PITESTI

 

 

 

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Slide Video-muzica-Gheorghe Zamfir.

 

 

 

 

 
 

 

“L' immagine tessuta di parole si scioglie quando si arriva a quel luogo.All' improvviso, l' immagine pensata alla lettura sparisce come la nebbia davanti al Sole e resta solo quello che si vede con gli occhi.”
Simion Mehedinti
 
Il municipio di Pitesti è il capoluogo della provincia di Arges, importante centro economico, sociale- culturale ed amministrativo e un punto di incroccio di vari itinerari turistici nazionali che portano verso alcune delle zone più attraenti della Romania. La città è collocata sul corso medio del fiume Arges, all' incroccio con il fiume Doamnei, lì dove questo esce dalla

zona collinare ed entra in pianura, svolgendosi in amfiteatro, su più terrazze. Anche se ha un aspetto moderno, il primo documento scritto che l' attesti come località stabile, esiste dal 20 maggio 1388, dal tempo del voivoda Mircea cel Batran. L' epoca moderna e quella contemporanea hanno creato le condizioni per lo sviluppo della città connessa al ritmo dell' intero Paese. Questa è stata interamente riorganizzata e ricostruita, collocandosi le zone industriali alla periferia, i nuovi quartieri moderni verso le tre porte della città e la zona amministrativa e culturale nel centro.

Gli spazi verdi e di divertimento sono un posto di permanente attrazione per i circa 200.000 di abitanti, i quali s' incontrano nel Parco naturale “Trivale”, nel Parco “Strand” ed negli altri numerosi parchi e zone pittoresche della città e dei suoi dintorni, alcune stendendosi lungo i laghi artificiali del fiume Arges, sul quale è costruita una grande idrocentrale. Dalla terrazza superiore, si apre un bel panorama della città e del suo moderno centro, dominato dalla Piazza “Vasile Milea” e del canaletto che serpeggia tra i viali pieni di fiori ed intorno alle fontane artesiane. Importante centro industriale, culturale ed universitario, Pitesti è una porta aperta verso il mondo, essendo gemellato con più località di vari paesi, tra le quali anche Caserta d' Italia. La città è animata, nella buona stagione, dalle numerose manifestazioni sviluppatesi all' aperto, nell'esplosione degli artifici e della gioia dei giovani.
 

"Zece pentru România" „Dieci per la Romania”.
Città di cui siamo fieri-PITESTI

Da poco, nell’elegate sala dell’Ateneo Romeno di Bucarest, si è svolta la quinta edizione, 2009, della Galla „Dieci per la Romania”, organizzata dalla „Realitatea TV”.
In occasione di questo evento speciale, sono stati concessi dei premi ai migliori attori, interpreti vocali e strumentali, sportivi, giornalisti, uomini d’affari, politici, ai brands romeni, ma anche agli migliori licei e città.
 
Il progetto „Dieci per la Romania” si è proposto di fare più conosciuti e più apprezzati i veri valori  del Paese, in quei campi d’attività che contribuiscono alla formazione e allo sviluppo moderno della Romania, premisa per il loro migliore riconoscimento internazionale.
I vincitori sono stati nominati in seguito alle ricerche svoltesi dagli istituti CSOP, CURS, IMAS si INSOMAR.
Le città con il più alto tenore di vita del Paese sono:
1. Cluj- Napoca & Costanza.2. Brasov3. Timisoara4. Arad5. Bacău
6. Piteşti 7. Sibiu & Iassi8. Baia Mare & Satu Mare9. Târgovişte

