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Celelalte doua pisicute negre se cearta, intr- un cosulet, pentru niste ghemuri.Gli altri due gattini neri litigano, in un cestino, per dei gomitoli.

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Elefantelul si pestisorii sunt indragostiti./L' elefantino e i pesciolini sono innamorati.

Scioglilingua.

Pesciolino scioccherello
volle uscire dal ruscello.
Dentro al mare scivolò.

Pesce grosso lo mangiò. 

 

Verbe/ Verbi

a iubi= volere bene, amare.

eu te iubesc= io ti voglio bene

tu ma iubesti= tu mi vuoi bene, mi ami.

el/ea te iubeste= lui/ lei ti vuole bene, ti ama.

noi ne iubim= noi ci vogliamo bene, ci amiamo.

voi va iubiti= voi vi volete bene, vi amate.

ei/ele se iubesc= loro si vogliono bene, si amano.

 

Pisica si bobocii de rata sunt prieteni. La gatta e i paperini sono amici e si vogliono bene.

 

 

Azi pisica mea e trista,
Ca nu are o batista
Sa-si sterga cu ea mustata
Ca i-a murdarit-o rata.
Pisicut-o stai nitel!
Iti dau eu un prosopel.
Dar pana ma-ntorc cu el,
Ai grija de soricel?

Cele doua pisicute se saruta./I due mici si baciano. Cainele si pisicuta sunt prieteni./Il cane e il gattino sono amici.

Ursuletii se imbratiseaza .Gli orrsetti si abbracciano.

 

Il pulcino


Lunedì chiusin chiusino
martedì bucò l'ovino
saltò fuori mercoledì
pio pio fece giovedì
venerdì fece un volettino
beccò sabato un granino
e la domenica mattina
aveva già la sua crestina

Puisorul cafeniu

de Otilia Cazimir.

A iesit din ou la soare,
Cel din urma puisor.
Se usuca pe- aripioare
Si- o porneste binisor.

Sta gaina la-ndoiala,
Ca din sapte puisori
Sase- s galbeni , galbiori.
Numai cel de la sfarsit
A iesit mai ponosit!
Si se -ntreaba speriata:
_”Nu cumva -i de ciocolata?”…

 

 

 

 

Iepurasul
Iepurasul are blanita,
Urechi lungi si o codita.
Fuge, fuge-n sus si-n jos,
Pentru ca este fricos.

 


Luni munceste
Marti citeste
Miercuri scrie
Joi invata
Vineri sta acasa
Sambata petrece,
iar Duminica chiuleste.

 

 

 

 

 

 

 

 

La settimana

Lunedì balla.
Martedì suona.
Mercoledì sta seduto in poltrona.
Giovedì batte il tempo
con la bacchetta.
Venerdì fischia
un'allegra marcetta.
Sabato si mette in posa
in mezzo alla stanza,
piega la testa
e canta:
<<Domenica è festa!>>.

 

 

 

 

Iepurasul fricos s- a ascuns intr- un ghiveci de flori.Il coniglietto pauroso si è nascosto in un vaso di fiori.

 

Fetita spala pisicuta.Catelusul si pisicuta se iubesc.La bambina lava il gattino.Il cagnolino e il micio si vogliono bene.

Cei doi pisoi se odihnesc in iarba iar un fluturas zboara in jurul lor.I due mici si riposano in erba e una farfallina vola intorno a loro.

 

AGGETTIVI- ADJECTIVE

 

Folosirea adjectivelor bello, bella= frumos, frumoasa si quello, quella=acela, aceea.

L'uso degli aggettivi bello, bella, quello, quella. acela aceea.

 

 

Un po’
    

Un po’ di giallo
per fare il sole,
un po’ di rosso
per fare il fuoco,
un po’ di verde
per fare le foglie,
un po’ d’ arancione
per fare le arance,
un po’ di bianco
per fare la neve,
un po’ di grigio
per farev il fumo,
un po’ di marrone
per fare il legno,
un po’ di azzurro
per fare il cielo,
un po’ di blu
per fare il mare,
un po’ di rosa
per fare i fiori
e il mondo
è tutto colore.

