunse in agosto un accordo con il Fondo Monetario Internazionale per un prestito di 547 millioni $, ma il rilascio della seconda rata fu procrastinato in ottobre a causa dei requisiti non raggiunti sul prestito per il settore privato e cambiamenti nelle spese budgetarie.
Bucureşti ha evitato di dichiararsi insolvente per gli interessi di metà anno, ma ha dovuto usare le riserve per farlo, riserve che sono arrivate approssimativamente a 1,5 miliardi di dollari alla fine dell'anno 1999.
Le priorità del governo includevano: ottenere un rinnovo del prestito del FMI, concentrarsi sulla politica fiscale, accelerare la privatizzazione e ristrutturare le imprese senza profitto.
Dal 2002 vi sono stati anni di successo di crescita economica che è stata stimata essere del 4,5% per anno, tasso che è cresciuto a più del 5% nel 2005. Il salario medio mensile in Romania è stato di 7 021 231 vecchi lei in novembre 2003. Questo mostra che l'aumento dei salari superava il tasso di inflazione, che era di circa 1,2% per mese, ma che successivamente è decresciuta. Il salario netto medio mensile nel novembre 2005 era di 937 RON, cioè circa 320 Euro / €. Nel 2005 l'inflazione si è abbassata al 7.8% annuo, ed è stimata in calo anche per il 2006. Sono però in forte aumento anche i prezzi immobiliari. Col calo dell'inflazione, è stata possibile una riforma monetaria che ha introdotto il nuovo Leu (RON) in luogo di 10.000 vecchi Lei, e che nel 2006 vale circa 3.6 volte meno dell'Euro. Il peso del settore agricolo, che ancora di recente sfiorava il 40% sul PIL complessivo, sta diminuendo in favore dei settori industriale e dei servizi.
Dal 1 gennaio, 2007, la Romania fa parte dell' Unione Europea.
.La Romania è una repubblica e la sua Festa Nazionale celebra il giorno di 1 Dicembre 1918, quando si realizzò la piena unità nazionale. Dal 1989, dopo la caduta del regime comunista, è diventato uno stato libero e democratico che sta aspettando la sua integrazione nella grande famiglia dell' Unione Europea.
Dal sito: http://it.wikipedia.org/ L'Enciclopedia libera
Breve storia romena
Il territorio dell'attuale Romania fu abitato da Celti, Traci, popoli iranici e, attorno al 200 a.C., Daci, una tribù dei Traci. Alla fine nacque uno stato sotto il governo del re Burebista (70 a.C.-44 a.C.). Sotto il suo regno i Daci divennero uno stato potente che minacciava anche gli interessi dei Romani nella regione. Giulio Cesare era deciso ad intraprendere una campagna contro i Daci, ma fu assassinato nel 44 a.C. Qualche mese più tardi, Burebista condivise la stessa fine, assassinato dai suoi stessi nobili. Il suo potente stato fu diviso in quattro e non si riunificò fino al 95 d.C., sotto il regno di Decebalo. Lo stato Daco sostenne una serie di conflitti con l'Impero romano in espansione e fu infine conquistato nel 106 dall'Imperatore romano Traiano, durante il regno del re dacio Decebalo. Nell'impossibilità di proteggere adeguatamente la provincia dai popoli barbari, l'imperatore Aureliano ordinò nel 271 all'esercito romano di abbandonare la Dacia e ritirasi al di là del Danubio.
Romania - province storiche
Seguirono delle vaste ondate di invasioni: nuovi popoli di cultura iranica (Cimmeri, Alani, Iazigi, Aorsi, Iasi, Rossolani), germanica (Eruli, Goti, Vandali, Longobardi), slava, turco-tartara (Unni, Avari, Proto-bulgari, Tartari, Mongoli), ugrica (Ungheresi, Siculi) e pacifiche immigrazioni ebraica, armena, rom, ecc... giunsero in varie ondate a partire dal III secolo d.C. Ma furono soprattutto gli Slavi, giunti nel VII secolo e gli Ungheresi, giunti entro il IX secolo ad avere una certa influenza sulla storia della Romania fino al momento della conquista ottomana.
Secondo alcuni storici, altri latini, i Valacchi, in fuga da aree dove gli slavi avevano preso il sopravvento, sarebbero giunti in epoca più tarda in Romania (VII secolo? XIII secolo?), dopo aver oltrepassato il Danubio da Sud, mescolandosi con i Daco-Romani ed altri popoli minoritari presenti sul territorio per formare la nazione Rumena.
