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Luna
Rischiaravi  la  notte ,
Chiara  Signora
d’ un  tempo  andato :
che  superato  è  ormai ,
il  tuo  baglior  celeste .
Fari  e  lampioni
la  fanno  da  padroni
e  smorzano  il  chiarore
che ,  alternativamente ,
diffondi  nei  due  mondi .
Non  ti  guardan  gli  amanti
e, appoggiata  al  nulla ,
muta  rimani  e  pensi…
Forse  pensi, chissà ,
al  glorioso  passato,
quando  ai  poeti
inquieti  e  innamorati
ispiravi  poesie
di  bellezza  sublime .
E  tuttavia ,
malgrado  il  tuo  mistero
sia  stato  profanato ,
ti  guardo  con  stupore
seguirmi  passo,  passo
in  questa  notte
comunque  fosca  e  scura,
ché  tu  non  mi  consoli…
ed  io  non  ti  consolo ….
Armando Bettozzi- 28 Ottobre 2006
 
Prima luce risplende a sera


Prima luce risplende a sera
Astro che il cuore all'amore ispira
Venere lucente nell'aer sereno.

Così, come strale pungente,
I cieli fende il tuo raggio che, ardente,
Infonde nei cuori passione d' amore.

Venere Dea ch' agli amori attendi
Ricca di tanta fulgente bellezza
La donna che amo al pari tuo risplende.

Ella è stella in terra discesa
E' un lembo di cielo di sole infuocato,
E così com'è bella, e come innamora,
Par che sia stata da te generata.
Armando Bettozzi- 28
 
Gelosia
(la rosa e il sole)
Stava la rosa , ritta
sul ritto stelo verde
aprendosi alla luce
del sol che le asciugava
il bagno di rugiada .
In cambio offriva , casta ,
se stessa…il suo profumo…
la tenera bellezza
dei petali dischiusi
e il bel color rosato ,
e il sol se ne beava…
Un’ ape impertinente
s’ intrufolo’ … si perse…
tra i petali e il profumo . 
Ne usci’ e rientro’ di nuovo
e il sole si acciglio’…
Poi prese un nuvolone
e lo strizzo’, geloso ,
sull’ ape e sulla rosa .
La pioggia li inondo’…
E pallido , il bel fiore ,
co’ un ultimo sospiro
cercando il sole: “ Asciugami…! “ , grido’.
Ma il sole non senti’:
la pioggia ancor batteva…
E quando poi la vide
distesa in terra …pianse .
Tuttora piange , a volte ,
il sole mentre infuoca 
furioso , spiagge e monti ,
campagne a grano e spiagge …
Ma non quel fior di rosa
a cui nego’ quel di’ il calor vitale . 
Armando Bettozzi- Roma
1 Maggio 2006
 

 

 

Prima lumina straluceste seara

Prima lumina straluceste seara
Astru ce inima la iubire indeamna
Venus stralucitoare in aerul senin
Precum sageata care strapunge,
despica cerul raza ta care, arzatoare,
trezeste in inimi pasiunea iubirii.
Zeita Venus de la care iubiri astepti
Bogata de atata fulgeratoare frumusete
Femeia pe care o iubesc la fel ca tine straluceste.
Ea este o stea pe pamant coborata
E o fasie de cer cu soare aprins,
Si pe cat e de frumoasa si de indragostita
Pare sa fi fost de tine creata.
Armando Bettozzi
 
 

Poetul

Ca o cometa adesea te visezi
si noaptea- nseninezi in intuneric,
te crezi ca Don Chijote de puternic,
dar si razboinic, si profet te crezi.
Cu arma ta ce merge de la A la Z
te crezi la adapost ca- ntr-un butoi,
si chiar de nu mai scrii chiar lucruri noi,
nu te opresti, caci tu esti doar poet.
E ca si cum s- ar lumina si cerul,
lasand sa cada  noaptea. Si  viseaza
ca risipeste in senin misterul
ca valul diafan. E ca pescarul
ce-n apa undita lanseaza
pentru- a- neca din inima amarul.
Cu versurile ar vrea sa stinga focul,
caci inima- i e plina de iubire,
si nu- i da pace, caci nu- ntelege jocul
cuvintelor ce scrie in surdina,
si inima vorbeste cu simtire
furioasa, vesela ori de durere plina.
Armando Bettozzi