Guglielmo Manitta

 

 

Un pic

Un pic de galben
pentru a face soarele,
un pic de roşu
pentru a face focul,
un pic de verde
pentru a face frunzele,
un pic de portocaliu
pentru a face portocalele,
un pic de alb
pentru a face zăpada,
un pic de gri
pentru a face fumul,
un pic de maron
pentru a face lemnul,
un pic de albastru
pentru a face marea,
un pic de roz
pentru a face florile
şi lumea este

numai culoare.

Guglielmo Manitta

L’ estate

La calda
estate
è piena di fuoco,
la cenere
nel bosco secco,
striscia il serpente
nell’ erba verde e alta.

Il paese è pieno
di gente,
i pesci nuotano
nell’ acqua
della fontana.

Guglielmo Manitta

 

 

 

frumos tren=bel treno-
acel tren= quel treno-
frumos spectacol= bello spettacolo-
acel spectacol= quello spettacolo-
frumos barbat= bell' uomo-
acel barbat= quell' uomo-
frumoasa plaja= bella spiaggia-
acea plaja= quella spiaggia-
 frumoasa apa= bell' acqua-
acea apa = quell' acqua-

 

-bei treni= frumoase trenuri.
-quei treni= acele trenuri.
-begli spettacoli=frumoase spectacole.
-quegli spettacoli=acele spectacole
-begli uomini=frumosi barbati.
-quegli uomini=acei barbati.
-belle spiagge= frumoase plaje.
quelle spiagge=acele plaje.
-belle acque=frumoase ape.
-quelle acque=acele ape. 

 

Jucariile dorm si viseaza.I giocattoli dormono e sognano.

Verbe si culori/ Verbi e colori.

 

a se juca- giocare

eu ma joc –io gioco
tu te joci- tu giochi
el/ea se joaca- lui/lei gioca
noi ne jucam- noi giochiamo
voi va jucati- voi giocate
ei/ele se joaca- loro giocano

 

 

a se odihni – risposarsi

eu ma  odihnesc- io mi riposo
tu te odihnest-i tu ti riposi
el/ ea se odihneste- lui/ lei si riposa
noi ne odihnim- noi ci riposiamo
voi va odihniti- voi vi riposate
ei/ele se odihnesc- loro si riposano

 

I colori

Noi siamo il rosso e il giallo
facciamo insieme un ballo 
e per combinazione 
vien fuori l'arancione.
Noi siamo il giallo e il blu
e non balliamo più
abbiam tanto ballato 
che il verde abbiam formato.
Noi siamo il blu e il rosso,
giriamo a più non posso
uniti con l'affetto
formiamo il violetto.
Noi siam il blu, il rosso e il giallo
e dalla nostra unione 
vien fuori il marrone.

 

Cele doua maimute sunt prietene./Le due scimmie sono amiche.Ele traiesc in Africa. Loro vivono in Africa.

 

 

Pisicuta si cainele sunt prieteni.Pisica doarme si sforaie.Il gattino e il cane sono amici.La gatta dorme e russa.

 

Greierele si furnica

de George Toparceanu

O furnica duce-n spate
Un graunte jumatate
-Incotro fugi surioara?
-Ia, ma duc si eu la moara
Si-s grabita, si-s grabita
Ca mi-i casa ne-ngrijita
Si mi-s rufele la soare
Si copii-mi cer mancare!
Nu, la noi in musuroi
Nu e timp pentru zabava
Ca de n-ar fi cu isprava
Ar fi vai s-amar de noi!

 

La cicala e la formica

La cicala, che l'estate
sol cantando avea passato,
si trovò in cattivo stato
quando giunser le gelate:
proprio senza un granellino,
senza un bruco o un moscerino.
Disse allora alla formica
sua vicina: "Forse tu puoi
trovar modo di prestarmi
qualche grano per sfamarmi!
Ritornato il tempo bello,
renderò, d'ogni granello,
interessi e capitale,
sull'onore di noi cicale".
La formica, che i prestiti .
poco stima, disse allora:
"Cicaletta, alla buon'ora,
quest'estate che facesti?
"IO? Cantai lungo la via,
dai passanti applauditissima.."
"Tu cantasti?! Felicissima,
ora balla, amica mia!".

