Bucharest Time


În umbra dictaturii..

Pe fluviul nedreptăţii s-au scurs anii puterii,
am aşteptat lumina la capătul de drum,
dar barca se scufundă în lacrima durerii,
în umbra dictaturii se văd speranţe-n scrum.
S-au răsculat şi aştrii pe cerul sărăciei,
mulţimea răvăşită s-a înălţat din ceaţă,
cuvintele s-au spart în clipa nebuniei
de-a crede în scânteia ce s-a trezit la viaţă.
Un strop de libertate pe buze înflorise
şi într-un fluviul mare cu toţii l-am visat,
dar umbra dictaturii din nou ţara cuprinse;
Nu-i cale de întors pe drumul ce-am lăsat!
Marilena Rodica Chireţu

****

A mai trecut un an…

A mai trecut un an cu dorul de ninsoare,
căci tristă este iarna când trupu-i este gol,
dar voi păstra lumina din noaptea visătoare
când cerul s-a aprins din stele ce nu mor.
Mai cred încă în basme cu ochii poeziei,
căci lumea e măruntă, dorinţele sunt mari,
am să înaţ din nou castelul fanteziei
cu mintea ce rămâne copil şi peste ani.
Doar gerul va muri căci primăveri mai sunt,
nicicând nu au rămas în gheaţa din privire,
în stropul de speranţă păstrez  acel cuvânt
ce  va topi zăpada în ploaia de iubire.
Marilena, 4.01.2012

 

Se non senti la vera libertà...
Se non senti la vera libertà,
chiuditi in una gabbia
e guarda il cielo tra le griglie,
vedrai il volo della farfalla
vestita di fallaci colori
morendo nel corpo di un verme
che trascina l’ esistenza
Se non senti la vera libertà,
grida in un abisso
senza che ti senta qualcuno,
soffoca le parole che vorresti dire,
annega i pensieri nel silenzio,
ascolta l’ eco del rumore
fatto dalle ali frante
al primo volo
ed allora, capirai che la vera libertà
è dell’ anima che sa piangere ridendo
e  sa vivere la dolce illusione
di potere stare insieme alle altre
tre farfalle e gabbie,
tra fallaci colori e rumori,
senza perdere
nessuna parola
dei pensieri
e dell’ amore...
Marilena Rodica Chiretu
10 gennaio 2006
 
 
L’Amico
Sei pietra nella valle di un monte
sei il torrente che mi porta via,
soldato della musica sul fronte,
sei armonia nella tua sinfonia.
Amico che in notte stai sognando,
regali fiori in canzoni immortali,
il soffio della vita stai sfiorando,
lasci cadere sugli anni dei petali.
Ti sento da lontano l’animo ferito,
il desiderio di affrontare il tempo,
ti sento il bisogno di essere capito,
come il mare accoglie il suo vento.
Sono la foglia nell’albero spogliato
e la famiglia è il grembo degli avi,
la mia radice è la fonte incantata
e ti regalo le onde che desideravi.
Amico mio, sei unico nel sogno
che alza un ponte tra due sospiri,
delle parole colorate ho bisogno
per far fiorir la terra che ammiri...
Marilena, 14.11.2010
LIBERTA’ IN GABBIA
Mi sento un uccello in gabbia cresciuto,
che libero in cielo volare ha voluto,
quando le larghe ali provavo ad aprire,
tante vicende brutte avevo da subire.
In gabbia già adesso, le porte son aperte,
però le giuste strade non son ancor scoperte.
Mi sento chiusa anch’ io, un povero uccello,
che ha sognato sempre il volo nel suo cielo.
Se il dolce pensiero provava a volare,
tutto il mio cielo sembrava sprofondare.
Son tante le parole raccolte in gabbia mia,
però il freddo vento le sta portando via.
È libero l’ uccello, ma non potrà volare,
la libertà in gabbia non lascia mai cantare!
Anche se il cielo non ha più un confine
ecco, il mio volo sta ora per finire!
Adesso mi nascondo, in gabbia, per sognare,
il mio cielo azzurro, il verde del tuo mare.
mi chiudo in parole perché vorrei capire
per quanto tempo ancora dovrò io mai soffrire?
E chi dovrà aprire, in gabbia, la finestra
perché io viva meglio il tempo che mi resta?
Nel mondo delle ombre, chi mai potrà restare,
senza alcuna parola, senza poter cantare?     
              
Marilena Rodica Chiretu
Il settimo posto al Premio Internazionale per inediti “ELSA MORANTE- 2005”-ROMA-
la VI edizione, Sezione ”Poesia Singola”.
 
