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Il Natale

 

Pagina musicale.

 

 

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A Gesu' Bambino
di Umberto Saba
La notte è scesa
e brilla la cometa
che ha segnato il cammino.
Sono davanti a Te, Santo Bambino!
Tu, Re dell’universo,
ci hai insegnato
che tutte le creature sono uguali,
che le distingue solo la bontà,
tesoro immenso,
dato al povero e al ricco.
Gesù, fa’ ch’io sia buono,
che in cuore non abbia che dolcezza.
Fa’ che il tuo dono
s’accresca in me ogni giorno
e intorno lo diffonda,
nel Tuo nome.
Santi giorni delle feste...
Santi giorni delle feste
ci accolgono al forno,
la mamma la casa veste,
aspetta il tuo ritorno.
Nella luce delle stelle
brillano lontani occhi ,
l’albero tra le candele
ricorda i tuoi giochi.
Mi inebria la fragranza
e l’incanto del Natale,
si scioglie la lontananza
nel sapore invernale.
Ci siamo adesso tutti
alla tavola del cuore,
bruciano attimi brutti
nelle fiamme dell’amore.
Marilena Rodica Chiretu
13 dicembre, 2007.

 

A Gesù Bambino


 
 La notte è scesa
e brilla la cometa
che ha segnato il cammino.
Sono davanti a Te, Santo Bambino!
Tu, Re dell’universo,
ci hai insegnato
che tutte le creature sono uguali,
che le distingue solo la bontà,
tesoro immenso,
dato al povero e al ricco.
Gesù, fa’ ch’io sia buono,
che in cuore non abbia che dolcezza.
Fa’ che il tuo dono
s’accresca in me ogni giorno
e intorno lo diffonda,
nel Tuo nome.
Umberto Saba
Notte di Natale
di Diego Valeri
"Mamma, chi è che nella notte canta questo canto divino?"
"Caro, è una mamma poveretta e santa che culla il suo bambino."
"Mamma, m'è parso di sentire un suono come di cennamella..."
"Sono i pastori, mio piccino buono, che van dietro alla stella."
"Mamma, c'è un batter d'ali, un sussurrare di voci, intorno intorno."
"Son gli angeli discesi ad ann
unciare il benedetto giorno."
"Mamma, il cielo si schiara e si colora come al levar del sole..."
"Splendono i cuor degli uomini: è l'aurora del giorno dell'amore!"

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E’ nato! Alleluia!

 
E’ nato il sovrano bambino,
è nato! Alleluia, alleluia!
La notte che già fu sì buia
risplende di un astro divino.
Orsù, cornamuse, più gaie
suonate! Squillate, campane!
Venite, pastori e massaie,
o genti vicine e lontane!
Non sete, non molli tappeti,
ma come nei libri hanno detto
da quattromill’anni i profeti,
un poco di paglia ha per letto.
Da quattromill’anni s’attese
a quest’ora su tutte le ore.
E’ nato, è nato il Signore!
E’ nato nel nostro paese.
Risplende d’un astro divino
la notte che già fu sì buia.
E’ nato il Sovrano Bambino,
è nato! Alleluia, alleluia!
Guido Gozzano
    
 
Nasce Gesù

 Campana piccina
che attandi lassù
intona il tuo canto
che nasce Gesù.
O stella, stellina
che brilli lassù,
ravviva il tuo lume
che passa Gesù
O cuore piccino
che attendi quaggiù
prepara i tuoi doni
che nasce Gesù.
Luisa Nason
A Babbo Natale
Un solo grande dono
ti chiedo per le feste
e se tu sarai buono
io non sarò una peste.

Vorrei che regalassi
a tutta la famiglia
un cesto di salute
per stare a meraviglia.

E se tra doni e pensieri
ti resta un pacchettino
lo accetto volentieri...
...lo sai, sono un bambino!
     

 

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Il Natale è la festività cristiana che celebra la nascita di Gesù. Cade il 25 dicembre (il 7 gennaio nelle Chiese orientali, per lo slittamento del calendario giuliano).

Il termine italiano Natale deriva dal latino Natalis che significa "natalizio, relativo alla nascita".

Nel calendario romano il termine Natalis veniva impiegato per molte festività, come il Natalis Romae (21 aprile) che commemorava la nascita dell'Urbe, e il Dies Natalis Solis Invicti la festa dedicata al nascita del Sole, anch'essa il 25 dicembre, introdotta da Aureliano nel 273 d.C., soppiantata progressivamente durante il III secolo [1] dalla ricorrenza cristiana. Da allora in poi il natale ha cominciato a commemorare il Natale Christi.