 

La cicala e la formica

L'estate passava felice per la cicala che si godeva il sole sulle foglie degli alberi e cantava, cantava, cantava.
Venne il freddo e la cicala imprevidente si trovò senza un rifugio e senza cibo.
Si ricordò che la formica per tutta l'estate aveva accumulato provviste nella sua calda casina sotto terra. Andò a bussare alla porta della formica.
La formica si fece sulla porta reggendo una vecchia lampada ad olio. - Cosa vuoi? - chiese con aria infastidita.
- Ho freddo, ho fame!- balbettò la cicala. Dietro di lei si vedeva la campagna innevata. Anche il cappello della cicala ed il violino erano pieni di neve.
- Ma davvero? - brontolò la formica - lo ho lavorato tutta l'estate per accumulare il cibo per l'inverno. Tu che cosa hai fatto in quelle giornate di sole?
- Io ho cantato!
- Hai cantato? - Bene! Adesso balla!
La formica richiuse la porta e tornò al calduccio della sua casetta, mentre la cicala, con il cappello ed il violino coperti di neve, si allontanava, ad ali basse, nella campagna.


Jean de La Fontaine

Rata vrea sa prinda pestisorul.L'anatra vuole prendere il pesciolino. Pisoiul priveste cu gingasie pisicuta. Il gattino guarda con tenerezza la gattina.

Cati ani ai? /Quanti anni hai?

Eu am cinci ani, dar tu?/Io ho cinque anni, ma tu?

Eu am patru ani. / Io ho quattro anni.

 

I gatti di casa mia

Io possiedo sei bellissimi gatti birichini. Sono quasi tutti anzianotti,  tranne uno che si chiama Macchietta perché ha una macchietta nera sul naso bianco.
I miei gatti sono molto golosi, infatti appena sentono il rumore delle ciotole di metallo che si scontrano, mentre le lavo, corrono tutti (o quasi tutti) ai 100 all’ ora in cucina, sperando che le suddette ciotole si riempiano come per incanto.
Due gatti sono fratello e sorella; entrambi sono ciocciottelli. La sorella si chiama Elena e, nonostante l’abbiamo in casa da molti anni, lei è ancora molto timida con noi, infatti scappa sempre appena noi ci avviciniamo. Suo fratello, invece,  è molto socievole, si  chiama Roby.
Si fa sempre accarezzare e a volte scuote la testa facendo cadere 1000 goccioloni di bava puzzolente che io e mia sorella paragoniamo all’ alito di una nostra compagna di scuola. Puah!
Poi c’è Margherita, una stupenda gattina di tipo egiziano dal pelo lucido e morbido. Nonostante ciò è un po’ rintronata, infatti alcune volte quando cerchi di accarezzarla, lei tira su la sua zampetta cercando di graffiarti.
C’è un gatto in particolare che dorme sempre nel lettone dei miei genitori: si chiama Nero. Lui è tutto nero dalla punta delle orecchie fino alla punta della coda; fa una vita “facilissima”, cioè dorme sempre ed esce dalla camera soltanto per mangiare o per fare i suoi bisognini. E’ molto grasso e quasi gli sta sparendo il collo!! Si fa coccolare facilmente e perde un sacco di pelo come Roby.
Il mio gatto più vecchio si chiama Ettore. E’ uno stupendo gatto soriano bello e magro, tranquillo e coccolone. Purtroppo alcune volte non riesce a fare la pipi nella cassetta e allora la fa in giro, ma comunque è un gattino dolce e affettuoso.
Mentre il più scalmanato e giovane gatto è Macchietta. Si diverte a inseguire Ettore come un pazzo. La sua cuccia preferita è un vaso per fiori, ma senza fiori e con dentro della terra secca, ci dorme per ore e ore. Quando vede dei passerotti inizia a fare dei miagolini stupidi e ripetuti.Io e mia sorella dobbiamo controllarlo quando è solo sul balcone perché altrimenti salta sulla ringhiera rischiando di cadere giù, quindi bisogna farlo scendere stando attenti a non farlo cadere. Beh! Una volta è caduto nel cortile sottostante ma non si è fatto neanche un graffio. Per fortuna!
Io amo molto questi miei 6 gatti!!