 

L’Amore prima è sempre un gioco
  (a Lisa) 

 
                                               L’Amore, prima è sempre un gioco:
                                               la voglia d’incontrarsi,
                                               il desiderio di piacersi…
                                               Poi, pian, piano prende fuoco
                                               come quando, un po’distratto,
                                               getti un mozzicone acceso
                                               tra le foglie e non dai peso
                                               all’incendio pernicioso
                                               che può nascere ad un tratto.
                                               Riuscire ad evitarlo,
                                               a far sì che non divampi,
                                               può dipendere dai tempi,
                                               dai minuti che tu impieghi per smorzarlo.
                                               Su questo sentimento che arde e non s’arresta
                                               io vo gettando foglie e paglia secca
                                               e ramoscelli, e stecca dopo stecca
                                               come si fa pel pranzo della festa.
                                               Quando, più tardi, sarà spenta la fiammata
                                               arderà ancora la brace nel braciere…
                                               Mi farà male, ma sarà un piacere
                                               ricordare, Lisa, che un giorno io t’ho amata.
 
                                                           Armando Bettozzi
                                                               
 armando.bettozzi@gmail.com

Miraggio d’un meriggio d’estate     

     
Pigro è il corpo
pigra è la mente
nell’ovattato silenzio del meriggio.
E l’occhio assonnato segue
ed insegue sogni disegnati in cielo
mutevoli e incantati.
Batte l’orologio tre colpi
e attacca la cicala la nenia antica, che,
sola, ha imparato chissà da quanto…e altro non sa.
E il tempo pare parcheggiato
tutt’intorno
e pur se l’orologio aggiunge un colpo
nulla di nulla cambia
e pure il sonno esita, mi prende…s’interrompe,
ché un passare d’uccelli lo distrae.
E guardo…continuo a guardare
un sogno che invento pigramente
a mano a mano:
il solo segno che ancora sono qui, ad aspettare… 
           
Quando poi l’azzurro si tramuta
in un tenero rosa, poi rosso sullo sfondo
il tempo mette il timbro e passa il giorno.                     
E l’ingranaggio impietoso mi risucchia
e nel vortice suo incandescente
mi ritrovo a pulsare, costretto, e senza sogni.
 
Armando Bettozzi
  27 Maggio 2009

La conchiglia del mare

La conchiglia del mare
ha con sé
il suono dei venti
e dell’onde ;
e dell’acque profonde
conserva
segreti e misteri ,
che soltanto
racconta          
a chi sa sognare .
E il canto soave
d’una sirena
che lì si nasconde
incanta chiunque
la sappia ascoltare ,
quella voce suadente ,
che viene dal mare .
 
Armando Bettozzi
  18 Ottobre 2006
 
 

 

La forza propulsiva della vita

La forza propulsiva della vita
che genera la vita
è proiettata verso l’infinito
e lì procede sempre in linea retta,
coi geni che intrecciandosi tra loro
la formano e la spingono, la vita,
che sempre si rinnova,
da questa terra al cielo lungo il filo
continuo a ciclo generazionale
fintanto che il buon Dio ce lo permette,
a noi, a chi verrà, a chi seguirà,
a modo di staffetta,
che per traguardo ha l’eternità.
Armando Bettozzi
   29 Luglio 2009
 

            La casa di Mara


            più non sorride al giorno
            coi vetri chiusi e le persiane verdi
            cucite.
            Come la bocca sua che più non canta.
            Non passa il pettirosso a melodiare
            e neanche la civetta sopra il tetto
            a raccontar la notte.
            Appassisce il geranio
            e cadono le foglie ancora verdi.
            E cade la pioggia
            senza far rumore
            e è solo un lamento quel fischiar del vento
            nel camino spento.
                                                          
            Armando Bettozzi
                 Marzo 2009
 
Armando Bettozzi
Via Monte delle Piche, 29/a
00148 Roma
tel:  06 6550228
cell: 340 1286221
e-mail: armando.bettozzi@gmail.com