Il Natale è anche chiamato Natale di Gesù o Natività del Signore e preceduto dall'aggettivo santissimo (talvolta abbreviato in S.S.).

Secondo il calendario liturgico cristiano è una solennità di livello pari all' Epifania, Ascensione e Pentecoste ed inferiore alla Pasqua (la festività più importante in assoluto) e certamente la più popolarmente sentita, soprattutto a partire dagli ultimi due secoli.

Per approfondire, vedi la voce Nascita di Gesù.

La festa del Natale è la celebrazione della nascita di Gesù. Secondo i Vangeli, egli nacque da Maria a Betlemme, dove lei e suo marito Giuseppe si recarono per partecipare al censimento della popolazione organizzato dai romani.

Per i suoi discepoli la nascita o natività di Cristo è stata preceduta da diverse profezie secondo cui il messia sarebbe nato dalla casa di Davide per redimere il mondo dal peccato.

 

 

 

 

La luce di Gesù


C’era una volta, tanto, tantissimo tempo fa, in un paese chiamato Betlemme, un bambino, cieco dalla nascita.
Un giorno disse: - Mamma, vedo una piccola luce.
La madre fu molto felice nell’udire quelle parole così tanto sperate, ma cercò di far finta di nulla finchè non si fosse ripetuta la cosa.
Verso sera il piccolo disse: - Mamma, la vedo di nuovo, un po’ più grande di prima.
La madre, allora, lo portò appena fuori della soglia e gli chiese di indicarle dove fosse, anche perché nel cielo era apparsa una cometa.
Il figlio non indicò il cielo; indicò, invece, di fronte a sé nel punto in cui, proprio in quel momento, un uomo ed una donna stavano passando: l’Uomo teneva per le redini un asinello e sulla groppa dell’asinello stava la Donna, in attesa d’un bimbo.
La madre pensò quindi che il figlio non stesse bene. Gli diede per cena una minestra calda e lo mise a letto presto.
Nel cuore della notte il figlio la svegliò, dicendole: - Mamma, ora la luce è molto forte.
Lei, paziente, gli chiese di mostrarle ancora dove la vedesse.
Il piccolo, per tutta risposta, si fece accompagnare fuori in direzione di una grotta là vicina. e, quando vi furono entrati, si fermò davanti al Bambino appena nato dalla Donna che poche ore prima cavalcava l’asinello.
- Questo è un bambino, tesoro. – disse, stupita, la madre.
- Mamma, io vedo davvero una luce ed anche molto bella.
La madre, rendendosi finalmente conto di quello che il figlio le stava dicendo, chiese alla Giovane il nome del Bambino.
- Gesù - le fu risposto.
E da quella notte suo figlio cominciò a vedere.

Sonia Faggian 6.11.2006

LA STORIA DELL'ALBERO DI NATALE

 

In un remoto villaggio di campagna, la Vigilia di Natale, un ragazzino si recò nel bosco alla ricerca di un ceppo di quercia da bruciare nel camino, come voleva la tradizione, nella notte Santa. Si attardò più del previsto e, sopraggiunta l'oscurità, non seppe ritrovare la strada per tornare a casa. Per giunta incominciò a cadere una fitta nevicata.
Il ragazzo si sentì assalire dall'angoscia e pensò a come, nei mesi precedenti, aveva atteso quel Natale, che forse non avrebbe potuto festeggiare.
Nel bosco, ormai spoglio di foglie, vide un albero ancora verdeggiante e si riparò dalla neve sotto di esso: era un abete. Sopraggiunta una grande stanchezza, il piccolo si addormentò raggomitolandosi ai piedi del tronco e l'albero, intenerito, abbassò i suoi rami fino a far loro toccare il suolo in modo da formare come una capanna che proteggesse dalla neve e dal freddo il bambino.
La mattina si svegliò, sentì in lontananza le voci degli abitanti del villaggio che si erano messi alla sua ricerca e, uscito dal suo ricovero, poté con grande gioia riabbracciare i suoi compaesani. Solo allora tutti si accorsero del meraviglioso spettacolo che si presentava davanti ai loro occhi: la neve caduta nella notte, posandosi sui rami frondosi, che la piana aveva piegato fino a terra. Aveva formato dei festoni, delle decorazioni e dei cristalli che, alla luce del sole che stava sorgendo, sembravano luci sfavillanti, di uno splendore incomparabile.
In ricordo di quel fatto, l'abete venne adottato a simbolo del Natale e da allora in tutte le case viene addobbato ed illuminato, quasi per riprodurre lo spettacolo che gli abitanti del piccolo villaggio videro in quel lontano giorno.
Da quello stesso giorno gli abeti nelle foreste hanno mantenuto, inoltre, la caratteristica di avere i rami pendenti verso terra

