Din fulgii iernii…

Soseste iarna cu fulgii printre gene,
la gura sobei gandul s-a aprins,
suntem in casa unde se astern alene
si amintirile pe parul usor nins.
Suntem aici in cuibul renascut
dar nostalgia ne mai stinge rasul,
as vrea sa zbor dar brazii au crescut
si doar rasina lor inneca plansul.
Si rad si plang, ca vara si ca toamna,
de raze si de frunze corpu-mi e pictat,
din fulgii iernii se inalta doamna
ce pragu-mi casei de mult a sarutat.
Marilena-3.11.2009.

Dai fiocchi dell’inverno…

Arriva l’inverno con i fiocchi tra le ciglia,
alla bocca della stufa si accende il pensiero,
stiamo nella casa dove si distendono facilmente
anche i ricordi sui capelli leggermente nevicati.
Ci siamo qui, nel nido rinato,
ma la nostalga spegne talvolta il riso,
vorrei volare ma sono cresciuti gli abeti
e solo la loro resina annega il pianto.
Rido e piango, come l’estate, come l’autunno,
dai raggi e dalle foglie è dipinto il mio corpo,
dai fiocchi dell’inverno si erge la signora
chi da molto ha baciato la soglia della casa mia…

Vorrei fermare la bella primavera…

Mi sciolgo nel midollo dei pensieri
come un’ape nel nido di un fiore,
assaggio il sapore delle parole scritte
dai rami della primavera, abbracciati
nelle corolle rotonde come un sole.
Il  vento respira tra le onde virtuali,
rinfresca la mia contrada di storia
addormentata sui prati di leggenda.
Il canto di zampogna sveglia i colori
e fa salire il pastore e la sua gregge
verso la fierezza dei  monti di fiaba,
apre le scalinate del nostro anfiteatro,
al di là del cielo sorge un nuovo tetto.
Vorrei fermare la bella primavera
nel bacio di un’unica stagione,
vorrei avere sempre l’anima del fiore
che stringe nelle braccia dei petali
gli aromi dei più diversi amori,
vorrei avvolgere nel verde della seta
i colli  in notti senza stelle,
accendere nel cuore della Terra
il fuoco dell’amore  senza anni
e trasformare il fango dei tristi passi
in orci con acqua pura di fontana
per bere la sorgente fresca della pace;
vorrei fermare la bella primavera
perché mi dica ancora quanto m’ami.
Marilena Rodica Chiretu
24.04.2009

As vrea sa opresc frumoasa primavara…

Ma topesc in miezul gandurilor
ca o albina in cuibul unei flori,
gust aroma cuvintelor scrise
de ramurile primaverii, imbratisate
in corole rotunde ca un soare.
Vantul respira printre undele virtuale
improspateaza tinutul meu de istorie
adormita pe pajistile de legenda.
Cantecul fluierului trezeste culorile
si urca ciobanul si turma sa
spre mandria muntilor de basm,
deschide scarile amfiteatrului nostru,
dincolo de cer rasare alt acoperis.
As vrea sa opresc frumoasa primavara
in sarutul unui unic anotimp,
as vrea sa am mereu sufletul florii
care strange in bratele petalelor
aromele celor mai diverse iubiri,
as vrea sa invalui in verdele matasii
dealurile in noptile fara stele,
sa aprind in inima Terrei
focul iubirii fara ani
si sa transform noroiul pasilor tristi
in urcioare cu apa curata de fantana
 ca sa bem izvorul proaspat al pacii;
as vrea sa opresc frumoasa primavara
ca sa imi mai spuna cat ma iubesti...
Marilena Rodica Chiretu
24.04.2009
 