10. Reşita & Ploieşti
La città di Pitesti  trovatosi sul sesto nella Top, non è solo una  delle più moderne, con un rapido sviluppo in piano urbanistico, ma anche una delle più vecchie località della Romania, quasi interamente delolita durante il regime dittatoriale.E’ riuscita a imporrsi tra le migliaia di località del Paese anche grazie alla sua dinamica attività internazzionale, concretizzatasi specialmente nei numerosi gemellaggi con localitù di tutto il mondo.
Così, nel 1972 si è firmato un Accordo di gemellaggio con la città italiana di Caserta, rinnovato nel 2000.
Sempre nel 2000 si sono  fatti anche i gemellaggii tra la nostra città e la città americana di Springfield, stato Ohio, e quello trilaterale Kragujevac-Springfield-Piteşti.
În anul 2006,  è stato approvato l’Accordo di Cooperazione con le province  Cabinda e  Zaire della Reppublica Angola. E si è firmato l’Accordo di gemellaggio con la città di Multinlupa - Republica Filipine .
Nell’estate del 2007, a Bydgoszcz, in Polonia, è stato firmato l’accordo di cooperazione  tra Pitesti e Piteşti şi Bydgoszcz.
Tramite l’Organizzazione della Casa dell’Europa Salonic, Pitesti sta collaborando ugualmente con organizzazioni e città della Grecia. (informazioni dai siti:
www.pitestiromania.ro-www.primariapitesti.ro)
Marilena Rodica Chireţu-23.12.2009.
 

Itinerari dell’inverno da fiaba.

L’Albergo di Ghiaccio, Lago Balea, nei  Monti Fagaras-Arges.

 
La valle del fiume di Arges, culla della leggenda e della storia remota dai piè dei Carpazi Meridionali, è ugualmente, una delle zone più pittoresche della Romania, di una bellezza particolare, dalle fertili pianure al Sud, fino alle cime maestuose dei Monti Fagaras.
Qui, in un Circo Glaciale, cioé in quella depressione trovatasi, generalmente, nelle regioni alte delle montagne, formata tramite l’erosione o da un ghiacciaio, si trova il Lago Balea, che si stende su una superficie di 4,6 ha, ad un’altezza di 2034 m. Sulla riva del lago, si trova la più bella capanna semilacustre, dove si riparano i turisti e gli sportivi, essendo uno dei più importanti centri degli sports di altezza dei Carpazi romeni.
Situata nel cuore del massiccio Fagaras, il più grandioso complesso montuoso dei Monti Carpazi, la zona Balea Lago fa parte della reservazione naturale con lo stesso nome.
Si stende su una superficie di 180 ha ed ha un tipico rilievo glaciale con terrazze e una valle in forma della "U", dominato da cime profondamente merlate.
Il paesaggio è di una bellezza austera, unica ed impressionante, tanto d’estate, ma soprattutto nella bianca stagione. Allora, si ha la sensazione che si sia spostato qui l’affascinante mondo del Nord agghiacciato, con i manti alti di neve, brillante, che sembrano sciogliersi nella schiuma delle nuvole.
 
In questo paesaggio invernale da fiaba, si alza l’unico albergo di ghiaccio dell’Europa di Sud-Est, finalizzato sempre alla vigilia delle grandi feste, quando i turisti, dal Paese e dall’estero, cominciano ad arrivare.
L’Albergo di ghiaccio è stato costruito per la prima volta tre anni fa ed ha acquistato una benmeritata fama. Anche se, spesse volte, con ritardo a causa delle condizioni meteorologiche sfavorevoli, sempre si fa costruire accanto all’albergo anche la Chiesa di ghiaccio, inaugurata, di solito, alla vigilia della Befana.
La chiesa di ghiaccio da Balea Lac ha un carattere ecumenico ed è aperta gratuitamente a tutti i visitatori, indifferentemente dalla religione e, forse anche per questo, alcuni giovani preferiscono  che il loro matrimonio religioso si svolga  in questo posto particolare, da tutti i punti di vista.
La superficie totale della costruzione dell’hotel è di circa 650  metri quadrati ed ha dieci camere doppie, un Ice Bar, un Ice Ristorante e una piazzale con una mostra di statue in ghiaccio.
Ciascuna stanza ha il nome di un filosofo romeno o straniero e viene esposta in ciascuna una loro presentazione.
In occasione delle feste invernali, l’antipasto e il dessert vengono serviti su piatti di ghiaccio.
Quest’anno, la costruzione del’hotel è stata realizzata in dieci giorni.
 