Soltanto nel XIV secolo nacquero i principati più grandi di Moldavia (in rumeno: Moldova) e Valacchia (in rumeno: Ţara Româneasca - Paese Rumeno) per combattere una nuova minaccia nella forma dei Turchi ottomani, che conquistarono Costantinopoli nel 1453. Nel 1541, l'intera penisola balcanica e gran parte dell'Ungheria erano province Turche. Tuttavia la Moldavia, Valacchia e Transilvania restarono paesi tributari, vassalli del impero ottomano, godendo di una larga autonomia interna ed di una certa indipendenza esterna.
La conquista ungherese della Transilvania durò circa due secoli. Nel XI secolo la Transilvania diventò una parte autonoma del regno ungherese e cominciò ad essere colonizzata dagli ungheresi e soprattutto dai Siculi) ed anche da un certo numero di tedeschi che sottomisero le popolazioni presenti in quel momento sul territorio.
Nell'anno 1600 i tre principati rumeni furono, per un breve periodo, uniti dal principe valacco Mihai Viteazul, ma l'unità scomparve quando Mihai fu ucciso, soltanto un anno più tardi, dai soldati di un ufficiale austriaco.
Dopo quasi due secoli di dominazione ottomana e cioè agli inizi del XVIII secolo Ungheria e Transilvania divennero parte dell'Impero austriaco. Gli austriaci, a loro volta, espansero rapidamente l'impero: nel 1718 un'importante parte della Valacchia, chiamata Oltenia, fu incorporata nell'impero austriaco e ritornò alla Turchia soltanto nel 1739.
Nel 1775 l'impero austriaco occupò la parte nord-occidentale della Moldavia, chiamata più tardi Bucovina, mentre la parte orientale del principato (chiamata Bessarabia) fu occupata nel 1812 dalla Russia.
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Risveglio nazionale della Romania. |
Come in gran parte dei Paesi europei, il 1848 portò rivoluzione alla Moldavia, Valacchia e Transilvania. Gli scopi dei rivoluzionari erano di completare l'indipendenza delle prime due e l'emancipazione nazionale della terza e rimasero incompiuti; furono tuttavia la base di successive evoluzioni. Inoltre il sollevamento aiutò la popolazione dei tre principati a riconoscere la loro unità di lingua ed interessi.
Tassati pesantemente e mal amministrati sotto l'impero ottomano, nel 1859, sotto incitamento e suggerimento di Napoleone III re di Francia, il popolo di Moldavia e Vallachia elesse la stessa persona -- Alexandru Ioan Cuza -- come principe. Così nacque la Romania.
Il trattato del Trianon, con il quale nel 1920 la Transilvania passò dall'Ungheria alla Romania.
Nel 1866 il principe tedesco Carol di Hohenzollern-Sigmaringen fu scelto come principe, con una mossa atta ad assicurare un appoggio tedesco per la futura indipendenza. Nel 1877 Carol condusse le armate rumene in una Guerra di indipendenza piena di successo e fu incoronato come primo Re della Romania nel 1881.
Alla fine della prima guerra mondiale gli imperi austro-ungarico e russo svanirono; gli organi governativi creati in Transilvania, Bessarabia e Bucovina scelsero l'unione con la Romania, creando la Grande Romania. Queste acquisizioni di fatto raddoppiarono l'estensione della superficie dello stato romeno, ma per contro gli procurarono l'ostilità dei Paesi vicini.
In tutto questo periodo, cioè dal 1914 al 1927 la Romania venne governata dal re Ferdinando I. Sovrano colto ed intelligente, conscio della necessità di modernizzare il regno, promosse nel 1923 una nuova costituzione liberale e una riforma agraria a favore dei piccoli contadini, concesse la cittadinanza agli Ebrei rumeni e cercò di sviluppare le imprese industriali. Tuttavia improvvisamente, a soli 62 anni, Ferdinando scomparve lasciando dietro di sé un'opera ancora da terminare che sarebbe stata annullata negli anni successivi.
In effetti, la maggior parte dei successivi governi Rumeni del periodo fra le due guerre mondiali mantennero più la forma che la sostanza di una monarchia liberale e costituzionale. Il quasi mistico movimento nazionalista Guardia di ferro, divenne un fattore politico rilevante cavalcando la paura del comunismo da un lato ed il risentimento popolare per una percepita dominazione straniera ed ebrea dell'economia. Nel 1938 per prevenire la formazione di un governo che avrebbe incluso ministri della guardia di ferro, re Carol II sciolse il parlamento e istituì una dittatura reale che ebbe vita corta.
Nel 1939, la Germania e l'Unione Sovietica firmarono il patto Molotov-Ribbentrop) nei cui protocolli segreti la Germania prendeva in considerazione l'"interesse" sovietico alla Bessarabia.
