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La pallina di cristallo

Nel tintinnìo di un campanello
la strada indossa il manto di festa,
gli sguardi dondolano i rami verdi
dell’ albero strappato alla foresta,
perché porti di nuovo a casa mia
la fresca fragranza della resina.
La stella in cima si è collocata,
per le mie notti annuvolate,
le luci brillano in mille colori
come i tuoi occhi innamorati.
Il fuoco del cuore si è nascosto
nella frescura di una pallina,
ma l’anima apre le ali al vento
le lontananze per noi avvicina.
Dove sarà mai, il mio amore,
arde nelle fiamme della calda stufa,
illumina il cammino dei miei anni
o aspetta ancora il Babbo Natale?!
Sulla spina del ramo più audace
sta attaccato il libro d’amore
e su un foglio il vento ha scritto:
“Se l’amore ricevi in regalo,
non lasciarlo mai smarrito per il mondo,
abbraccialo nel calore del palmo
come una rotonda  palina di cristallo!”
Marilena Rodica Chiretu

Globul de cristal

In clinchetul vesel de clopotel,
strada imbraca straie de gala,
privirile leagana crengile verzi
ale copacului smuls din padure,
ca sa aduce si- n casa mea
mirosul proaspat de rasina.
O stea in varf s- a asezat
sa- mi lumineze noptiile innourate,
luminile stralucesc in mii de culori
ca ochii iubirii privind de departe.
Focul din inima sta tot ascuns
in prospetimea globului nins,
sufletul a deschis aripile- n vant
si pentru noi departarea a stins.
Dar unde e oare, iubirea mea,
arde in flacarile caldei sobe,
imi lumineaza annii din drum
sau il asteapta pe Mos Craciun?
Pe spinii ramului mai indraznet
sta prinsa cu fir cartea iubirii,
iar pe o foaie vantul a scris:
“Daca primesti iubirea in dar,
nu o lasa ratacita prin lume,
imbratiseaz- o - n caldura din palma
ca pe un glob rotund de cristal!”
Marilena Rodica Chiretu
 
 
 

Credo in un solo amore…

Credo in un solo amore,
quello che sorride con gli occhi azzurri del cielo,
che fa fiorire le rose nelle guance del piacere,
l’ amore che porta i bimbi nel grembo della passione,
che accarezza il corpo, il viso e sfiora le labbra,
l’amore che mi fa crescere come un albero,
con i rami sempre più aperti verso il sereno,
come le dita di una mano,
come i raggi del sole e i misteri della luna,
Mi duole l’amore che soffoca i sentieri,
spegne i desideri nell’acqua che lava la mente,
l’amore che rimane lontano dalla mia riva,
chiuso nella conchiglia del silenzio,
da solo, sulla spiaggia del mio sogno,
fin quando imparerà a regalare
la linfa per le radici della mia estate
e la libertà di volare sulle ali del pensiero...
Credo in un solo amore,
quello che mi fa sentire l’ onda del mare...
Marilena Rodica Chiretu
28 maggio, 2007
 
Chi ?!
Chi mai, ha tolto la gioia che nutriva sogni,
chi mai nasconde la mia vita tra le griglie,
chi ha rubato il nulla dei dorati doni
lasciati sulla sabbia dal vento in conchiglie?!
Chi non capisce il senso delle alte onde,
la musica che cerca la stessa armonia,
chi ha ucciso lo sguardo sulle sponde,
chi non capisce la mia dolce nostalgia?!
Fiorisco ancora all’ombra dell’amore
nelle parole scritte col filo di un pensiero,
non sento più la voce che parli al mio cuore;
chi mai, potrà capire il fremito del mio sentiero?
Marilena-1 giugno, 2007
 
 
 

Il melo della vita

Il melo è fiorito nel povero giardino
tra soffio di vento e ombre delle nubi,
inebria il profumo con gusto genuino,
una dolcezza che arrichisce gli anni
dispersi nella povertà del vero amore.
Fa freddo, è l’ inverno della Terra,
ma l’ anima gioisce sui suoi rami,
stanno accanto i fiocchi ed i petali,
non sono finti, sono ali del mio cuore.
E’ morto un uccello senza nido,
il gelo ha ucciso il suo canto,
le piume son cadute, al sordino
una bufera le raccoglie in pugno,
il melo sta guardando il volo franto.
Ha perso il giardino i viali,
la neve ha coperto una nera traccia,
ma l’ albero sbocciando la corolla
toglie dal cielo con la sua braccia
l’ uccello che ancora vola.
E’ povero l’ inverno senza fiori,
ma ricco nei suoi fiocchi di speranze,
è povera la ricca primanera
se perde sulle strade i colori,
i teneri petali e le fragranze,
il melo è fiorito in bufera
e un uccello nasce nel suo nido
cantando la ricchezza della sera.
Marilena Rodica Chiretu
25 Dicembre 2005
 
 
 
 

 

Stringo nelle braccia l’ infanzia…

Ondeggia la vita sulle incertezze
dei tempi,
la vita mi ruba con una mano
ciò che mi regala con l’ altra,
stringo nelle braccia l’ infanzia
per rinfrescare il mio sorriso
e colorare il viso,
bagno i pensieri di oggi e di ieri
nell’ innocente fiume che scorre
davanti ai miei occhi, senza onde,
l’ acqua limpida degli sguardi
sfiora il corpo nel gioco degli anni
nutrendo sofferti desideri
che accendono l’ indomani.
Mi accarezza l’ animo angelico,
il velluto roseo delle guance,
le delicate dita cercando
il senso della vita,
sento il profumo della tenera bocca
intrecciando giocose parole,
stringo nelle braccia l’ infanzia
per riscaldare il mio mondo
per fare sciogliere attimi di ricordi
agghiacciati nella mente,
ho freddo e stringo nelle braccia
la mia infanzia
la tua
e la nostra primavera...
Marilena Rodica Chiretu
13 gennaio 2006
 