I turisti sono affascinati dall’ Ice Hotel, e molti di loro pensano per la prima volta di trascorrere qui una notte fresca.
Se l’anno scorso il tema del progetto „Ice Hotel” è stato „Classic”, quest’anno lo slogan è: Ice Hotel Cold Think- „Pensa al freddo”.
I primi turisti ospitati dall’Albergo di ghiaccio sono 20 inglesi che trascorreranno qui il Capodanno.
Da sottolineare, ugualmente, che questa zona turistica si trova sulla sinuosa e stupenda strada Transfagarasan che attraversando i Carpazi sulle più alte parti, fa il legame tra due storiche regioni romene:la Valacchia e la Transilvania (ciò che significa appunto al di là dei boschi delle montagne= trans-sliva-,ae)
Anche se, alla fine della stagione invernale i raggi del sole cominciano a sciogliere questa meraviglia dell’uomo e della natura, nulla lo impedisce di far ricostruire ogni inverno questa vera scultura in neve e in ghiaccio, dalla riva del Lago Balea: l’Algergo e la Chiesa di ghiaccio, una fierezza turistica ed artistica della regione di Arges.
Marilena Rodica Chireţu
 

Pitesti - presentazione città.

 

Vechi si nou in orasul Pitesti/ Vecchio e nuovo nella città di Pitesti.
Pitesti, passato e presente
   
 
Pitestiul de odinioara- o strada din centrul demolat / Pitesti di una volta- una strada del centro - demolito.
Pitesti, la città che sorge tra le colline, così come lo dice anche il suo nome –te pitesti, tinascondi- è conosciuta negli ultimi decenni come “la città dei tulipani”, grazie alla sua già famosa mostra floreale internazionale, “Sinfonia
dei tulipani”. Nella primavera di ciascun anno, la città vive la sua più bella stagione, quella dell’ armonia dei colori e dell’ allegria che fanno risuonare una vera sinfonia della vita che rinasce ogni anno.
    Capoluogo della provincia di Argres, Pitesti si stende sul corso di più fiumi, tra ricche colline in frutteti e vigne che aprono  le strade verso i maestuosi monti Carpazi e la fierezza dei profumati boschi di abeti.
Sicuramnte, la sua posizione geografica strategica e la diversità delle ricchezze naturali del suolo e del sottosuolo hanno favoreggiato lo sviluppo delle comunità umane dai più remoti tempi in questa pittoresca zona carica di storia e di leggenda. La presenza dei geto- daci da queste parti viene confermata dalle numerose testimonianze archeologiche conservate nel Museo della Provincia, accanto a quelle dell’ epoca medioevale e di quella moderna. Dopo la vittoria del Romani contro i Daci, la regione è stata inclusa nella provincia romana Moesia Inferiore, e poi nelle province Dacia Inferior e Dacia Malvensis, e fino negli anni 271- 275 si svolse il processo di romanizzazione della popolazione autoctona.
Una serie di prove materiali come sarebbero le numerose monete, i pezzi di muri, i vasi e le ceramiche, le figurine di terracotta, i tesori dei sec.III- VII dimostrano la continuità della vita nello spazio geografico della città e della provincia anche durante l’ invasione dei popoli barbari.
Nonostante ciò, la città è attestata in documenti ufficiali il 20 maggio 1388, duramte la signoria del voivoda della Valacchia Mircea cel Batran –Mircea il Vecchio (1386- 1418).
Demolito quasi interamente durante il regime dittatoriale comunista, oggi la vecchia città ha un aspetto moderno e ha conservato purtroppo, pochi edifici di una volta. Situato  a 112 chilometri dalla capitale, Bucarest, a circa 140 km. da Brasov verso le montagne e le loro stupende  località turistiche della Muntenia e del sud della Transilvania, Pitesti è oggi un forte centro industriale del Paese, con un’ importante fabbrica di automobili Dacia – Renault, realizzata insieme a Francesi, un grande stabilimento petrol- chimico e molte altre diverse fabbriche, aziende e società commerciali. Ugualmente, nella città si trovano numerose scuole e università di stato e private, un teatro drammatico, cinematografi, parchi ecc. La vita culturale, come l’intera società, sembra di aver subito diversamente e profondamente i cambiamenti da una società centralizzata e diretta dalla dottrina comunista  verso la società del pensiero libero e dell’ economia di mercato. Malgrado tutte le difficoltà e le vicissitudini dei tempi, si è conservato ciò che è stato valido del patrimonio sociale, culturale e spirituale, e la vita  dei nuovi tempi, nel suo insieme, ha acquistato il sapore dolce- amaro della tanto bramata  libertà.
Marilena Rodica Chiretu- 21 agosto 2006
Articolo pubblicato sul sito: www.ilbellodellavita.it