 

 

 

Il cuore del poeta

Non è blu, o bianco
il cuore del poeta,
né rosso o nero o viola:
più d’un arcobaleno è variopinto.
Stilla gocce di miele     
e lacrime preziose
esulta al rintocco di gaie campane
sente la pioggia cadere
e disegna nell’aria voli
leggeri di rondine
o cupo rimane pensoso a cercare…
a capire…a soffrire…
nell’affannarsi del giorno che va,
e inquieto osserva                                                      
il girar della ruota…che ruota…che ruota…
E il passato è il presente e il futuro è il passato…
ed in sé tutto assorbe: è una spugna di mare.                                                  
E si gonfia…e si gonfia…e si gonfia…
Bacia l’aurora che porta la vita
vede invisibili ombre
parla ai fiori e ascolta il vento
e ad occhi aperti guarda il sole e sogna…
Mangia emozioni e si ribella al fato
dell’uomo sull’uomo.
Sanguina
per l’amore che muore,
e piange col pulcino che pigola, solo.  
 
 Armando Bettozzi
    7 Luglio 2007

 

Per l’aria trasognata e calda e scura

Per l’aria trasognata e calda e scura
vien verso la finestra illuminata
un sogno ch’è rigonfio di paura
a rendermi infelice la nottata,
ch’è questa la sua unica premura.
Falena par, mostruosamente alata
e gigantesca, e pronta a ogni bruttura,
ad impari battaglia comandata,
non so da chi, né come, né perché.
Né giova che io provi a allontanarla,
che è cosa che non posso far da me,
e allora è solo il segno della croce
a aver la meglio e alfine a ricacciarla
nel buio senza forza e senza voce.                   
            Armando  Bettozzi
            29 Novembre 2009

 

Estate
                    

Passa la vela
sul blu misterioso
come un pensiero che scorre…
Chiama con voce
di vento a raduno
ogni onda d’intorno, distratta
E culla, l’acqua
il luccichio dorato.
L’ombra si bagna
di nubi leggere
Pone la mano a visiera
la spiaggia
laggiù
                                       
                                              
Armando Bettozzi
 18 Agosto 2009

 

Sbiadisce il tempo i sogni colorati        

Sbiadisce il tempo i sogni colorati
con noi cresciuti - come sopra un prato
i fiori in mezzo all’erba verde e forte -.
E come quelli il sole china e prostra,
e brucia senza l’acqua che ristora,
evaporano i sogni e si fan nebbia.
                                  
          Armando Bettozzi
            7 Agosto 2009
 

Il mistero del mondo che gira

           
Che il mondo giri tanto da sembrare
ch’è invece appeso immobile nel vuoto
nessuno ne potrebbe dubitare
ché è tutto dimostrato ed arcinoto.
Non schizzan via i monti e neanche il mare,
e soprattutto noi che questo moto
non ci sballotta affatto e ci fa stare
in piedi pure in mezzo al terremoto.
È il gran mistero della creazione       
che – dicono - la scienza ha già spiegato:
ma ancora non ci sta la soluzione
perché il mistero c’era e ancora esiste
sul fatto del perché e di chi è stato
se fuor da Dio si cerca e si persiste.
           
La “ratio” non assiste:
e l’illusione di arrivare a tutto
un giorno resterà col becco asciutto.    
                        
Armando Bettozzi
  10 Agosto 2009
                                                                      

 

Dedicata a Lisa
 

A sorso, a sorso

A sorso a sorso bevo questo amore
su coppa di cristallo, spumeggiante
come morbido champagne,
come mani che intrecciano le ore
brulicanti di ardenti desideri, e tessono
ariosi fili d’oro intorno a noi.
Sorseggio i preziosi silenzi
e le magiche parole, bollicine
che stuzzicano il cuore.
A sorso, a sorso, col tremore addosso
che s’intraveda del bicchiere colmo
il fondo, e restare
come nel deserto, senza vita
rimane chi al miraggio s’è affidato
e la polla non trova, e in sofferenza muore.
                               
            Armando Bettozzi
            14 Settembre 2009
 


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