Io ricordo padre
Io ricordo padre
di sere raccolte
intorno al nero braciere.
Umide sere asciugavano vesti
fra la polvere nera.
Eri bello padre.
avvinto al nostro pane
carezzavi il chiodo
appena illuminato dalla fioca fiamma.
Sulla tua fronte
cadeva il ricciolo nero
e rivoli sparsi di sudore
riempivano la mia memoria.
Nella penombra intonavi come solo l’usignolo sa fare
vecchie canzoni.
Ricordo qualche parola,
ma quella musica
è da sempre nel mio cuore.
Io non ho mai dimenticato padre,
i miei ricordi sopravvivono ai tuoi
e i miei figli
sono raccolti intorno a quel fuoco. |
Dio
Dio è nello sguardo che vede,
nel sapere che ignora,
nella luce del mattino
e nel cinguettio del passero,
nel volo della rondine
e nella disperata fuga del blatta;
celato nel buio antro del lombrico.
Dio è in noi,
opprime, deride,
violenta, uccide
e gioisce sulle labbra di un bimbo.
Dio è nei colori dell'iride
e riflette
il manto riluttante del ratto,
s'ascolta nei suoni del vento
e s'implora nell'ora della tormenta.
Dio è nel crogiuolo della vanità umana,
ci spoglia al sole
e veste di seta le carni.
Dio è nell'armonico canto dell'usignolo
e ci parla col silenzio dei morti.
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