 

Le attrazioni turistiche della provincia di Arges.

Manastirea Argesului

1872.

La sede del vescovato di Arges e Muscel. Monastero Curtea de Arges- Dettaglio esteriore.Chiesa Signorile- Cutea de Arges. Balea Lac/ Lago Balea Transfagarasan Lacul/ Lago Vidraru.
Fortezza Poenari
 

Sul filo del fiume e del pensiero

La leggenda della Cattedrale di Curtea de Arges

Sul filo del pensiero e del fiume che bagna la leggendaria contrada di Arges, ritorno nei remoti tempi, quando al Sud del Paese di oggi, le dolci colline, i maestosi monti, i fitti boschi e i ricchi frutteti si distendevano, generosamente, tra le braccia dei fiumi che attraversano questa terra della storia e del mistero. Da queste parti, nacque uno dei remoti Paesi Romeni medioevali, la Valacchia, che ospita anche oggi e ha visto crescere, la città di Bucur, il pastore che avesse fondato, secondo la leggenda, la capitale di oggi, Bucarest. Gli occhi verdastri dei numerosi laghi collinari o delle pianure, intrecciati con gli sguardi azzurri dei laghi montuosi, sembrano cercare ancora delle risposte ai misteri che avvolgono la terra di Dracula e di altri grandi viovodi romeni. Tra questi, Michele il Bravo, quello che, nel 1600, riuscì, anche se per breve tempo, a unire i tre grandi paesi romeni, realizzando così, la prima loro unione. Secondo i documenti del tempo (dal 6 luglio 1600) Michele il Bravo diventò il primo "Principe della Valacchia , della Transilvania e di tutta la Moldavia".
La tradizione e le fonti storiche dicono che in questa contrada arrivò, dai piè dei monti, dal Paese di Fagaras, uno dei primi voivodi valacchi che decise di far costruire, nel mirifico paesaggio, un edificio come altro non c’ era da nessuna parte. Il suo nome è rimasto avvolto nell’oscurità dei tempi ed è per questo che viene conosciuto nella storia come Negru Voda, cioè, il Nero Voivoda.
Un giorno, Negru Voda, insieme ad un architetto e il mastro Manole accompagnato dai suoi nove bravi lavoratori, andarono in giro lungo il filo del fiume Arges per cercare il migliore posto dove sia stato alzato un monastero. Ad un certo momento, si fermarono in un luogo di una selvaggia e strana bellezza, dove si vedevano le rovine di una costruzione mai compiuta. Curioso, il voivoda domandò a un pastore perché era stato abbandonato quell’edificio.Questo gli rispose che da quelle parti giravano dei cattivi spiriti, la terra era maledetta e nulla si poteva costruire fino alla fine. Negru Voda però, si dimostrò piuttosto divertito da quella storia e decise che quello sarà il posto dove si farà alzare il suo monastero senza pari.
Consapevole delle sue doti artistiche e della bravura dei suoi lavoratori, il Mastro Manole decise di compiere il sogno e il desiderio del suo Voivoda.
Presto però, avrà avuto la triste sorpresa di vedere che, davvero, nulla si poteva ergere su quella terra. Tutto ciò che si costruiva di giorno, crollava di notte, come in una strana fiaba.