 

L’ ombra della notte

La mattina sfiora dolcemente
il velluto caldo della pelle sonnacchiosa,
umida come un sonno innamorato,
fremono le ditta chiamando un ricordo,
il buio si spegne nel sogno d’ amore,
lo sguardo sveglia l’ alba degli occhi,
il sole aspetta soleggiare la mattina.
Intanto, mi riscaldo all’ ombra della notte
mentre si alza leggermente il sipario
della nebbia che piange nel fremito del corpo,
come un filo d’ erba sotto il peso della rugiada.
Io sono sempre qui, al riparo del tuo amore,
stanca come una notte,
fresca come un’ aurora,
ardente come la pelle,
sognatrice come il sole,
soleggiata come una speranza.
Il tempo non invecchia,
passa soltanto sul corpo della vita,
sfiorando la guancia della mattina,
come un sogno che trafigge
l’ ombra della notte
Marilena Rodica Chiretu
2 marzo 2007
 
 

Vorrei il profumo dei fiori …

Vorrei il profumo dei fiori
per inebbriare la Terra
con odori diversi,
ma come raccoglierli
insieme?
Vorrei le lacrime dei mughetti
per piangere nel loro profumo
la gioia
dei giorni di festa,
l' odore del giglio bianco
lasciato sul velo nero
del bimbo per spegnere
il dolore,
vorrei l' odore dell' oleandro
per capire il profumo
dei suoi fiori circondati
dal veleno delle foglie.   
Ma chi mi dà
il profumo della rosa gialla
per inebbriare il geloso amore,
il sapore della rossa rosa
per accendere la passione?   
Sfioro un tulipano nero
caduto in terra
lo prendo dallo stelo
e mi dico che
forse è morto
nel proprio mancato
profumo...
Vorrei un giorno di ebbre
nel profumo di tutti i fiori..
Marilena Rodica Chiretu
5 settembre 2005
 
 

Mistero

Avevo un pensiero, ma l' ho perso
nella nebbia della tua mattina,
avevo un sogno e l' hai acceso
nel caminetto della tua casa,
avevo una parola, ma l' hai chiusa
nel mistero del tuo silenzio...
avevo tante speranze...
Adesso, la mente galleggia tra le nuvole,
ma non capisce il loro gioco,
il sogno ha paura di non spegnere
il fuoco delle tue legna,
la parola non parla perché
non può scrivere con le ombre del mistero...
...rimane il silenzio...
....il silenzio un giorno
trasforma il pensiero in nebbia,
il sogno in fuoco spento,
ma la parola...
la parola troverò la chiave
del tuo mistero e
aprirà di nuovo
la porta!
Marilena Rodica Chiretu                     
 
 

Il bambino dell’Est

Gira il tempo intorno al passato,
la storia ha cambiato il presente,
vestendo nei frutti dell’ infanzia
il futuro.
Il bambino dell’ Est,
non avvolge più la sua età
nel rosso della cravatta,
ma nell’ azzurro del cielo
della libertà.
E’ rimasto però,
lo stesso fiocco di neve
giocando coll’ inverno,
lo stesso raggio di sole
che riscalda la matura estate,
il bucaneve che alza la testa
nel manto della purezza,
sul quale si disperdono
i petali della primavera,
il bambino èil ricco autunno
dei suoi genitori.
Adesso, è libero
di rubare all’ orizzonte
il sereno e le dimensioni,
di sperare le cime
dei più alti palazzi,
di assaggiare il sapore
della loro ricchezza.
Il bambino dell’ Est,
come qualunque bambino,
è il frutto di un amore.
L’ amore non ha colore,
non ha patria,
non conosce confini!
La ruota della storia
gira e gira,
il bambino perde i passi
del girotondo della vita e
tende la mano
per prendere quella
di un amico lontano
che lo insegni le regole
del nuovo gioco.
Il bambino dell’ Est,
come qualunque bambino,
segue i passi dei grandi e
riceve i giocattoli costruiti
dai tempi.
Marilena Rodica Chiretu
17 luglio 2005
 

Fiori di ghiaccio

Fiori di ghiaccio
senza profumi, senza  colori,
modellano la trasparenza del vetro,
sorride la finestra tra i loro ricami
al tempo coperto di neve
guardando il gelo di fuori
Fiori di ghiaccio
sciolti dal caldo naso del bambino
dagli sguardi curiosi degli anni
rotolano in gocce di perle
sul davanzale
nel soffio del candore,
fa caldo in casa
e freddo fa fuori
Ghiaccio fiorito
intreccia gli alberi sui rami,              
sul lucido addormentato dei laghi
tra le braccia delle rive di trina,
sogna l’inverno
l’ amore del gelo per l’ acqua di fuori
Pensieri fioriti
nei petali di ghiaccio
riscaldati dalla poesia invernale
brilla il bianco nel fiocco d’ amore,
ricama le parole nella fantasia floreale
fa caldo dentro,
il gelo resta fuori…
Marilena Rodica Chiretu
27 decembrie 2005
 
 


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