 
I giorni della calda radice
La terra dei grani, dei colli e dei fiumi,
arrotonda il pane nel cesto dei frutti,
la lacrima dell’ acqua cancella il dolore,
in casa fa caldo, tra le fiamme la stufa
riscalda l’albero fiorito nelle mani.
Sospira il passero nel bosco spogliato
dalle foglie avvolte nei perduti colori
della stagione che passa e viene
nei passi ingannevoli della primavera.
Un nido è triste, un’altro allegro,
non tutti gli uccelli se ne vanno via,
rimane il canto degli usignoli,
il volo audace delle rondinelle.
Sul tronco agghiacciato il muschio è verde,
gli sguardi vestono gli alberi umidi
del gioco bianco degli stessi fiocchi,
chiamano a casa gli occhi erranti
a guardar la finestra della bella stagione.
Le valli s’ agitano nella bufera,
ma i monti cantano tra gli alti abeti,
le spine verdi non mordono le mani,
i rami dondolano le ricche chiome;
non muore il bosco nelle notti invernali,
la linfa nutre sempre gli alberi
nei giorni della calda radice...

Marilena Rodica Chiretu
4 dicembre, 2007
Mistero
Avevo un pensiero, ma l' ho perso
nella nebbia della tua mattina,
avevo un sogno e l' hai acceso
nel caminetto della tua casa,
avevo una parola, ma l' hai chiusa
nel mistero del tuo silenzio...
avevo tante speranze...
Adesso, la mente galleggia tra le nuvole,
ma non capisce il loro gioco,
il sogno ha paura di non spegnere
il fuoco delle tue legna,
la parola non parla perché
non può scrivere con le ombre del mistero...
...rimane il silenzio...
....il silenzio un giorno
trasforma il pensiero in nebbia,
il sogno in fuoco spento,
ma la parola...
la parola troverò la chiave
del tuo mistero e
aprirà di nuovo
la porta!
Marilena Rodica Chiretu
Mister
Aveam un gand, dar l-am pierdut
in ceata diminetii tale,
aveam un vis si l- ai aprins
in caminul casei tale,
aveam un cuvant, dar l- ai inchis
in misterul linistii tale...
Acum, mintea pluteste printre nori
si nu intelege jocul lor,
visul se teme sa nu stinga
focul lemnelor tale,
cuvantul nu vorbeste pentru ca
nu poate scrie cu umbrele misterului…
…ramane linistea…
…linistea care intr- o zi
transforma gandul in ceata,
visul in foc stins,
dar cuvantul…
…cuvantul va gasi cheia
misterului tau si
va deschide din nou
poarta
sperantelor.
Marilena Rodica Chiretu          
      