Romania durante la seconda guerra mondiale
Come risultato del patto Molotov-Ribbentrop, la Romania si vide imporre dall'URSS nel giugno 1940 la cessione della Bessarabia e, con sorpresa, anche della Bucovina settentrionale che in precedenza era appartenuta all'Austria e non alla Russia. L'armata rossa fece irruzione in Bessarabia e nella Bucovina settentrionale, senza rispettare i tempi minimi pattuiti con il governo di Bucarest per il ritiro delle proprie forze. Le truppe sovietiche aprirono il fuoco contro i soldati romeni in marcia verso il nuovo confine e contro la popolazione civile in fuga provocando numerose vittime anche fra donne e bambini. Si ricorda al riguardo l'eccidio di Fantana Alba. Bessarabia e Bucovina settentrionale vennero annesse dall'Unione Sovietica. L'atto di forza dell'URSS risvegliò il revanscismo ungherese. Vi era tuttavia il freno della Germania, che pur mostrando comprensione per le rivendicazioni del governo di Budapest, non aveva alcun interesse a mettere a repentaglio le forniture di petrolio da parte della Romania. Berlino spingeva quindi per una soluzione di compromesso incentrata sulla spartizione della Transilvania. Nell'agosto del 1940 fu convocata a Vienna una conferenza con la partecipazione dei tre paesi ai quali venne aggiunta l'Italia. Il nuovo assetto territoriale imposto alla Romania prevedeva la cessione dell'area dove i magiari rappresentavano la maggioranza assoluta della popolazione, ma data la non contiguità con l'Ungheria, veniva imposta la cessione di un corridoio a maggioranza romena.
Il re perse consensi per l'arrendevolezza di fronte alle pressioni esterne e fu costretto ad abdicare a favore del figlio Michele. Prese allora il potere in veste di dittatore il generale Ion Antonescu, considerato filo-francese, che godeva della stima dell'esercito e non era inviso ai partiti democratici. Il crollo militare della Francia ed il rafforzamento della Germania non lasciavano tuttavia alla Romania larghi spazi di manovra. La Romania entrò nella seconda guerra mondiale a fianco delle Potenze dell'Asse nel giugno 1941, invadendo l'Unione Sovietica e recuperando temporaneamente la Bessarabia e la Bucovina. Anzi, l'esercito romeno imprudentemente continuò l'avanzata sino al Caucaso. Inoltre i romeni collaborarono con i militari germanici nell'internamento e negli eccidi di cui furono vittime le comunità ebraiche nei territori occupati - massacro di Odessa -. In seguito, tuttavia, le sorti della guerra si rovesciarono. Il disastro di Stalingrado, la resa dell'Italia e l'irresistibile avanzata dell'armata rossa dissolsero la popolarità di Antonescu e la Romania cercò di uscire dal conflitto prendendo contatti con gli Alleati. La risposta raggelante fu di trattare la resa con il governo di Mosca. Era noto però che i sovietici detestavano il dittatore romeno.
Soldato rumeno dell'esercito combattente sul Fronte Orientale nel 1942
Nell'agosto 1944, un colpo di stato condotto da re Michele, con il supporto degli oppositori politici e dell'esercito depose Antonescu e mise l'esercito della Romania a fianco dell'armata rossa nell'avanzata verso la Germania. La Romania ebbe pesanti perdite nella lotta contro i tedeschi in Transilvania, Ungheria e Cecoslovacchia.
Alla fine della Seconda guerra mondiale, la Transilvania settentrionale fu riunita alla Romania, ma, a nord-est, Bessarabia Bucovina settentrionale e il Territorio di Herţa furono assegnate definitivamente all'Unione Sovietica e una parte della Dobrugia (il cosiddetto Quadrilatero) alla Bulgaria. Dopo la firma del Trattato di pace l'URSS si impadronì dell'Isola dei Serpenti, l'unica isola in mare aperto della Romania, che venne adibita a base militare e spostò verso ovest anche il confine sul delta del Danubio. Il governo di Bucarest, con il paese ancora occupato dall'armata rossa, fu costretto ad accettare queste ulteriori mutilazioni territoriali.
L'occupazione sovietica che seguì la Seconda guerra mondiale sfociò nella costituzione di una Repubblica Popolare comunista nel 1947 ed all'abdicazione del re Michele, che venne mandato in esilio.
A partire dagli anni sessanta, il governo comunista rumeno cominciò a manifestare una certa indipendenza dall'Unione Sovietica al fine di guadagnare consensi sia in patria che all'estero. Nicolae Ceauşescu divenne capo del partito comunista nel 1965 e capo di stato nel 1967. La denuncia di Ceauşescu dell'invasione sovietica nel 1968 della Cecoslovacchia ed un breve rilassamento della politica interna di repressione lo aiutò ad ottenere una buona immagine sia in patria sia in Occidente. I capi di stato occidentali, sedotti dalla politica estera "indipendente" di Ceauşescu erano riluttanti ad accanirsi contro un regime, che alla fine degli anni 1970, era diventato sempre più duro, arbitrario e capriccioso.