Tormentato dai pensieri, Manole ebbe una rivelazione onirica che subito la fece sapere ai suoi lavoratori. Il monastero si potrà alzare solo se sarà sacrificata, tra le sue mura, la prima donna, moglie o sorella, che il giorno seguente sarà venuta con il pranzo, dal marito o dal fratello. “I nove grandi maestri con Manole dieci” accettarolo l’ idea del sacrificio supremo dal grande desiderio di accontentare l’ ambizioso voivoda, ma anche dalla covinzione che nessuna opera artistica valorosa si potrebbe realizzare senza un grande sacrificio.
Il giorno dopo, arrampicati sull’impalcatura, sull’ora del pranzo, tutti aspettavano col fiato grosso a vedere chi sarà la prima donna ad arrivare.
Ad un certo momento, da lontano apparse la siluetta della donna che portava da mangiare e Manole riconobbe sempre meglio sua moglie che era anche incinta. Addolorato, supplicò il cielo di scatenare una tempesta per farla fermare e ritornare a casa. Il vento cominciò ad agitare le nuvole, a piegare gli alberi, chiamando la pioggia. La devota Anna però, la moglie di Manole, senza sospettare ciò che l’ aspettava, non abbandonò il cammino, consapevole del suo impegno, quello di portare al marito da mangiare.
Arrivò il doloroso momento in cui i dieci maestri cominciarono di nuovo ad alzare lo strano edificio, seppelendo tra i muri il corpo fragile di Anna. Con le lacrime negli occhi e un immenso dolore nell’ animo, Manole vedeva e sentiva come sua moglie si spegneva tra la freddezza delle pietre e dei mattoni. La sua voce debole, sempre più spenta, che lo implorava a non farla soffrire, si spense del tutto in fin dei conti.
La notte si era distea il velo nero sulle anime dei dieci maestri e all’ alba la giornata annunciava un sole brillante. Un sole addolorato pure lui, anche se il monastrero era questa volta in piedi, ergendosi fiero nella sua assoluta bellezza.
Felice, Negru Voda si dimosrtò subito affascinato dalla bellezza del monastero tanto, in quanto fu trafitto da un nero pensiero, generato dalla sua sconfinata ambizione. Decise in sè, che i dieci maestri dovranno morire pure loro, perché non costruiscano mai nessun altro monastero come il suo. Detto e fatto; mentre i lavoratori si trovavano ancora sull’impalcatura, Negru Voda ordinò che sia tolta. Rimasto sul tetto, Manole provò a salvarsi, come Icaro, costruendo delle ali delle legna rimaste lassù. Non ci riuscì e il suo volo si franse, cadendo in terra.
La leggenda dice che, addolorata, la terra fece spuntare un filo di acqua, una sua lacrima, che oggi fosse la Fontana di Manole.Qui, si fermano affascinati viaggiatori da tutte le parti per ammirare lo splendore della Cattedrale valacca, le sue dorate torri sinuose e la grandezza delle pietre che conservano ancora la freddezza e il dolore del sacrificio supremo, quello fatto sull’altare dell’arte e del bello artistico.
Marilena Rodica Chiretu
17 giugno 2007
 
 
Pitesti- Arges (Foto: Marilena, 2009)
Manastirea si Biserica Curtea de Arges/Monastero & Chiesa(& detalii/dettagli interiori -Neagoe Basarab -1512 - 1517)Cetatea Poenari(sec. XIV- Vlad Tepes) Biserica Domneasca/ Chiesa Signorile- Curtea de Arges (1352) Manastirea in stanca-Corb/ Chiesa in roccia i( sec.XIV). Cabana Voina Cabana Balea Lac.
 

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