Il bambino dell’Est
Gira il tempo intorno al passato,
la storia ha cambiato il presente,
vestendo nei frutti dell’ infanzia
il futuro.
Il bambino dell’ Est,
non avvolge più la sua età
nel rosso della cravatta,
ma nell’ azzurro del cielo
della libertà.
E’ rimasto però,
lo stesso fiocco di neve
giocando coll’ inverno,
lo stesso raggio di sole
che riscalda la matura estate,
il bucaneve che alza la testa
nel manto della purezza,
sul quale si disperdono
i petali della primavera,
il bambino èil ricco autunno
dei suoi genitori.
Adesso, è libero
di rubare all’ orizzonte
il sereno e le dimensioni,
di sperare le cime
dei più alti palazzi,
di assaggiare il sapore
della loro ricchezza.
Il bambino dell’ Est,
come qualunque bambino,
è il frutto di un amore.
L’ amore non ha colore,
non ha patria,
non conosce confini!
La ruota della storia
gira e gira,
il bambino perde i passi
del girotondo della vita e
tende la mano
per prendere quella
di un amico lontano
che lo insegni le regole
del nuovo gioco.
Il bambino dell’ Est,
come qualunque bambino,
segue i passi dei grandi e
riceve i giocattoli costruiti
dai tempi.
Marilena Rodica Chiretu
17 luglio 2005
Se gli uccelli parlassero…
Se gli uccelli parlassero
ci direbbero
che i nostri vestiti
non hanno i colori
delle loro piume e
le nostri ali
non si aprono
al volo dell' infinito.
Se gli uccelli parlassero
ci chiederebbero
di non ingabbiare più
le nostre speranze
tra le griglie della vita,
come gli sguardi tristi
dei loro fratelli
viventi in gabbia.
La loro voce si spegne
quando il fracasso
rompe il silenzio
della notte
accesa dal fuoco
della morte.
Le piume
si spaventano
e tutti i colori
cadono in terra,
calpestati dagli scarponi
della guerra,
mentre il loro volo aperto
è chiuso da quello delle ali 
di metallo.
Se gli uccelli parlassero,
ci direbbero dov' è nascosto
il nostro largo volo,
chi dipinge i nostri volti
nell' oscuro degli occhi neri
e chi ci dà le piume bianche
della Pace.
Marilena Rodica Chiretu
15 agosto 2005
Lasciate le chitarre sognare...
Lasciate le chitarre sognare,
nel ritmo delle castagnette,
vorrei il mio tango flamenco
nel tempo che scorrendo
mi parla dell’ età
dei perduti accordi.
M’ inebbria l’ armonia
dei suoni e mi perdo
nel richiamo
della seduzione,
miracoli sulle corde
del sole.
Lasciate le chitarre suonare,
io e te, amore virtuale,
ascoltiamo la musica dei sensi
sfiorati dalla brezza
soave come una carezza
del mare...
da soli,
in un pensiero magico.
sull’ isola virtuale...
Lasciate le chitarre sognare,
non rubate il sogno che accende
negli occhi della notte,
tra le ombre,
il barlume
della danza rituale.
Chitarra, dammi tu,
un brivido per la passione
virtuale,
vorrei l’ illusone
dell’ amore immortale,
lasciando le chitarre sognare…
Marilena Rodica Chiretu-24 agosto 2005
La parola che rompe il buio della notte
Una dolce parola rompe il buio della notte,
un sorriso acceso apre la luce dell’ aurora,
il gioco dei lontani sguardi
trasforma in canto le onde spaziali,
non è la magia che mi faccia naufragare,
è il respiro di un amico che mi trova
cercandomi tra le nuvole,
ci sono qui, nel sogno di un ideale,
raccolgo colori e suoni
per far navigare sul filo della luce
chi affatica più di me
sul cantiere delle parole,
una donna fragile
dietro uno scudo di ferro,
con la mente avvicino l’ amore
tra le stagioni,
la primavera che ami i fiocchi di neve,
l’estate che accolga le foglie dell’ autunno al volo,
la brina che assaggi il sapore della resina
Quando, nel impotenza del silenzio,
il pensiero si tormenta da solo,
l’ amore muore
nel sonno della parola che rompe
il buio della notte...
Marilena Rodica Chiretu
Il 24 agosto, 2007
Pamant fierbinte
In infocata lava batranul tau vulcan
mai plange inca pe vremuri ce-s apuse,
topind fulgii din neaua ce amintesc un an,
in care se rosteau cuvintele nespuse.
Lumina-n ochi sclipea, scanteia a aprins
cand cerul a deschis seninul sau azur,
un gand indepartat din munte s-a desprins
si s- a oprit uitand trecutul sau mai dur.
Prin chiparosii verzi involburata mare
privea soarele vesel cu templul tau glumind,
fierbinte e pamamtul si stanca inca doare,
la gandul unor vremuri ce au murit vorbind.
Ridic a mea privire pierduta- n a ta vale,
spre neaua de pe munte de lava- nflacarat,
iar soarele-a topit raul ce-ti sta in cale,
fierbinte e pamantul pe care am calcat!
Marilena Rodica Chiretu
Rovente terra
Nell’ affocata lava del vecchio vulcano,
scorrevano tacite le lacrime del tempo,
scogliendosi i fiocchi del suo manto strano,
che stava raccontando un altro contrattempo.

Brillavano gli occhi nelle scintille accese,
il cielo nel barlume aprì il suo azzurro,
un pensier remoto dal monte già discese,
e si fermò lieto nel mondo meno duro.

Il mare gorgogliante tra il verde dei cipressi,
il vento con il sole giocava tra i templi,
rovente è la terra, i sassi son gli stessi,
rimasti dagli anni dei tormentati tempi.

Alzo stupito sguardo dal verde della valle,
verso il bianco monte dal rosso affiammato,
nel sole abbagliante dimentico il male,
nella rovente terra che sempre ho amato!
Marilena Rodica Chiretu
La lontananza
La lontananza,
tempo che sfugge tra le dita
delle due mani,
annega pensieri  nelle onde alti
dei sconfinati mari,
attraversa monti di passioni,
sprofonda le nostalgie
nelle valli...
La lontananza,
un arco tra terre mai lontane,
sapori di cibi squisiti,
giardini di desideri,
profumi mai sentiti,
un oleandro che piange
nella dolce fragranza...
La lontananza,
fantasia di palme
accarezzando gli sguardi,
fiori sbocciati e sfioriti,
sonno che sogna
lidi lontani...
La lontananza, sai,
non  è il vento,
è l’ aria che non si può respirare,
è l’ acqua dolce di lontane fontane,
è il vino rosso che non posso bere,
è l’ amore che non si può toccare,
sono io che rimango lontana
sulle mie terre...
La lontananza è
la poesia che vive
nelle mie vene...
Marilena Rodica Chiretu
22 novembre 2005
 