Frappy ( Francesca Fontana)- Torino.

Quel giorno slegai il  mastino

Era un mercoledì, precisamente era il 3 luglio. Come al solito alle ore 9,30 doveva arrivare il postino. Io, che non sopportavo neanche un po’ quel postino, quel giorno decisi di fargli uno scherzo. Il postino si chiamava  Albert Latti. Era tremendamente stupido e alto, aveva gli occhi azzurri e i capelli biondi.
Albert passava sempre il lunedì e il mercoledì a dare la posta. Un lunedì mi disse che il mio cane era largo e basso come  me. Bèh, io mi arrabbiai un po’, e gli tirai una lattina vuota sulla sua zuccotta!  (testa). E da quel giorno fummo in guerra aperta alle parole e agli insulti. Poi un mercoledì cercò d’aizzare il mio cane contro di me! Dico, il mio mastino napoletano fedelissimo! Ma non ci riuscì perché, invece di attaccare me, attaccò Albert.
Io possiedo un mastino napoletano bellissimo, il suo manto è marrone. Si chiama Napoli, sì, proprio Napoli, è il nome della sua terra d’origine, è molto fedele, giocherellone, pacioccoso,  però …. quando riconosce un pericolo, attacca. Per fortuna, in passato ha attaccato il postino solo una volta.
Finalmente è arrivato il giorno di mercoledì. Ormai il piano stava entrando in azione.
Prima di tutto avevo fatto fare la cacca al mio Napoli nel giardino di casa e poi sopra alla cacca misi un po’ di colla forte. Tutto questo l’ho fatto in meno di 24 minuti !! (genio e abilità).
Stavo dimenticando: ho sistemato una piccola telecamera per terra che è collegata, con un piccolo cavetto, alla tv. Così potrò godermi lo spettacolo in casa,  senza essere vista. Finalmente sono arrivate le 9,30. Lo scherzo comincia. Albert entra aprendo il cancelletto e …. alla prima piastrella del vialetto di casa, pesta la cacca fumante con sopra la colla. Ci mette il piede sopra e grida: ”Cavolo!”, e io (seduta davanti allo schermo, vedendo tramite telecamera) rispondo: “No, cacca!”. Nonostante ciò il postino avanza con la piastrella attaccata al piede. Mi affaccio alla finestra lui riesce a darmi la busta e poi si gira ma …. Si sente un urlo, sì, è Albert con attaccato dietro il mio amato Napoli. Ovviamente l’avevo slegato…
Così il postino rimane in mutande! Che spettacolo! Il mio Napoli ora gioca con un lembo delle sue mutande con le paperelle. Poi dico a Napoli di smettere e lui obbedisce.
Io me la rido tutta soddisfatta. Il postino se ne va via con le mutande lacerate, senza pantaloni e solo con le scarpe, urlando rabbioso:”Te la farò pagare, cagnaccio”. Ma da quel giorno non lo vidi più. Si fece trasferire. Al posto suo è arrivato un altro postino simpatico e intelligente che adora il mio Napoli. Questo  rimarrà, parola mia.

Scritto da Giuppy (Giulia Fontana) - Torino.