 


La lacrima

In una fredda sera della vigilia di Natale due orfanelli, fratello e sorella, vagavano per i bassifondi della Grande Città alla ricerca d’un po’ di legna da ardere.
Sapevano che durante la giornata erano stati venduti alberi natalizi.
Tra rami gettati qua e là ed aghi d’abete, trovarono un alberello tutto intero, anche se piuttosto malconcio.
Ma ai due bimbi, che, nonostante fossero senza famiglia, sentivano più che mai la gioiosa atmosfera della vicina Festa, parve l’albero più bello del mondo.
Lo presero dunque con le loro piccole, amorevoli mani per portarlo nello spoglio magazzino che chiamavano casa, dimenticando la vera ragione per la quale erano usciti.
Non avevano nulla con cui addobbarlo, se non l’innocenza:
- Io appendo ai rami questi palloncini colorati – disse il fratellino, mimando i gesti;
- Io, le ghirlande: guarda com’è venuto bene – disse la sorellina seguendo il suo esempio - mancherebbero solo la stella e le luci.
Un angelo, che da Lassù li stava guardando, si commosse a tal punto che una sua lacrima prese a scendere dal cielo.
Nella discesa essa si trasformò in una splendida stella che delicatamente si posò sulla cima dell’alberello e l’illuminò della sua luce argentea.
Ed illuminò anche i cuori degli abitanti, che così si presero cura dei due bambini.
Fu veramente un Buon Natale.

Sonia Faggian- 2.11.2006
ALFABETI DI NATALE
 
A di alberello ben illuminato
B di balocco tutto infiocchettato
C di cartoline con tanti auguri
D di dolcetti un po’ molli un po’ duri
E di “Ecco, ci risiamo!”
F di festa: tomboliamo!
G di guanti nuovi, rossi
H ssss… tutti son fermi, non si son mossi!
I di invitati alla grande cena
L di luci accese appena
M di monti, alti, innevati
N di neve sopra i prati
O di oro sopra i doni
P di pacchi con fiocconi
Q di quanti bimbi buoni!
R di renna che è partita
S di stella un po’ smarrita
T di tanti, tanti auguri
U di uvetta e gusci duri
V di vini chiari e scuri
Z di zitti! Anche i cachi son maturi!
A come albero di Natale
B come babbo, quello invernale
C come carte d’oro, d’argento
D come dono, un vero portento
E come “Evviva, la festa è arrivata!”
F come freddo: la stagione è ghiacciata
G come guanti di tutti i colori
H silenzio! Nessuno c’è fuori!
I come inverno bianco e pesante
L come libro assai interessante
M come mucchio di neve leggera
N come nodo sul pacco di Piera
O come orologio a mezzanotte
P come pino acceso di notte
Q come quanti bellissimi regali
R come renna che mette le ali
S come sacco pieno di giochi
T come tizzoni in mezzo ai fuochi
U come  undici… senza dicembre
V come vento di fine novembre
Z di zampogna che suona a dicembre!
A come ancora una volta è Natale
B come bene, via tutto il male!
C come carta per impacchettare
D come doni da regalare
E come “Entra, Babbo Natale!”
F come freddo, ma in inverno è normale!
G come giochi sotto al mio pino
H sta zitta: fa un pisolino
I come inverno davanti al camino
L come luci al finestrino
M come mani scaldate dai guanti
N come neve... i fiocchi son tanti!
O come oro sopra ogni cosa
P di presepe con le statue in posa
Q come quante le stelle  appoggiate
R di ricordi di feste passate
S come slitte da renne trainate
T come tempo di essere buoni
U come “Urrà, quanti bei doni!”
V come  vischio  sopra i portoni
Z come zampogne dai dolci suoni.
 
A come  albero vero o anche finto
B come bue dentro al recinto
C come cometa che mostra la via
D come doni da portar via
E come “Ecco, Natale è arrivato!”
F come fuoco che scalda il Neonato
G come grotta col bue e l’asinello
H, silenzio! Dorme il Bambinello
I come incensi assai profumati
L come lumini ben sistemati
M come Mamma del Redentore
N come nuovo è quell’amore
O come ochette lungo il laghetto
P come pastori con barba e berretto
Q come quanti i fiocchi di neve
R come rima che fa “lieve lieve”
S come statue di gesso, di vetro
T come tavole più lunghe di un metro
U come unico è sempre il Natale
V come vischio sul davanzale
Z come zucchero su un pandoro eccezionale!
 