Lipseste iubirea soarelui ...
In pumnul strans al umbrelor,
explodeaza o dara de lumina,
in jurul gatului pamantului
impleteste o carare de respiro,
insufleteste trupul dorintelor
tremurande in bratele iubirii;
pe buzele amintirilor stinse,
rosul inimii se aprinde,
curge sangele in venele gandurilor,
durerea se ineaca in culoarea sa;
zace in intuneric sclipirea
 ce ar lumina privirea fiecaruia,
doarme ardoarea  ce ar putea sa topeasca
toata sarea din valurile
ce lovesc hotarele
celor doua tarmuri;
la orizont  nu se vede arcul cerului
ce ar putea respira o data cu marea,
lipseste iubirea pentru ochii fiecaruia...
Marilena Rodica Chiretu
14 mai, 2008.
 
Manca l ’amore del sole ...
Nel pugno stretto delle ombre,
scoppia una striscia di luce,
intorno al collo della terra
intreccia un sentiero di respiro,
anima il corpo dei desideri
tremanti nelle braccia dell’amore;
sulle labbra dei ricordi spenti,
il rosso del cuore si accende,
scorre il sangue nelle vene dei pensieri,
il dolore si annega nel suo colore;
giace nel buio il barlume
che illuminerebbe lo sguardo di ciascuno,
dorme l’ ardore che potrebbe sciogliere
tutto il sale delle onde
che colpiscono i confini
delle due sponde,
all’orizzonte non si vede l’arco del cielo
 che potrebbe respirare insieme al mare,
manca l’amore del sole
per gli occhi di ciascuno...
Marilena Rodica Chiretu
14 maggio, 2008.
Inima fara hotare
In inima cu hotarul
din frunze aramii
se deschide o fereastra
cu geamuri de primavara,
cand petalele pomilor cad
pentru a lasa sa creasca fructele,
glasul sufletului depaseste pe cel al privighetorii
dupa ce a traversat cele doua arcuri ale orizontului.
In acelasi rotund imi incalzesc mainile si privirile,
ca o raza de soare ce inconjoara si incalzeste
discul amurgului.
Iubesc ramurile din care am impletit cuibul meu,
sub acoperisul de paie si ziduri de piatra,
dar te iubesc si pe tine, iubire,
fereastra deschisa tarziu,
cu ochi de tarzie primavara
cufundata in padurea gandurilor mele.
Ar fi incomplet si dureros cercul anotimpurilor
fara suflul usor al iubirii tale
de mare involburata
langa izvorul tacerii…
Marilena 11.05.2009
 
Il cuore senza confine

Nel cuore con il confine
di foglie rossicce
si apre una finestra
con vetri di primavera,
quando i petali degli alberi
cadono per far crescere i frutti,
la voce dell’anima
supera quella dell’usignolo
dopo aver attraversato
i due archi dell’orizzone.
Nello stesso rotondo riscaldo
le mani e gli sguardi,
come un raggio di sole
che circonda e riscalda
il disco del tramonto.
Amo i rami dei quali
ho intrecciato il mio nido,
sotto il tetto
di paglia e muri di sasso,
amo però anche te, amore,
finestra aperta tardi,
con occhi di tarda primavera
sprofondata nel bosco
dei miei pensieri.
Sarebbe incompleto e sofferto
il cerchio delle stagioni
senza il soffio leggero
del tuo amore
di mare gorgogliante
vicino alla sorgente
del silenzio...

Marilena- 11.05.200
Cuvantul care sparge bezna noaptii
Un cuvant bland sparge bezna noptii,
un zambet aprins deschide lumina zorilor,
jocul indepartatelor priviri
transforma in cantec undele spatiale,
nu este magia care sa ma faca sa naufraghez,
este respiratia unui prieten care ma gaseste
cautandu- ma printre nori,
adun culori si sunete pentru
a-i face sa navigheze pe firul luminii
pe cei care, mai mult decat mine,
trudesc pe santierul cuvintelor,
o femeie fragila, in spatele unui scut de fier,
cu mintea apropii iubirea
dintre anotimpuri,
primavara sa iubeasca fulgii iernii,
vara sa intampine frunzele toamnei in zbor,
bruma sa guste savoarea rasinii.
Cand, in neputinta tacerii,
gandul se zbate singur,
iubirea moare
in somnul cuvantului
care sparge bezna noptii....
Marilena Rodica Chiretu
Il 24 august, 2007- Pitesti, Romania
 