 

 

Pisicile din casa mea

 

Eu  am sase pisici frumoase si neastamparate. Aproape toate sunt destul de invarsta, in afara de una care se numeste Macchietta,  Pestrita, pentru ca are o pata mica si neagra pe nasul sau alb.
Pisicile mele sunt foarte pofticioase, intr-adevar, imediat ce aud zgomotul strachinilor din metal, care se ciocnesc una de cealalta, in timp ce le spal, alearga toate(sau aproape toate) cu 100 km. pe ora in bucatarie,  sperand ca sus-numitele strachini sa se umple ca prin minune.
Doua dimtre pisici sunt frate si sora; amandoua  grasute. Surioara se numeste Elena si, desi o avem de multi ani, este inca foarte rezervata fata de noi si fuge mereu cand noi ne apropiem de ea. Fratele ei insa,  ei este foarte sociabil, se numeste Roby. Vrea sa fie mereu dezmierdat si, cateodata, isi scutura capul capul, aruncand 1000 de stropi de saliva urat mirositoare pe care eu si sora mea le asociem cu suflarea unei colege de scoala. Puah!
Apoi urmeaza Margherita, o pisicuta minunata, rasa egiptean, cu parul lucios si moale.
Totusi, ea este putin agresiva,  uneori, mai  ales cand incerci sa o mangai,  ridica labuta, incercand sa te zgarie.
Exista un anumit pisoi care doarme intotdeauna in patul cel mare al parintilor mei:
se numeste Nero. El este negru in intregime, de la varful urechilor pana in varful cozii; duce o viata “usoara”, adica doarme mereu si iese din camera doar ca sa manance sau sa isi faca necesitatile. Este foarte gras si aproape ca nu i se mai zareste gatul!! Se lasa rasfatat cu usurinta si ii cade o gramada de par, la fel ca Roby. Pisoiul meu cel mai batran se numeste Hector. Este un minunat pisoi de Siria, frumos si slab, linistit si un mare rasfatat. Din pacate, cateodata nu reuseste sa-si faca treaba mica in cutie si atunci o face in jur, insa oricum, este un pisoias dragalas si afectuos.
Cu siguranta, cel mai iute si mai tanara pisica este Macchietta. Se distreaza prin a-l fugari pe Hector ca o nebuna. Culcusul sau preferat este un ghiveci pentru flori, dar fara flori inauntru, si care contine pamant uscat, doarme acolo ore intregi. Cand vede pui de vrabie incepe sa mieune intr-un mod stupid si repetat.
Eu si sora mea trebuie sa-l controlam atunci cand e singur pe balcon ca sa nu sara  pe balustrada, riscand sa cada, deci, trebuie sa-l facem sa coboare, avand grija sa nu cada. Of! Odata, a cazut in curtea de jos, dar n-a avut nici macar o zgarietura. Din fericire!
Eu  iubesc mult  aceste sase pisici ale mele!

Frappy  (Francesca Fontana)- Torino.

Traducere: Isabela Chiretu- Pitesti

 

In ziua aceea am dezlegat dulaul

 

B I J O U 

Ti ho trovato nei pressi di casa mia,
lurida dimagrita e zoppicante,
accogliendoti cercai di fare un'opera pia
ma invece divenisti la compagna più importante!

Sembravi una volpina dal color grigio- nero
ma poi, lavandoti, scoprii il tuo colore vero:
eri, o meglio sei un Bijou dal candido mantello
e, a Taormina, dicon tutti che sei il cane più bello!

Mi segui dappertutto con amore dovunque io vada
perché mi sei grato o pensi che ti lasci per la strada
come, probabilmente, ha fatto quel gran disgraziato
che, andandosene in ferie, in estate, t'ha abbandonato!...

No, stanne pur certo, mio caro buon Bijou,
Iddio ti ha mandato ed io non ti lascio più!
Probabilmente un giorno anch'io ti abbandonerò
ma soltanto quello in cui Lassù io me ne andrò!