Il governo del presidente Nicolae Ceauşescu divenne sempre più draconiano ed impopolare negli anni ottanta.
Caduto da tempo il regime comunista nella vicina Ungheria e nel resto dei paesi dell'Est, a metà dicembre del 1989 nella città di Timişoara dove era presente anche una minoranza ungherese scoppiò una protesta popolare per fermare la rimozione forzata da parte delle autorità comuniste del pastore calvinista László Tőkés. La protesta crebbe a tal punto da diventare una vera e propria sollevazione di tutto il popolo della Romania, che fu appoggiata poi da una parte del regime per eliminare Ceauşescu, divenuto ormai una personalità troppo ingombrante nell'Europa post-guerra fredda.
Ion Iliescu prese il suo posto il 22 dicembre. Ceauşescu fu immediatemente arrestato, e dopo un processo sommario immediatamente giustiziato il 25 dicembre. Circa 1.550 persone furono uccise in confusi combattimenti sulle strade. Una improvvisata coalizione politica, il Fronte di Salvezza Nazionale (FSN) si installò e proclamò la restaurazione della libertà e democrazia. Il partito comunista fu messo fuori legge, e le misure più impopolari di Ceauşescu, come il divieto di aborto e contraccezione ritirati.
Romania dal 1989
Le elezioni presidenziali e parlamentari furono tenute il 20 maggio, 1990. Gareggiando contro i partiti d'avanguerra Partito Nazionale dei Contadini e Partito Nazionale Liberale, Iliescu vinse con l'85% dei voti. Il FSN prese due terzi dei posti in parlamento, nominò un professore universitario, Petre Roman come Primo Ministro e cominciò delle timide riforme di mercato libero.
Dal momento che il nuovo governo era ancora largamente formato di ex-comunisti, i protestanti anti-comunisti si accamparono nella Piazza dell'Università a Bucarest nell'aprile 1990. Due mesi più tardi gli "hooligan" vennero brutalmente dispersi dai minatori della valle di Jiu chiamati dal presidente Iliescu. I minatori attaccarono anche le sedi e case dei leader di opposizione. Il governo di Petre Roman cadde nel tardo settembre 1991, quando i minatori ritornarono a Bucarest chiedendo un rialzo dei salari. Fu creato un governo tecnico, presieduto da Theodor Stolojan fino alle successive elezioni.
Una nuova costituzione democratica, redatta dal Parlamento, fu approvata per referendum popolare nel dicembre 1991. Nel settembre 1992 il presidente Iliescu vinse un nuovo mandato con una netta maggioranza e diede pluralità al suo partito, il FDSN. Con il supporto parlamentare dei partiti nazionalisti PUNR e PRM e del partito ex-comunista PSM fu formato un governo tecnico nel novembre 1992 presieduto dal Primo Ministro Nicolae Văcăroiu, un economista.
Emil Constantinescu della coalizione elettorale Convenzione Democratica (CDR) sconfisse Iliescu nel secondo turno di votazioni e lo rimpiazzò. Victor Ciorbea fu nominato ministro. Ciorbea rimase in ufficio fine al marzo 1998, quando fu rimpiazzato da Radu Vasile (PNTCD), ma nelle elezioni del 2000 il Partito Socialdemocratico (PSD) e Iliescu vinsero di nuovo il potere e Adrian Năstase divenne premier.
Nel 2002, la Romania è stata invitata a unirsi alla NATO.
Il 1º gennaio 2007 è entrata nell'Unione Europea.
Dal sito: http://it.wikipedia.org/ L'Enci
clopedia libera

Romania-floclore, costumi e tradizioni.

Romania-pittori celebri.

Video-Musica.


Romania-Italia
Signora Romania
(parenti da parte di…Roma)
Dedicata alla Poetessa Romena Marilena Rodica Chiretu
Non ti conosco…
ma gia’ ti sento mia
Signora Romania .
La voce tua la sento
nei versi dei poeti
e la malinconia dei canti
che va portando il vento…
E tra le nebbie
che velano i ricordi
la liberta’ ancor mordi…
E cupe fantasie
la Transilvania muove
li’ dove son piu’ fitte…
E notti insonni celan
e voli misteriosi…
tra case col cappello
serene ed austere .
Un di’ trafitta
dall’ imperiale daga
d’ antica parentela
mi parla il tuo idioma :
che come il mio discende
da quella luce vivida
e grande che ha inondato
il mondo intero : Roma .
Armando Bettozzi
24 Giugno 2006


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