La parola che rompe il buio della notte
Una dolce parola rompe il buio della notte,
un sorriso acceso apre la luce dell’ aurora,
il gioco dei lontani sguardi
trasforma in canto le onde spaziali,
non è la magia che mi faccia naufragare,
è il respiro di un amico che mi trova
cercandomi tra le nuvole,
ci sono qui, nel sogno di un ideale,
raccolgo colori e suoni
per far navigare sul filo della luce
chi affatica più di me
sul cantiere delle parole,
una donna fragile
dietro uno scudo di ferro,
con la mente avvicino l’ amore
tra le stagioni,
la primavera che ami i fiocchi di neve,
l’estate che accolga le foglie dell’ autunno al volo,
la brina che assaggi il sapore della resina
Quando, nel impotenza del silenzio,
il pensiero si tormenta da solo,
l’ amore muore
nel sonno della parola che rompe
il buio della notte...
Marilena Rodica Chiretu
Il 24 agosto, 2007
Profumo del tempo
La terra s’ addormenta
sotto il manto di foglie
gialle ed umide,
piange l’ autunno
in gocce di brina,
perde i colori dei fiori
in fin di vita,
profumi sfioriti,
petali cadenti
puniti dal soffio del vento
smarrito nel suo lamento.
La palla di neve
rotola il tempo,
porta fiocchi e boccioli nuovi,
non è mai l’ inverno
la fine dei fiori,
è solo un gran letto
con bianco lenzuolo,
si addormenta la bella stagione,
abbraccia nel sonno i suoi profumi
e sogna la sveglia del suo domani,
lo stesso miraggio dei fiori
mi potra il tempo in petali...
Marilena Rodica Chiretu
24 ottobre 2005
 Un attimo dello sguardo…
Un attimo dello sguardo
si ferma sui confini delle nuvole,
la pioggia bagna  il volto della stagione,
cancella le ombre dei ricordi.
Ti avvolgo ogni giorno
nell’essenza del mio essere,
fragile come una mela rossa
attaccata ad un  ramo verde,
alla fine dell’estate;
ti sciolgo nella schiuma
dei miei sogni,
 tu mi trasformi
nella schiuma delle onde
che viaggiano tra due sponde,
tra sole e  tempesta,
tra  buio e  luce.
Ti do il calore
del mio corpo
della mia anima,
la scintilla degli occhi
nell’attimo di uno sguardo;
mi regali il silenzio dell’amore,
la libertà del sogno nel pugno della verità.
Fremo come un’onda presso la riva ,
come una riva con sabbia ardente,
mi vesto nell’argento delle stelle che cade sulla spiaggia, sui miei capelli trasformando la notte dell’amore
nel giorno in cui vivo  un attimo
dello sguardo…
Marilena 19.09.2009

Canto per il giorno di domani
Raccolgo petali gialli,
intreccio una corolla di girasole
intorno ai semi di oggi
per il sole di domani.
Lascio per terra un seme
per germogliare
il presente
Raccolgo soffio di vento fresco
di alta montagna
per respirare
il tempo  di domani;
lascio in terra la tempesta
per spegnere
le bufere di oggi
Raccolgo la luce della luna,
il barlume delle stelle,
il verde del mare,
l’ azzurro del cielo
per far brillare
il mondo di domani
Ma il girasole non girerà,
il seme non germoglierà
la luce non splenderà
i colori non tingeranno
il mondo
se non sentiranno
il canto di domani!
Raccogliamo i suoni di zampogna,
gli accordi del mandolino,
i ritmi delle castagnete,
la musica delle chitarre
per vivere l’ armonia
nel  canto del giorno di domani!
Marilena Rodica Chiretu
23 ottobre 2005
Poesia finalista del Premio Nazionale di Poesia “La Rondine”- Trento -Italia, la VIII edizione, pubblicata nel numero speciale dei ‘Quaderni”, il 21 aprile, 2006, Trento
Hai, vino, libertate!
Am inaltat din lacrimi un munte pe vecie,
in zambete am scaldat un timp ce m-a muscat,
caci tineretea curge ca fluviul peste glie
si nu-ntelege clipa ce vorba- a sugrumat.
O viata am petrecut in falsa libertate,
dar zidul a cazut in douazeci de flori,
cuvantul moare inca in setea de dreptate,
mai sunt pe urma-mi pasii din anii de orori.
Cu firul unui vis mai scriu o poezie,
cu frunzele aramii covoare impletesc
sa uit durerea vie din vremea nebuniei,
sa simt ca libertatea ma lasa sa  traiesc.
 Tot se-ascund lumini in pumnul dictaturii
si umbrele asculta din cuibul lor vremelnic;
sunt stropul de iubire cazut in poala urii,
dar bezna tot  priveste cu ranjetul nemernic.
Hai vino, libertate caci ne privesc strabunii,
nu ma lasa aici cu vantul sa vorbesc;
iti dau si muntii mei, da-mi soaptele minunii
ce scriu povestea vietii si horele-nfloresc.
Marilena Rodica Chiretu
10.10. 2009.

