Zucchero filato
Non è lanugine di betulle
che volteggia nel cielo di maggio
Non è matassa di neve
sui rami di gennaio
Non è brandello di nuvola
caduto dal cielo di marzo
Non è lenitiva bambagia
posata sulle ferite
Non è lana cardata avvolta
alla rocca per essere filata
Non è
E’ una dolce illusione gonfiata
un voluminoso nulla evanescente
dall’aroma croccante viscoso sul palato
E’ una bianca o colorata immagine
di meraviglia dell’infanzia
aggrovigliata attorno a uno stecchino

Il pane dei ricordi
Vorrei dividere con te i ricordi
come si spezza una pagnotta
con le mani
E con le mani vorrei
imboccarti emozioni ignorate
emozioni mai evocate
Vorrei che assieme al pane
dei ricordi masticassi
l'amore che ci unì
e con la bocca piena impastassi
michette d'emozioni
E fra un boccone e l'altro
vorrei ascoltare il ritornello
della nostra canzone
Abbiamo noi una canzone?
Io ne pensavo una legata
a un giorno di primavera
ma com'era
com'era
l' aria che suonava?
2^ classificata al Concorso Nazionale di Poesia
“ Ugo Bubani “ – Faenza ( RA ) – 2004

Il pane dei ricordi
Vorrei dividere con te i ricordi
come si spezza una pagnotta
con le mani
E con le mani vorrei
imboccarti emozioni ignorate
emozioni mai evocate
Vorrei che assieme al pane
dei ricordi masticassi
l'amore che ci unì
e con la bocca piena impastassi
michette d'emozioni
E fra un boccone e l'altro
vorrei ascoltare il ritornello
della nostra canzone
Abbiamo noi una canzone?
Io ne pensavo una legata
a un giorno di primavera
ma com'era
com'era
l' aria che suonava?
2^ classificata al Concorso Nazionale di Poesia
“ Ugo Bubani “ – Faenza ( RA ) – 2004
Silvana Varotti
Ravenna
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Inutile attesa
La vecchina dal viso abbronzato
non ha fatto la lampada
Al sole e al vento ha scurito il volto
e i capelli schiarito
La vedo dall’ alto le passo accanto
Se ne sta tutto il giorno
vestita sempre uguale
ad ogni stagione
in attesa davanti al portone
Scrutano l’ orizzonte
i suoi occhi preoccupati
dietro alle lenti
Per un attimo sparisce
poi torna con al braccio
la borsetta e uno scialle
sulle spalle e aspetta
Ogni volta nel passarle
innanzi la fisso dentro
agli occhi per cercare
uno scambio di parole
Ma la vecchina dal viso abbronzato
ha l’ espressione perennemente
assorta in qualcosa di importante
Attende e al muro si appoggia
con una mano
E la mia figura è solo
un ingombro che per un attimo
le impedisce di scrutare altrove…
la strada o chissà dove
è finito chi aspetta
lei sempre sola con la sua borsetta.

Fantasia di Capodanno
Delicato m’avvolge il profumo
del calicanto
Filtra discreto dalle persiane
il primo sole di gennaio
Ascolto rapita il concerto
di Capodanno
Scorrono immagini paciose
di erbose distese e di foglie
danzanti con regali movenze
di placidi rivoli magici
specchi di quieti paesaggi
d’immobili ponti
sdoppiati sull’acqua
Suonano i violini i flauti gli ottoni
e tu lieve ballerina piroetti sulle punte
sfiori con le dita gocce di cristalli
E la musica tramuta
tintinnata nelle note
scandite ripetute pizzicate
di un vecchio carillon
E tu bianca ballerina
ora statua sulle punte
ruoti ignara e indifferente
come il mondo sul suo asse
3^ Classificata Concorso Naz. Poesia Inedita
Comune di Faenza -2005
Silvana Varotti
Ravenna
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