Guido De Marchi, Genova 26/1/40. Sin da ragazzo si occupa di fotografia, pittura e letteratura. Ha tenuto diverse mostre in Italia e all’estero, ha pubblicato libri di poesia, narrativa e fotografia: 1992 - RABBIA ANTICA poesie 1995 - COM’È BRUTTA LA CITTÀ - poemetto a tempo di rap 1996 - ACQUERELLI - poesie 1999 - BATTIGIA - poesie con disegni di pittori 2000 - TRACCE DEL VECCHIO MILLENNIO - fotografie 2002 - HAIKU PER UN MESE - poesie Haiku 2003 - I RACCONTI DEL PRATO - microfavole in rima con disegni di E. Pongiglione 2004 - LUCE DAI TETTI DI GENOVA - poesia illustrata da G. Garozzo 2005 - ICONE DEL VECCHIO MILLENNIO - in collaborazione con Mauro Zo - foto e poesie 2007 - LA VOCE DEL MARE - fiabe 2007 - Tr@mare - romanzo scritto con altri 12 autori nel corso di un “Laboratorio di scrittura collettiva” 2008 - L’OMBRA DEL VERSO - foto e poesie - in collaborazione con Francesco Brunetti - Ed. Liberodiscrivere - Genova 2009 - IL COLORE DELLA PIETRA - fotografie - 2009 - PENSIERINI DELLA NOTTE - aforismi 2009 - S...FUMATURE - poesie - testi di M. Teresa Peschiera e G. De Marchi S...FUMATURE 2 - raccolta di poesie del Circolo Banchina 2010 - STRANE IDEE - Testi di Francesco Brunetti immagini di Guido De Marchi PRO...FUMO - Poesie di G.De Marchi, M.T.Peschiera e B. Solinas S...FUMO - testi di Guido De Marchi, Ksenja,Mauro Maraschin, Bruna Solinas, Claudio Pozzani è presente in varie raccolte con racconti e poesie, tra le quali “Il velo della notte” della Collana Fantagraphia e redige da anni “Banchina” notiziario a cadenza trisettimanale dell’omonimo circolo culturale di Liberodiscrivere. Vive a Genova

 

Com’è banale dire ti amo

 
Com’è banale dire ti amo
che ne è dei batticuori,
delle sottili emozioni,
dei secoli
di trepidante attesa
dissolti in un attimo
dal tuo sorriso,
di quel marasma profondo
dei sensi?
Ti amo:
non lo so dire.
Oh, vorrei poterti
parlare d’amore
di quelle cose segrete
che si agitano in me,
di tutti i sogni
creduti fiori
buttati al vento,
delle solitudini infinite
dov’eri solo
un lontano miraggio
della luce che mi scalda
al tuo pensiero.
Non so, dovrei imparare
a dire ti amo.
So solo dirti
son qui…
e mi illumino di te
 

Cat de banal este
sa-ti spun te iubesc

 
Cat de banal este
sa-ti spun te iubesc
Ce se intampla cu bataile inimii,
cu emotiile subtile
cu secolele de trepidanta asteptare
topite intr-o clipa
de zambetul tau,
de acea profunda slabiciune
a simturilor?
Te iubesc:
nu stiu s-o spun.
Oh, as vrea sa-ti pot
vorbi de iubire
despre acele lucruri secrete
care se agita in mine,
despre toate visurile
crezute flori
aruncate in vant,
despre nesfarsitele singuratati
in care erai doar un miraj
al luminii care ma scalda
cand ma gandesc la tine.
Nu stiu, va trebui sa invat
sa spun te iubesc.
Stiu sa-ti spun doar
sunt aici...
si ma iluminez de tine
Traducere/Traduzuione: Marilena Rodica Chiretu

 

La poesia nel taschino
 
E’ un progetto dei Circolo Banchina per creare un quadernetto tascabile da far circolare tra amici e conoscenti  per comprendere e commentare le opere di soci e simpatizzanti.
L’idea nasce dalla consapevolezza che capita spesso di leggere una poesia, ma la comprensione del lavoro dell’autore richiede un piccolo approfondimento per consentire una migliore fruizione della sua opera e ci pare che un qualcosa di così minimalista raggiunga lo scopo senza diventare una cosa invasiva.

 

 
 
Malinconia
Sui pensieri usati,
una riga  traccio 
su imbrattati fogli
col segno evocante
delle smarrite voci
nei meandri dei giorni
arrotolati
su stropiccie  cartine
da esalare in fumo
o in forme
di riflessioni nuove 
disperse in mille
arabeschi sullo specchio
e coriandoli
fogli strappati
regalati al vento

 

Mimetismo

A suon di chiacchiere la gente
s’illude di saper la verità
di quel ch’è vero quasi certamente
nessuno appurerà la qualità

A dire il vero non importa niente
ognuno cerca la sua felicità
e spesso si convince ingenuamente
che si sta ben così, come si sta

Aprire gli occhi è spesso un gran casino
c’è pure il rischio di poter vedere
lo strano mondo che incontri ogni mattino
dove ciascuno conosce il tuo dovere
mentre del suo ne fa un bel pacchettino

e cerca di non fartelo sapere.