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Giacomo Manzoni di Chiosca

 
Vechia casa
Rasuna incet pasii in curte;
glasul randunelelor este acelasi,
acelasi cuib printre vechile grinzi
ale porticului, si  taraitul
greierilor prin gardul viu al gradinii.
Eu inchid ochii, Leila: o fereastra
se deschide strigand in vechia casa,
si lumina orbitoare a verii
intra printre zidurile luminoase, albe.
Cate amintiri sunt inca! Penumbra
dupa- amiezelor de vara si umbra
carutelor zanganind pe caldardam.
Era razboi atunci:  asteptam
ca sirena sa strige pentru a ne chema
sa fugim sub pamant, in refugii.
Era razboi atunci, si noi copiii
nu intelegeam nelinistea mamelor
stranse in rugaciune in fata crucifixului. 
Era razboi, dar parea un joc
sa fugi pe neasteptate jos, in beci
lasand mancarea neterminata...
Ce mare era casa aceea, Leila!
Mergeam sa esploram mansardele,
fanarul nefolosit, magazia
cu vechile carute, condamnata
la  praf si mucegai...
Era razboi, dar eram fericiti
cu modestele lucruri pe care le aveam:
ciresele din pomul din gradina,
painea facuta in casa,  dulapurile mari
si lazile inghesuite in camere,
pline cu lucruri inutile, lasate
in asteptarea unui timp deja trecut,
care nu se mai intoartce.
Giacomo Manzoni di Chiosca
 
 
 
Casa antica
Suonano lenti i passi nel cortile;
la voce delle rondini è la stessa,
lo stesso il nido tra le vecchie travi
del portico, e il frinire
dei grilli tra le siepi del giardino.
Io chiudo gli occhi, Leila: una finestra
s’apre stridendo nella casa antica,
e la luce abbagliante dell’estate
entra tra i muri candidi, imbiancati.
Quanti ricordi ancora! La penombra
dei pomeriggi estivi, ed il riflesso
dei carri, sferraglianti sul selciato.
C’era la guerra, allora: si aspettava
che la sirena gridasse il suo richiamo
per fuggire sotterra, nei rifugi.
C’era la guerra allora, e noi bambini
non capivamo l’angoscia delle madri
strette in preghiera davanti al crocefisso..
C’era la guerra, ma pareva un gioco
fuggire all’improvviso giù in cantina
lasciando il piatto a mezzo...
Com’era grande quella casa, Leila!
Andavamo a esplorare le soffitte,
il fienile in disuso, la rimessa
con la vecchia carrozza, condannata
ai tarli ed alla muffa...
C’era la guerra, ma eravam felici
delle povere cose che avevamo:
le ciliege sull’albero in giardino,
il pane fatto in casa, i grandi armadi
e le casse ammucchiate nelle stanze,
piene di cose inutili, lasciate
nell’attesa di un tempo già passato,
che non ritorna più.
Giacomo Manzoni di Chiosca
4-19.6.2001
 

 

 
La vela
È Pasqua e piove. Dietro ai vetri chiusi
io guardo il mare, che appare tra gli ulivi,
color di piombo. C’è una vela sola
che si confonde quasi nella bruma.
Gocce di pioggia brillano sul vetro;
in casa c’è un tepore sonnolento
e c’è silenzio. Volano i pensieri
oltre quel mare cupo, oltre la vela
che la nebbia confonde con il cielo.
Pensieri antichi, sogni, pianti, gridi
che risuonano dentro, senza osare
uscire e farsi anelito e parole.
E tu, che vai lontano, sei la vela,
il sogno che va oltre l’orizzonte
per perdersi per sempre all’infinito...
Giacomo Manzoni di Chiosca
 
Girasoli
Gianfranco ha fatto un quadro un po’ diverso.
Ha fatto un quadro con i girasoli,
con tanto giallo, e i fiori in primo piano.
Io, che l’ho visto entrando nel salotto,
mi son fermato un poco ad osservarlo.
E piano piano il quadro si è allargato:
ha riempito la stanza.
Mi son trovato immerso in questo giallo,
esteso all’infinito,
e le colline, in fondo, tondeggianti,
in una pace immensa, come sempre
quando entri nei quadri di Zanella.
Giacomo Manzoni di Chiosca-- Trento

 