Marzia Cabano – Chiusa Pesio (CN)

Il Natale nei paesi Europei

 
IN FRANCIA
In Francia i bambini dispongono le loro scarpe ordinatamente, poiché Gesù Bambino passerà la notte del 24 a riporre i suoi doni dentro di esse. Addobberà anche l'albero con frutta e dolci. E' tradizione accendere un ceppo di legna per scaldare il Bambino che gira nella notte fredda. Da questa usanza, deriva anche uno dei dolci natalizi più diffusi, ovvero la bùche de Noêl. Il presepio in Francia è molto curato; sono particolarmente famosi i presepi della Provenza, composti da statuine d'argilla vestite con costumi realizzati a mano, molto precisi nei dettagli e realistici, chiamati Santons.
IN POLONIA
In Polonia, la vigilia di Natale è chiamata Festa della Stella, e la tradizione vuole che, sino a quando non compare in cielo la prima stella, non si debba iniziare la cena.Si lascia sempre un po' di spazio in tavola, in caso arrivi un ospite inatteso. In molte case ancora oggi si mettono dei covoni di grano nei quattro angoli di una stanza, in memoria della stalla dove nacque Gesù Bambino.
IN SPAGNA
In Spagna il giorno più festeggiato nel periodo natalizio è il 28 dicembre, giorno in cui arrivano i los Reyes, i Re Magi. A cavallo o su carri sfilano per le città e distribuiscono dolci e caramelle. La figura di Babbo Natale è meno sentita.Nei presepi spagnoli alle classiche statuine si affiancano quelle di Tio, un tronchetto d'albero che, se scosso, sprigiona dolcetti e quella di Caganer, un porta fortuna natalizio.
IN GERMANIA
In Germania i festeggiamenti di Natale iniziano presto, ovvero l'11 novembre, giorno di San Martino. E' tradizione costruire per quel giorno delle lanterne, che i bambini porteranno in processione, oppure verranno messe nei cimiteri, e che servono ad illuminare la strada al santo. Durante il periodo dell'Avvento i bambini hanno nelle loro camerette dei calendari con 24 finestrelle. Ogni giorno aprono una finestrella e promettono di compiere una buona azione nella giornata.Il 6 dicembre poi arriva San Nicola a portare dolci, cioccolato e dolci speziati come i Lebkuchen o i Christollen.La notte del 24 infine arriva Gesù Bambino (o Babbo Natale) a portare i tanto attesi doni. Le case sono addobbate a festa con ghirlande e candele, è usanza fare pasti ricchi e bere vino speziato.A Rothenburg ob der Tauber, un piccolo paesino tedesco c'è un museo dedicato al Natale, molto caratteristico e curato, che sta aperto tutto l'anno.
IN INGHILTERRA
In Inghilterra l'albero di Natale la fa da padrone tra le varie decorazioni, anche a Londra è tradizione addobbare un altissimo albero allestito all'aperto con luci, nastri e ghirlande. La notte del 24 Babbo Natale porta i doni ai bambini, lasciandoli in un grosso sacco sotto l'albero. I bimbi, per ringraziarlo, lasciano sul tavolo della cucina un bicchiere di latte e un pezzo di dolce per lui e una carota per la sua renna e la mattina del 25 aprono i doni. Proprio quel giorno l'atmosfera è festosa ed è usanza riunirsi con le persone care e cucinare un buon pranzo con dolci tipici quale per esempio il Christmas Pudding.Sono usati per i festeggiamenti anche fuochi d'artificio o mortaretti.
IN FINLANDIA
In Finlandia, oltre al classico albero di Natale, viene preparato all'esterno delle case un secondo alberello per gli uccellini. Si tratta, infatti, di un covone di grano legato ad un palo e addobbato con semi appetitosi. Anche in altri paesi c'è questo simpatico pensiero verso i piccoli volatili che riempiono con il loro cinguettìo le ore della giornata; ad esempio in Germania, soprattutto nel sud, la gente sparge dei grano sul tetto delle case affinché anche gli uccellini possano far festa il giorno di Natale.
IN GRECIA
In Grecia la vigilia di Natale viene vissuta tra canti e musiche di tamburelli e triangoli. Ci si scambiano doni, così come al 25 e al 1 gennaio, i quali vengono anche portati come omaggio alle persone più povere. Tutti insieme si mangiano fichi secchi, dolci, noci e il Chrisopsomo, un tipico pane speziato greco. I sacerdoti sono soliti passare di casa in casa per la benedizione delle dimore.

Fa click aici pentru a asculta melodia! Backgrounds | http://www.graphicsgrotto.comClicca qui per ascoltare la melodia!

 


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