O zi si o noapte
As vrea ca timpul sa arda- n anotimpuri
si sa alerg desculta pe undele din zare,
sa las si pe pamant o umbra de racoare,
si ziua as vrea sa fiu ce gandul sa aprinda
Iar clipa sa- nfloreasca in dulcea primavera
pe ramul noptii ascunsa- n parul meu,
sa fiu si foc as vrea ca negura s- o sting,
si zborul randunicii sa tinda spre etern
O raza care arde nisipul o sa fiu
si luna ce orbeste gandirea inteleapta,
as vrea ca libertatea sa arda colivia
pe rugul de iubire dintre o zi si- o noapte.
Marilena Rodica Chiretu
Un giorno e una notte
Vorrei essere il tempo che scioglie le stagioni
e correre su onde con i piedi nudi,
lasciare sulla terra un’ombra rinfrescante,
vorrei essere il giorno che avvolga il pensiero
Un attimo vorrei che sbocci primavere
sul ramo della notte nascosta nei capelli,
vorrei essere il fuoco che brilli nell’ oscuro,
la rondine che voli nel libero eterno.
Vorrei essere il raggio che arde sulla sabbia,
la luna che abbagli il saggio pensiero,
vorrei la libertà che bruci la mia gabbia
sul rogo dell’amore tra un giorno e una notte
Marilena Rodica Chiretu
 
O clipa a privirii…
O clipa a privirii
se opreste pe hotarele norilor,
ploaia scalda chipul anotimpului,
sterge umbrele amintirilor.
Te invalui in fiecare zi
in esenta fiintei mele,
fragila ca un mar rosu,
prins de o cranga verde
la sfarsit de vara;
te topesc in spuma
visurilor mele,
tu ma transformi
in spuma valurilor
care calatoresc
intre doua tarmuri,
intre soare si furtuna,
intre intuneric si lumina.
Iti dau caldura
corpului meu,
 a sufletului meu,
scanteia ochilor
in clipa unei priviri;
imi daruiesti tacerea iubirii,
libertatea visului in pumnul adevarului.
Freamat ca un val langa tarm,
ca un tarm cu nisipul fierbinte,
ma imbrac in argintul stelelor
ce cade pe plaja, pe parul meu
transformand noaptea iubirii
in ziua in care traiesc
o clipa a privirii…
Marilena19.09.2009


Dansul umbrelor
Straluceste lumina
in sclipirea ochilor,
umbrele imi strang corpul,
mainile mangaie norii
in jocul privirilor indepartate.
Albastrul cerului,
verdele marilor,
rosul apusului
picura culori pe tristetea chipului,
in dansul umbrelor
rasuna chitarile,
muzica topeste intunericul,
singura, pe insula mea virtuala,
caut acorduri niciodata gasite,
atingand usor
melancolia sunetelor...
Marilena Rodica Chiretu
3 iunie 2006
 
La danza delle ombre
Splende il sole
nel barlume degli occhi,
le ombre stringono il corpo,
le mani accarezzano le nuvole
nel gioco degli sguardi lontani.
L’ azzurro del cielo,
il verde dei mari,
il rosso del tramonto
gocciano colori
sulla tristezza del viso
nella danza delle ombre,
risuonano le chitarre,
la musica scioglie il buio,
da sola, sulla mia isola virtuale
cerco accordi mai trovati,
sfiorando la malinconia dei suoni...
Marilena Rodica Chiretu
3 giugno 2006

Ziua luminii
Ziua luminii
va fi atunci când
se vor aprinde
stelele printre nori,
când soarele
nu va mai orbi
luna nopţii
şi întunericul
va deveni
lumina zilei.
Atunci,
plantele se vor îmbrăţişa
şi vor mângâia spinii
care se vor topi
în căldura
dulcelui
sărut.
Şi lumea va deveni o mare grădină
cu flori împletite în ghirlanda
armoniei şi a concordiei,
bucund ziua şi noaptea,
scăldate în strălucirea
Soarelui şi a Lunii
care vor aduce
pe Pamânt
lumina
Păcii.
Marilena Rodica Chiretu
1 august 2005

Vremuri de spuma
Spuma marii, spuma vremurilor,
imi invadeaza mintea, inseala privirile,
brodeaza in alb in intunericul noptii
floarea iluziei pe tarmul albastru,
rasuna cantul sirenei,
Ulise se intoarce din apusele mari,
imbratiseaza iubirea ratacita la orizont,
un nor se topeste in focul aurorei,
se roteste discul auriu al luminii,
iubirea mea nu are argintul lunii,
nici aurul soarelui,
e doar o spuma alba
rasturnata de valuri pe indepartate tarmuri,
uscuc cu suflul iubirii mele spuma
si o transform in piatra,
ascund durerea in scoica
ce va ramane pentru totdeauna
pe plaja ta.
Marilena- 15 mai, 2007
 