Gilbert Paraschiva

 

Era o zi de miercuri, mai exact, era 3 iulie. Ca de obicei, la orele 9,30, trebuia sa soseasca postasul. Eu, care nu-l suportam nici un pic pe acel postas, in acea zi am decis sa-i fac o gluma. Postasul se numea Albert Latti. Era inspaimantator de prost si de inalt, avea ochii abastrii si parul blond. Albert trecea mereu lunea si martea pentru a aduce corespondenta.
Intr-o luni, mi- a spuse ca si cainele meu era mare si scund ca  mine. Eu m-am enervat un pic si i- am aruncat o cutie goala in cap! Si din acea zi am continuat intr-un razboi deschis in cuvinte si insulte. Apoi, intr-o miercuri, a incercat sa intarate cainele impotriva mea. Adica, pe dulaul meu napoletan foarte fidel! Insa nu a reusit, pentru ca, in loc sa ma atace pe mine il ataca pe Albert.
Eu am un dulau napoletan foarte frumos, blana lui este maro. Se numeste Napoli, da, chiar Napoli, este numele locului sau de origine, si este foarte fidel, jucaus, grasut, insa...cand simte vreun pericol, ataca. Din fericire, in trecut l-a atacat pe postas o singura data.
In sfarsit, a venit ziua de miercuri. Planul era deja pus in aplicare. Inainte de toate m-am asigurat ca Napoli a facut treaba mare in gradina casei si apoi, deasupra, am pus putin clei tare. Toate astea le-am facut in mai putin de 24 de minute!! (geniu si abilitate). Uitam:am aplicat o mica camera tv. care era legata printr-un mic cablu la televizor. Asa  puteam sa ma bucur de spectacol in casa, fara sa fiu vazuta. In sfarsit, s-a facut 9,30. Gluma incepe. Albert intra, dechizand portita si...la prima  dala din pavajul aleei casei, calca in  treaba mare cu clei deasupra. Pune piciorul deasupra si striga: “Pe dracu!”, iar eu ( asezata in fata ecranului, vazand prin intermediul camerei tv.), raspund “ Nu, rahat!”. Cu toate acestea, postasul paseste inainte cu dala din pavaj lipita de picior. Ies la fereastra , el reuseste sa-mi dea plicul si apoi se intoarce, dar...Se aude un urlet, da, este Albert agatat la spate de iubitul meu Napoli. Bineinteles ca il dezlegasem...
Asa, postasul a ramas in chiloti! Ce spectacol! Napoli al meu se juca acum cu o fasie din chilotii lui, imprimati cu boboci de gasca. Apoi, ii zic lui Napoli sa inceteze si el ma asculta. Eu rad cu satisfactie. Postasul pleaca cu chilotii sfasiati, fara pantaloni si fara pantofi, urland nervos: “O sa mi-o platesti, caine!”. Insa din acea zi nu l-am mai vazut. S-a transferat. In locul sau a venit un alt postas simpatic si inteligent care il adora pe Napoli al meu. Acesta va ramane, pe cuvunt de onoare.

Giuppy (Giulia Fontana) - Torino.

Traducere: Isabela Chiretu - Pitesti.

 

 

Zdreanta

L-ati vazut cumva pe Zdreanta,
Cel cu ochii de faianta?
E un caine zdrenturos
De flocos, dar e frumos.
Parca-i strans din petice,
Ca sa-l tot impiedice,
Ferfenitele-i atarna
Si pe ochi, pe nara carna,
Si se-ncurca si descurca,
Parca-i scos din calti pe furca.
Are insa o ureche
De pungas fara pareche.
Da tarcoale la cotet,
Ciufulit si-asa laiet,
Asteptand un ceas si doua
O gaina sa se oua,
Care canta cotcodace,
Proaspat oul cand si-l face.
De cand e-n gospodarie
Multe a-nvatat si stie,
Si, pe branci, taras, grabis,
Se strecoara pe furis.
Pune laba, ia cu botul
Si-nghite oul cu totul.

- "Unde-i oul? a-ntrebat
Gospodina. - "L-a mancat!"
"Stai nitel, ca te dezvat
Fara matura si bat.
Te invata mama minte."
Si i-a dat un ou fierbinte.
Dar decum l-a imbucat,
Zdreanta l-a si lepadat
Si-a-njurat cu un latrat.

Cand se uita la gaina,
Cu culcusul lui, vecina,
Zice Zdreanta-n gandul lui
"S-a facut a dracului!"

Tudor Arghezi

 

 

 

 

 

 

 

 

 


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