La danza delle ombre

Splende il sole
nel barlume degli occhi,
le ombre stringono il corpo,
le mani accarezzano le nuvole
nel gioco degli sguardi lontani.
L’ azzurro del cielo,
il verde dei mari,
il rosso del tramonto
gocciano colori
sulla tristezza del viso
nella danza delle ombre,
risuonano le chitarre,
la musica scioglie il buio,
da sola, sulla mia isola virtuale
cerco accordi mai trovati,
sfiorando la malinconia dei suoni...
Marilena Rodica Chiretu
3 giugno 2006
 
 
 

Passione virtuale

La mattina spalanca
le finestre
premendo un bottone
e le strade cominciano
a serpeggiare
sulle cosmiche onde.
Affascinata dai colori
del mondo,
li raccolgo nelle parole
dell' immaginazione,
navigando
tra genti
e miracoli lontani.
S' infiammano i suoni
d' una virtuosa chitarra
e la voce
della mia fantasia
nel ritmo
delle castagnette,
dolci accordi
nell' armonia
d' una virtuale
passione.
Il miraggio del giorno
si perde tra le ombre 
della notte
in una danza tropicale,
il mio tango flamenco
d' amore.
Chitarra, dammi tu,
anche un' isola del sole,
nel raggio della felicità!
Marilena Rodica Chiretu
26 agosto 2005
 
 

La foglia

Son vento e tempesta su terra scatenati,
ho visto i miei sogni nascendo e morendo,
mi sono attaccata ai desideri nati,
nei tempi tumultuosi che sto ancor vivendo.

Una smarrita foglia mi son sentita spesso,
nel soffio del vento perduta galleggiando,
in terra son caduta sognando anche adesso,
il tuo caro mondo col mio intrecciando.

Son lacrima e pioggia che terra sta bagnando,
quando il forte vento annuncia la tempesta,
raccolgo i miei sogni e sto ancor sognando,
trasformo la bufera nel giorno della festa.

Son foglia con radice rimasta a casa sua,
io amo la parola che vola tra i mondi,
il mio desiderio mi porta a casa tua,
eppure la tempesta mi dice che ritorni.
Marilena Rodica Chiretu
10 luglio 2005
 
 

Dimmi ancor, ti amo...

Dimmi ancor, ti amo, il tempo non perdona,
ci ruba oggi un volo, domani un sorriso,
se apri il tuo cuore, mi sento una donna
fiorente in speranza sul mio dolce viso.
Calpesto sui ricordi nell' arco della vita,
alcuni son viventi e gli altri son sofferti,
dammi la voce tua, la gioia infinita,
per raccontar ormai, gli attimi presenti.
S' accendi una luce, si spegne un oscuro,
andiamo insieme sul filo del cammino,
dimmi ancor ti amo, così sarai sicuro,
che il nostro amore sfiora la sfera del divino.
Marilena Rodica Chiretu
10 luglio 2005
 
 
 
 

Amore

 

Nel sole sorridendo ti ho visto in un raggio,
tenevi nella mano un fiore incantato,
pregavi i petali che poi, mi han parlato,
del tuo grand' amore nel dolce fior di maggio.
Pioveva sul mio corpo con gocce cristalline,
in una tu m' hai vista, l' hai subito assorbita,
sfiorando la mia pelle, così mi son sentita
la goccia in un raggio splendendo in stelline.
Sorridi con il sole nei suoi raggi dorati,
e piangi nella pioggia con lacrime sofferte,
non hai saputo ancora, da rosse rose aperte,
il fervido amore agli anni già passati.
Marilena Rodica Chiretu
2005
 

Tempi di schiuma

La schiuma del mare, la schiuma dei tempi,
invade la mia mente, inganna gli sguardi,
ricama in bianco nel buio della notte
il fiore dell’ illusione sulla sponda azzurra,
risuona il canto della sirena
ritorna Ulisse dai tramontati mari,
abbraccia l’ amore smarrito all’orizzonte,
una nube si spegne nel fuoco dell’ aurora,
gira il disco dorato della luce,
il mio amore non ha l’ argento della luna,
nemmeno l’ oro del sole,
è solo una schiuma bianca
rovesciata dalle onde sui lontani lidi,
asciugo con il soffio dell' amore la schiuma
e la trasformo in pietra,
nascondo il dolore nella conchiglia
che rimarrà per sempre
sulla tua spiaggia
Marilena 15 maggio, 2007
 