Tempi di schiuma
La schiuma del mare, la schiuma dei tempi,
invade la mia mente, inganna gli sguardi,
ricama in bianco nel buio della notte
il fiore dell’ illusione sulla sponda azzurra,
risuona il canto della sirena
ritorna Ulisse dai tramontati mari,
abbraccia l’ amore smarrito all’orizzonte,
una nube si spegne nel fuoco dell’ aurora,
gira il disco dorato della luce,
il mio amore non ha l’ argento della luna,
nemmeno l’ oro del sole,
è solo una schiuma bianca
rovesciata dalle onde sui lontani lidi,
asciugo con il soffio dell' amore la schiuma
e la trasformo in pietra,
nascondo il dolore nella conchiglia
che rimarrà per sempre
sulla tua spiaggia
Marilena 15 maggio, 2007
Lumina care nu moare…
Am fost in lumina care nu moare,
am oprit intunericul pe geana timpului,
am aprins ceata privirilor
in flacara fierbinte a dorintei,
am ars intunericul
la portile infernului.
In ropotul apei,
se jucau lumini multicolore,
ca in fantezia copiilor,
stingand durerea,
un zambet a ars
panza umbrelor
iar eu, acum,
mangai
mainile minunii…
Marilena Rodica Chiretu
Departe...
Nimeni nu este atat de departe
incat sa nu depaseasca
orizontul pictat de flacarile
dorintelor ascunse in mintea
ce inchide memoria
pentru a deschide cuvintele
in arcul glasurilor care sa ajunga
pana la tine, pe tarmul soarelui,
pe valurile durerii
Nimeni nu este atat de departe,
incat sa nu intampine
o silaba, un sunet, o culoare,
in simfonia norilor,
daruind o sclipire a luminii fiecaruia;
una tie,  cel care desenezi pe albul pielii
o casa,
tie, cel care gusti cu privirile
aromele copacilor,
si tie, cel care aprinzi firul rosu al pasiunii
pe obrajii mei,
tie, care calatoresti in Univers
pentru a aduce pe Pamant
stralucirea astrilor,
si mai ales tie
care esti suflul iubirii
si al poeziei mele...
Marilena Rodica Chiretu
28 iulie 2007
Lontano...
Nessuno c’ è così lontano
da non superare
l’ orizzonte dipinto dalle fiamme
dei desideri nascosti nella mente
che chiude la memoria
per far aprire le parole
nell’ arco delle voci che arrivino
fino da te, sulla sponda del sole,
sulle onde del dolore
Nessuno c’ è così lontano
da non accogliere
una sillaba, un suono, un colore
nella sinfonia delle nuvole
regalando un barlume di luce a ciascuno;
uno a te, chi disegni sul bianco della pelle
una casa,
a te, chi assaggi con gli sguardi i sapori
degli alberi,
anche a te, chi accendi  il filo rosso
della passione sulle mie guance,
a te, chi viaggi in Universo
per portare in Terra
lo splendore degli astri,
e soprattutto a te,
chi sei il respiro dell’ amore
e della mia poesia...
Marilena Rodica Chiretu
28 luglio 2007
Ti guardo con gli occhi della lontananza…
Ti guardo con gli occhi della lontananza,
le ciglia nere sfiorano la luce
quando insieme sulle spaziali onde
la Terra delle lacrime anneghiamo nella speranza.
Ti guardo con la saggezza dei pensieri
e mi domando come mai potrei abbracciare
il mare che culli le dolci fiamme dei desideri
qui, nella mia casa bagnata dai colorati sogni.
Vorrei accarezzare le guance della lontananza
e le sue labbra, se possono accendere sorrisi
che spengano stupori
lasciate sulle parole non dette
che non possono ancora capire
perché il mio cuore freme
di passione, nostalgia e amore...
Marilena Rodica Chiretu
27 ottobre, 2007.
Non piangere, foresta…
Il giorno chiude le palpebre della stanca notte,
dorme tra le ciglia nere del passato volto,
lo sguardo si svegliò per accogliere l’ aurora
sciogliendo il Levante nel rosso del tramonto
I monti alzano le braccia verso le nuove cime,
i colli chamano le valli nel dolce girotondo,
il mare tace ascoltando il fremito del tempo
e lasciano il dolore al suono di zampogna
Cercavo gli alberi, adesso salgo le montagne,
non piangere, foresta, se sono forestiera,
ti porterò il profumo degli abeti ebbri di resina
e il canto di buccina che non ha nessuno
Marilena Rodica Chiretu
27 dicembre 2006
La notte della poesia
Disperse, le parole galleggiavano
sulle onde del tempo
non sapendo cosa cercare,
quando sul mare con tempeste
ed arcobaleni finti,
scese la notte.
Un fulmine ha aperto il cielo,
felice sono andata ad accogliere
la luce delle stelle
nascosta tra le nuvole delle parole.
Brillano le sfumature dei veri colori,
risuona la sinfonia della vita
nel ritmo dei nuovi suoni.
Entro nel mistero
di una parola bianca
per definire il contorno perfetto
dell’ argentea luna piena,                      
e tu mi regali una notte d’ amore.
Intreccio le sillabe dell’ affocato tramonto
per capire quando è spuntata l’ alba,
e tu mi dai il senso di una nuova vita.
Nella notte della poesia,
le parole ballano in una danza
infiammata dal desiderio,
ed io sogno l’ armonia dei sensi.
Nella notte stellata, un mandolino
mi chiede le parole
per la sua melodia.
Il giorno del girotondo
mi regala suoni di zampogna
per le mie parole
e stende un diafano velo
fino alla notte
accendendo
le stelle
della poesia.
Marilena Rodica Chiretu
24 settembre 2005
Femei...
Femei,
pentru a face sa rasara viata
in infernul maruntaielor,
pentru a incalzi sufletul ratacit
in paradisul simţurilor,
zambet pentru a potoli furtuna.
Femei,
pentru a aprinde albul patului
in culorile privirilor,
femei,
pentru a face sa infloreasca
 bucuria de a simti mainile.
Femei,
pentru a face să sufere noroiul picioarelor,
pasii care au perdut drumul,
fluviul curgand in paharul prea plin,
fantani de dorinte susurand peste ani,
intre ferestrele deschise suflu al vantului.
Daca pierzi inima femeii,
nu o căuta în buzunarele banilor…
Marilena Rodica Chiretu
Donne…