 
Laghetto alpino
Come una pozza alpestre che sorride
alla brezza leggera
increspandosi tutta, e che riflette
in mille luccichii le nubi bianche
e l’azzurro del cielo…
Come una pozza
tu disseti le greggi alla pastura.
È calma la tua acqua, e non è fonda;
offre conforto a chi si accosta e beve
profondi sorsi nella calda estate.
T’indori nei tramonti come gemma
preziosa dell’Oriente. Nella sera
sei più dolce e serena.
E nelle notti buie, senza stelle,
quando tace ogni cosa, e solo il vento
urla violento nelle gole alpine;
quando
nell’autunno incipiente il primo gelo
ti rende lastra bianca di cristallo,
tu sei segno d’attesa: un’altra luce
ti aspetta dopo il freddo dell’inverno.
Ma se la notte è bella, con la luna
che illumina serena le montagne
e si rispecchia lucente sul tuo seno,
accoglila, ti prego, non scacciare,
come fantasma ostile, chi t’ama!
21.5.2003
Giacomo Manzoni di Chiosca
Trento

Massimo Turini

Casale Monferrato (AL)- Piemonte- Italia

 
Fresca unei zile
Pavajul este ud
intrarea se face tot mai greu
plantele par ca se apleaca asupra mea
luminile slabe ale putinelor case
scot capul prin usile intredeschise
cativa caini latra
pentru a- si dobandi supa zilnica.
Dar iata- l,
e acolo,
in intuneric,
in fundul aleii
langa copacul tremurand
asezat pe obisnuita bancuta
ghemuit,
strans in mantaua sa neagra,
barba neingrijita,
pipa intre buze,
privirea mandra,
fixa spre orizont.
Vantul a incetat sa bata
ploaia sa cada deasa
bunicul m- a vazut
ma astepta,
un usor suras,
un gest 
si mana in mana intoarcerea acasa.
Parfumul tutunului
amestecat cu mirosul acru
 al catorva pahare cu vin
inghitit cu lacomie
pofta de a- mi povesti despre tineretea trecuta
bucurie amestecata cu melancolie.
Amaraciunea unei alte zile trecute.
Massimo Turini- Casale Monferrato (Al)- Piemonte.

Traducere: Marilena Rodica Chiretu
 
 
Affresco di un fine giornata
Il selciato è bagnato
la salita si fa sempre più greve
le piante sembrano chinarsi su di me
le luci soffuse delle poche case
fanno capolino dalle saracinesche socchiuse,
qualche cane abbaia
per guadagnarsi la zuppa quotidiana.
Ma eccolo,
è là,
nell'oscurità
in fondo al viale
vicino al larice tremante
seduto sulla solita panchina
accovacciato,
fatto su nel suo pastrano nero,
la barba incolta,
la pipa tra le labbra,
lo sguardo fiero,
fisso verso l'orizzonte.
Il vento ha smesso di soffiare
la pioggia di cadere fitta
il nonno mi ha visto
mi aspettava,
un mezzo sorriso
un gesto
e mano nella mano il ritorno a casa.
Il profumo del tabacco
misto all'odore acre
dei diversi bicchieri di barbera trangugiati
la voglia di raccontarmi della gioventù andata
l'allegria mista di malinconia.
Il rammarico di un altro giorno passato.
 

 

 
Excursie la refugiul din Coredo
Caut
punctul de intalnire
al unei vieti care sa aiba sens.
Senzatii amortite
ale unei existente mediocre.
Ma opresc
si visez,
cobor din rutina,
arunc pe hartie
cuvinte in dezordine.
Placuta companie
zambete
urlete de copii
miresme.
Fur timpului
momente incantatoare
emotii,
fur naturii
imagini.
As vrea sa traiesc asa
sau aici
oprind timpul.
Dar o ploaie
deasa
ma va aduce la realitate.
 
 
Gita alla malga di Coredo
Sto cercando
il punto di incontro
di una vita che abbia senso.
Sensazioni assopite
da un'esistenza mediocre.
Mi fermo
e sogno,
scendo dalla routine,
butto sulla carta
parole disordinate.
Buona compagnia
sorrisi
urla di bimbi
profumi.
Rubo al tempo
momenti deliziosi
emozioni,
rubo alla natura
immagini.
Vorrei vivere così
o qui
fermando il tempo.
Ma una pioggerellina
fitta
mi riporta alla realtà.

 

 


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