La mia nosatalgia

La mia nostalgia,
nuvola galleggiante,
chiama il chiaro del tuo cielo,
onda gorgogliante
cerca la schiuma del tuo mare,
riva del fiume
attraversa e cancella le mura,
la mia nostalgia,
viaggio tra le cupole e le torri,
pensiero leggero come la piuma
cade sulle tracce del tempo
nella piazza della laguna,
lacrima morendo alle mie radici,
sogno vissuto a casa mia,
la nostalgia,
la parola che non mi dici...
Nostalgia mia,
girasole seguendo
la luce del giallo amore,
goccia di felicità e di dolore
annegata nel mare dei miei occhi,
il prezzo pagato dagli anni,
zampogna che suona
su terre straniere,
ruota del tempo
rotolando i fiocchi
sui miei capelli
smarriti sulle spalle,
nostalgia mia,
sei l’ acqua
il pane
e l’ aria
del mio domani...
...sta la mia nostalgia
nelle tue mani...
Marilena Rodica Chiretu
25 novembre 2005
 
 

I giorni della calda radice


La terra dei grani, dei colli e dei fiumi,
arrotonda il pane nel cesto dei frutti,
la lacrima dell’ acqua cancella il dolore,
in casa fa caldo, tra le fiamme la stufa
riscalda l’albero fiorito nelle mani.
Sospira il passero nel bosco spogliato
dalle foglie avvolte nei perduti colori
della stagione che passa e viene
nei passi ingannevoli della primavera.
Un nido è triste, un’altro allegro,
non tutti gli uccelli se ne vanno via,
rimane il canto degli usignoli,
il volo audace delle rondinelle.
Sul tronco agghiacciato il muschio è verde,
gli sguardi vestono gli alberi umidi
del gioco bianco degli stessi fiocchi,
chiamano a casa gli occhi erranti
a guardar la finestra della bella stagione.
Le valli s’ agitano nella bufera,
ma i monti cantano tra gli alti abeti,
le spine verdi non mordono le mani,
i rami dondolano le ricche chiome;
non muore il bosco nelle notti invernali,
la linfa nutre sempre gli alberi
nei giorni della calda radice...

Marilena Rodica Chiretu
4 dicembre, 2007- Pitesti, Romania.
 
 

Canto per il giorno di domani

Raccolgo petali gialli,
intreccio una corolla di girasole
intorno ai semi di oggi
per il sole di domani.
Lascio per terra un seme
per germogliare
il presente
Raccolgo soffio di vento fresco
di alta montagna
per respirare
il tempo  di domani;
lascio in terra la tempesta
per spegnere
le bufere di oggi
Raccolgo la luce della luna,
il barlume delle stelle,
il verde del mare,
l’ azzurro del cielo
per far brillare
il mondo di domani
Ma il girasole non girerà,
il seme non germoglierà
la luce non splenderà
i colori non tingeranno
il mondo
se non sentiranno
il canto di domani!
Raccogliamo i suoni di zampogna,
gli accordi del mandolino,
i ritmi delle castagnete,
la musica delle chitarre
per vivere l’ armonia
nel  canto del giorno di domani!
Marilena Rodica Chiretu
23 ottobre 2005
Poesia finalista del Premio Nazionale di Poesia “La Rondine”- Trento -Italia, la VIII edizione, pubblicata nel numero speciale dei ‘Quaderni”, il 21 aprile, 2006, Trento.
 
 
myspace layouts codes


Home| Home Romania | Chi sono | Romania | Pitesti | Italia | Opere personali | Opere diverse | Pagina-bambini | Contatto | Link