Donne
per fare spuntare la vita
nell’ inferno delle viscere,
per riscaldare l’anima smarrita
nel paradiso dei sensi,
sorriso per temperare la tempesta.
Donne
per accendere il bianco del letto
nei colori degli sguardi,
donne per fare fiorire l’allegria
di sentire le mani

Donne
per far soffrire il fango dei piedi,
passi che hanno perduto il cammino,
fiume scorrendo nel bicchiere pieno zeppo,
fontane di desideri sussurando sugli anni,
tra le finestre aperte soffio del vento.
Se perdi il cuore della donna,
non cercarlo nelle tasche dei denari

Marilena Rodica Chiretu
14 settembre 2006
Ziua de azi in cupa celei de ieri…
Douăzeci de ani de primăveri stinse,
incurabile visătoare
ale unei vieţi mai bune,
ne despart de viaţa de ieri
sufocată între zidurile roşii
ale utopiei de a ne simţi treji
în patul morţilor.
Ieri, lumina se stingea în fiecare seară
în flacăra aprinsă a lămpii cu gaz
găsită în podul bunicilor,
piaţa pustie plângea
împreună cu cele câteva legume,
mândre totuşi de a fi singurele
pe tarabele aproape goale,
triste de a-şi vedea surorile
trimise pe alte meleaguri
în timp ce la noi se murea de foame.
Astăzi, totul a rămas o dureroasă amintire
în cupa zilei de ieri,
şi totuşi bem aceeaşi amărăciune,
mâncăm tot o bucăţică de pâine uscată
în faţa vitrinelor strident luminate,
în lumina înşelătoare a gigantelor supermarketuri,
supraîncărcate cu produse umflate
care sfidează aceeaşi sărăcie a buzunarelor,
care au muşcat nemiloase câmpurile noastre fertile
pentru a face să se înalţe aceşti giganţi ai false bunăstări.
Pe blândele noastre dealuri,
toamna legăna ciorchinii bogaţi ai viilor,
fericiţi să devină vin
în paharul sărbătorii
care celebra generozitatea pământului.
Tot acolo, între albastrul râurilor,
dealurile aşteaptă în zadar
vremurile de altădată
întrebându-se unde or fi strugurii şi vinul lor?!
Au murit în beţia puterii,
in ciorchinii intereselor meschine
care se leagănă neruşinati
pe tulpina lăcomiei
unei societăţi noi şi înşelătoare
în timp ce noi,
biete creaturi visătoare
în credulitatea noastră,
devenim, puţin câte puţin,
în fiecare zi,
boabe uscate la masa tot săracă
pe care plânge faţa albă de masă
murdărită de boala
Marilena Rodica Chiretu-10.06.2010